Cronaca

Abusi sulla nipotina di sei anni

Abusi sulla nipotina di sei anni
Cronaca 10 Ottobre 2015 ore 16:01

E’ l’ennesima storia di una violenza da non credere nei confronti di una creatura, nell’intimità di una tranquilla abitazione di un paese del circondario di Biella. Protagonista è il nonno, 69 anni, che per l’accusa avrebbe compiuto atti sessuali con la nipotina da quando aveva un paio d’anni fino ai 6/7 anni. Ieri mattina, al termine di una dura requisitoria, il pubblico ministero, Mariaserena Iozzo, ha chiesto per l’imputato una pesante condanna a sette anni e mezzo di reclusione. Opposta la tesi della difesa, sostenuta dall’avvocato Luca Recami, che ha convinto i giudici (presidente Paola Rava, a latere Migliori e Ferretti) a riconoscere per il suo assistito l’attenuante specifica del fatto di minore gravità prevalente sulle contestate aggravati dell’età della minorenne e dal grado di parentela. Alla fine, il Tribunale si è espresso per una condanna decisamente più mite rispetto alle richieste dell’accusa. L’imputato - che si trova all’estero -  se l’è cavata con una pena a due anni e sei mesi di reclusione. Dovrà inoltre versare una provvisionale di diecimila euro.

Valter Caneparo

Leggi di più sull’Eco di Biella di sabato 10 ottobre 2015

E’ l’ennesima storia di una violenza da non credere nei confronti di una creatura, nell’intimità di una tranquilla abitazione di un paese del circondario di Biella. Protagonista è il nonno, 69 anni, che per l’accusa avrebbe compiuto atti sessuali con la nipotina da quando aveva un paio d’anni fino ai 6/7 anni. Ieri mattina, al termine di una dura requisitoria, il pubblico ministero, Mariaserena Iozzo, ha chiesto per l’imputato una pesante condanna a sette anni e mezzo di reclusione. Opposta la tesi della difesa, sostenuta dall’avvocato Luca Recami, che ha convinto i giudici (presidente Paola Rava, a latere Migliori e Ferretti) a riconoscere per il suo assistito l’attenuante specifica del fatto di minore gravità prevalente sulle contestate aggravati dell’età della minorenne e dal grado di parentela. Alla fine, il Tribunale si è espresso per una condanna decisamente più mite rispetto alle richieste dell’accusa. L’imputato - che si trova all’estero -  se l’è cavata con una pena a due anni e sei mesi di reclusione. Dovrà inoltre versare una provvisionale di diecimila euro.

Valter Caneparo

Leggi di più sull’Eco di Biella di sabato 10 ottobre 2015

 

Resta sempre aggiornato sulle notizie del tuo territorioIscriviti alla newsletter