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i risultati

Tumore al seno, progetto tra Asl di Biella e Scuola Superiore Sant'Anna di Pisa

Per la valutazione della presa in carico delle pazienti lungo tutto il percorso di assistenza in Ospedale

Tumore al seno, progetto tra Asl di Biella e Scuola Superiore Sant'Anna di Pisa
Attualità Biella Città, 10 Aprile 2022 ore 13:17

Tumore al seno, progetto tra Asl di Biella e Scuola Superiore Sant'Anna di Pisa

“Professionalità”, “gentilezza”, “disponibilità”. Sono le tre principali parole chiave emerse dai questionari compilati da 148 donne operate per tumore al seno all’Ospedale di Biella tra il maggio 2019 e il settembre 2021; indagine predisposta per misurare sistematicamente gli esiti riportati dalle pazienti con particolare riferimento alla qualità dell'assistenza sanitaria erogata e all'esperienza sotto il profilo di presa in carico e attenzione alla persona.

Il progetto

Il progetto PROMs (Patient Reported Outcome Measures) e PREMs (Patient Reported Experience Measures) è stato condotto grazie alla convenzione definita nel 2018 tra ASLBI e la Scuola Superiore Sant'Anna di Pisa, Laboratorio Management e Sanità dell’Istituto di Management. «I questionari sono stati un modo per capire come le persone percepissero la gestione da parte dell’ASLBI in questo percorso e i punti di forza evidenziati dalle pazienti rappresentano una gratificazione per l’Azienda Sanitaria, oltre che uno strumento per meglio organizzare eventualmente i servizi e le relazioni», commenta dalla Direzione Sanitaria di Presidio Antonella Tedesco, coordinatrice
delle attività del progetto insieme a Lauretta Massaza, Dirigente medico Chirurgia Generale e componente dell’équipe di Senologia, che ha gestito le pazienti nella parte operativa di reclutamento e lungo tutto il percorso grazie alla sinergia con la Struttura Qualità e Accreditamento.

I questionari

Le pazienti che hanno aderito volontariamente hanno quindi risposto ai vari questionari di esperienza ed esito in forma anonima e totalmente digitale presso il proprio domicilio usando smartphone, tablet, PC o altro dispositivo; i tre percorsi elettivi considerati sono stati quelli di chirurgia conservativa (103 pazienti), mastectomia semplice (35) e chirurgia ricostruttiva post-mastectomia (10). «Il periodo in cui sono stati somministrati i questionari è coinciso in larga parte con la pandemia, ma il volume dei dati raccolti è stato comunque soddisfacente – afferma Tedesco – I risultati raccolti sulla gestione a trecentosessanta gradi delle pazienti sono positivi per l’ASLBI e dimostrano che stiamo lavorando bene su vari aspetti, dalle professionalità degli specialisti alle strutture ospedaliere.
Ringraziamo tutte le pazienti che sono state coinvolte nell’indagine per la disponibilità a condividere la propria esperienza con i servizi sanitari e a fornire informazioni sul loro stato di salute, nell’ottica di contribuire al miglioramento continuo del Sistema Sanitario».

«Questo lavoro testimonia ancora una volta come un approccio multidisciplinare e l'impegno di professionalità di indiscussa competenza presenti nel nostro Ospedale siano fondamentali nel trattamento di questa grave patologia - commenta Roberto Polastri (nella foto), Direttore della Chirurgia Generale e del Dipartimento di Oncologia ASLBI - I risultati confermano inoltre come ormai da anni le nostre Strutture stiano procedendo con successo verso una ulteriore "umanizzazione della chirurgia", per rendere meno pesante il percorso di cura alle pazienti».

Durante la pandemia

«Nonostante il sopraggiungere della pandemia Covid nel corso del progetto, questo è stato portato a termine nei tempi stabiliti – sottolinea Massaza – Il confronto periodico con il team di ricerca della Scuola Superiore Sant'Anna è stato stimolante, sia inizialmente in presenza che successivamente tramite webinar. È stato fondamentale il lavoro di “squadra”, in primis per il reclutamento delle pazienti con il personale ospedaliero del Servizio pre-ricoveri. Sento inoltre di rivolgere un ringraziamento alle donne coinvolte nell’indagine, non solo per la disponibilità a condividere la loro esperienza con l’Azienda Sanitaria, ma anche per scelto di fornire informazioni sul proprio stato di salute nell’ottica di contribuire al miglioramento continuo del Sistema Sanitario».

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