Un pienone quello registrato all’Auditorium, con un pubblico attento fino alla fine: venerdì scorso, negli spazi di Città Studi, centinaia di biellesi hanno partecipato alla serata dedicata al referendum costituzionale in programma tra un mese.
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L’iniziativa, promossa da Federmanager Biella con il coinvolgimento dell’Ordine degli Avvocati di Biella, aveva un obiettivo dichiarato: fornire strumenti tecnici per comprendere una riforma complessa, che interviene su diversi articoli della Costituzione e tocca l’assetto dell’ordinamento giudiziario. In concreto, il referendum riguarda le regole che disciplinano il funzionamento della magistratura: come si diventa giudici o pubblici ministeri, chi li governa e chi li giudica sotto il profilo disciplinare.

Pienone a Città Studi per il convegno sul referendum
A confrontarsi, su posizioni opposte ma argomentate, sono stati gli avvocati Maurizio Riverditi e Roberto Capra: da un lato le ragioni del “No”, dall’altro quelle del “Sì”, in un clima che, pur acceso nei passaggi più delicati, è rimasto nei binari del dibattito giuridico.
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Maurizio Riverditi
Roberto Capra
Al centro del confronto, la separazione delle carriere tra magistratura giudicante e requirente, la nascita di due distinti Consigli superiori della magistratura e l’istituzione di una nuova Corte disciplinare. Tradotto: oggi giudici e pubblici ministeri fanno parte dello stesso “ordine” e sono governati dallo stesso organo (il Csm). La riforma prevede percorsi e organi di autogoverno separati.
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