Attualità
Il caso

Vignetta di satira scatena proteste e scandalo fra i parenti delle vittime ThyssenKrupp

Il popolare e cliccatissimo portale satirico stavolta non è riuscito a strappare le grasse risate cui ci aveva abituato nel corso degli anni.

Vignetta di satira scatena proteste e scandalo fra i parenti delle vittime ThyssenKrupp
Attualità 22 Luglio 2021 ore 09:00

Il popolare e cliccatissimo portale satirico stavolta non è riuscito a strappare le grasse risate cui ci aveva abituato nel corso degli anni.

Scandalo e proteste per una notizia vignetta di satira che il popolare sito satirico online "Lercio.it" ha pubblicato contro la ThyssenKrupp, ma incespicando nella giustificata reazione dei parenti delle vittime del rogo.

Niente grasse risate stavolta

Le grasse risate cui ci ha abituato nel corso degli anni il popolare (e davvero ben fatto) giornale satirico questa volta non sono sorte spontanee e gradite. Anzi: diciamo che, un po' alla "Charlie Hebdo", il nostrano Lercio stavolta ha forse esagerato i toni. La vignetta diceva: "Si addormenta al sole senza ustionarsi, assunto come operaio dalla ThyssenKrupp" (foto di copertina). Evidente il riferimento alla tragedia dei sette morti sul lavoro ustionati nel rogo della fabbrica tedesco-torinese il 5 dicembre 2007. Un fattaccio di cronaca sul quale nessuno doveva permettersi di scherzare, nemmeno nel nome della satira più libera e leggera, nemmeno per gettare fango sui responsabili della tragedia.

La polemica dei famigliari

Subito infatti, come riporta Prima Torino, si è registrata la polemica da parte dei famigliari delle vittime: "Su queste morti non c'è alcun diritto di satira, non dovevano azzardarsi a scrivere queste schifezze sui nostri figli" ha dichiarato a un giornale cartaceo  nazionale Rosina, mamma di Giuseppe Demasi, una delle vittime. "A tutto c'è un limite - ha detto invece Antonio Boccuzzi, l'unico sopravvissuto all'incendio - Non sono davvero in grado di apprezzare, semmai ce ne fosse, l'ironia o la presunta satira di questa pubblicazione". D'accordo anche Massimiliano Quirico, da anni vicino ai famigliari della ThyssenKrupp nella battaglia per la sicurezza sul lavoro: "È una mancanza di rispetto per le vittime, i loro familiari e i compagni di lavoro".