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MONGRANDO

Nessuno vuole gestire il Polivalente. Il sindaco: «Faccio appello ai giovani»

Due le manifestazioni di interesse, poi il bando è andato deserto.

Nessuno vuole gestire il Polivalente. Il sindaco: «Faccio appello ai giovani»
Attualità Elvo, 09 Luglio 2022 ore 15:00

Due le manifestazioni di interesse, poi il bando è andato deserto.

Il caso

Niente da fare per il polivalente di Mongrando, che ancora aspetta un nuovo gestore.
Dopo la chiusura del 31 dicembre scorso, il Comune aveva aperto (e successivamente riaperto) i termini per la presentazione delle manifestazioni di interesse relative all’affidamento della gestione della struttura.

«Due persone, entrambe conosciute nel settore e con esperienza da vendere, si erano dimostrate interessate. Ma, allo step successivo, quando si trattava di presentare la propria offerta (entro il 20 giugno scorso), nessuno dei due si è più fatto avanti», spiega il sindaco Antonio Filoni. Che aggiunge: «E’ chiaro che da parte dell’amministrazione comunale un po’ di amarezza c’è, anche perché, a questo punto, il bando, andato deserto nonostante le due domande iniziali, decade e bisognerà proporne un altro».

Troppa incertezza

Il primo cittadino cerca di esaminare che cosa possa essere andato storto. «Purtroppo viviamo ancora nell’incertezza, e ciò può aver pesato non poco sulla decisione di fare un passo indietro». Ma resta fiducioso e propositivo:

«A settembre pubblicheremo un nuovo bando, sulla falsariga di quello andato deserto, che prevedeva il versamento di una caparra, l’iscrizione al Rec, tre anni di esperienza e un modesto canone di concessione. Tuttavia - e in ciò consisterà la novità - l’affidamento della gestione non sarà più “in forma sperimentale per la durata di un anno”, ma lo sarà per 6 anni».

In conclusione, un appello ai giovani:

«Spero che si dimostrino interessati ad assumere la gestione del polivalente. Che non vuol dire soltanto tenere aperto il bar, ma organizzare eventi, iniziative, feste e concerti: la struttura - sottolinea Filoni - è il centro di gravità permanente del paese, e i giovani devono sentirsi protagonisti».

Lara Bertolazzi

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