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A giudizio in quasi trenta processi

A giudizio in quasi trenta processi
Cronaca 12 Marzo 2016 ore 12:34

BIELLA - Il poliziotto che a metà febbraio lo aveva arrestato, lo aveva persino scritto nel suo rapporto inviato al Pubblico ministero, che la condotta tenuta dall’allora indagato era “in spregio a qualsiasi autorità. Lo stesso non si attiene a nessuna regola né tantomeno ha propositi di ravvedimento…”.
Il soggetto in questione è Ouahid Naim , 21 anni, di Biella, che, nei giorni scorsi, è comparso per l’ennesima volta davanti a un giudice, nell’occasione Paola Rava. Era accusato d’aver violato le prescrizioni imposte dalla sorveglianza speciale e di evasione dagli arresti domiciliari. Alla fine è stato condannato a un anno e due mesi di reclusione (quattro mesi in meno rispetto a quanto proposto dal pubblico ministero onorario, Maurizio Rossetto). L’imputato (difeso dall’avvocato Francesco Bracciani di Torino dopo che il difensore biellese, Marco Romanello, aveva dismesso il mandato) sta continuando da tempo a violare qualunque provvedimento a cui viene sottoposto.
Ha inoltre in corso, con udienze già fissate nei prossimi mesi, quasi trenta procedimenti penali per reati che vanno dall’oltraggio e dalla resistenza a pubblico ufficiale al furto aggravato, passando da estorsione, detenzione di droga, calunnia, minacce, ricettazione, lesioni aggravate, atti osceni in luogo pubblico, evasione dai domiciliari. Negli ultimi mesi, inoltre, è stato denunciato per quasi venti volte per aver violato le prescrizioni imposte dalla sorveglianza speciale.
I fatti per i quali il giovane è stato di recente processato e condannato, risalgono al 12 febbraio scorso quando Ouahid Naim era stato fermato per un controllo nel cuore dei giardini Zumaglini verso via La Marmora. Tra le prescrizioni previste dalla sorveglianza speciale, il giovane non poteva tra l’altro frequentare dei pregiudicati. Quel giorno era stato invece trovato in compagnia di sei personaggi ben noti alle forze dell’ordine e alla giustizia. Il giovane era stato così arrestato e – su ordine del magistrato di turno – portato nella sua abitazione di costa del Piazzo per essere sottoposto al regime degli arresti domiciliari. Erano le 19 e 30. L’udienza di convalida dell’arresto era stata fissata per il giorno dopo alle 10. Ma - proprio come ha poi scritto il poliziotto nel suo rapporto e cioè che non rispetta nessuna regola – Naim era stato di nuovo fermato poche ore dopo dall’equipaggio di una volante della polizia mentre passeggiava tranquillamente in piazza Vittorio Veneto come se nulla fosse successo. Secondo i poliziotti, inoltre, appariva ubriaco e «strafottente di qualsiasi imposizione dell’autorità». Stavolta era stato arrestato e portato prima in una cella di sicurezza della Questura e, dopo la convalida, trasferito nel carcere di viale dei Tigli.
Valter Caneparo

BIELLA - Il poliziotto che a metà febbraio lo aveva arrestato, lo aveva persino scritto nel suo rapporto inviato al Pubblico ministero, che la condotta tenuta dall’allora indagato era “in spregio a qualsiasi autorità. Lo stesso non si attiene a nessuna regola né tantomeno ha propositi di ravvedimento…”.
Il soggetto in questione è Ouahid Naim , 21 anni, di Biella, che, nei giorni scorsi, è comparso per l’ennesima volta davanti a un giudice, nell’occasione Paola Rava. Era accusato d’aver violato le prescrizioni imposte dalla sorveglianza speciale e di evasione dagli arresti domiciliari. Alla fine è stato condannato a un anno e due mesi di reclusione (quattro mesi in meno rispetto a quanto proposto dal pubblico ministero onorario, Maurizio Rossetto). L’imputato (difeso dall’avvocato Francesco Bracciani di Torino dopo che il difensore biellese, Marco Romanello, aveva dismesso il mandato) sta continuando da tempo a violare qualunque provvedimento a cui viene sottoposto.
Ha inoltre in corso, con udienze già fissate nei prossimi mesi, quasi trenta procedimenti penali per reati che vanno dall’oltraggio e dalla resistenza a pubblico ufficiale al furto aggravato, passando da estorsione, detenzione di droga, calunnia, minacce, ricettazione, lesioni aggravate, atti osceni in luogo pubblico, evasione dai domiciliari. Negli ultimi mesi, inoltre, è stato denunciato per quasi venti volte per aver violato le prescrizioni imposte dalla sorveglianza speciale.
I fatti per i quali il giovane è stato di recente processato e condannato, risalgono al 12 febbraio scorso quando Ouahid Naim era stato fermato per un controllo nel cuore dei giardini Zumaglini verso via La Marmora. Tra le prescrizioni previste dalla sorveglianza speciale, il giovane non poteva tra l’altro frequentare dei pregiudicati. Quel giorno era stato invece trovato in compagnia di sei personaggi ben noti alle forze dell’ordine e alla giustizia. Il giovane era stato così arrestato e – su ordine del magistrato di turno – portato nella sua abitazione di costa del Piazzo per essere sottoposto al regime degli arresti domiciliari. Erano le 19 e 30. L’udienza di convalida dell’arresto era stata fissata per il giorno dopo alle 10. Ma - proprio come ha poi scritto il poliziotto nel suo rapporto e cioè che non rispetta nessuna regola – Naim era stato di nuovo fermato poche ore dopo dall’equipaggio di una volante della polizia mentre passeggiava tranquillamente in piazza Vittorio Veneto come se nulla fosse successo. Secondo i poliziotti, inoltre, appariva ubriaco e «strafottente di qualsiasi imposizione dell’autorità». Stavolta era stato arrestato e portato prima in una cella di sicurezza della Questura e, dopo la convalida, trasferito nel carcere di viale dei Tigli.
Valter Caneparo