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ECCO LE POSIZIONI

Lavoro nel Biellese: entro novembre, 3.700 nuove entrate

Il 57% sarà nei Servizi. Contratti stabili solo nel 23% dei casi. Precari per il 77%. Nel mese di settembre ne sono programmate 1.390. 

Lavoro nel Biellese: entro novembre, 3.700 nuove entrate
Attualità Biella Città, 24 Settembre 2022 ore 11:00

Il 57% sarà nei Servizi. Contratti stabili solo nel 23% dei casi. Precari per il 77%. Nel mese di settembre ne sono programmate 1.390.

Le nuove entrate

Sono 1.390 le nuove entrate nel mondo del lavoro complessivamente previste in provincia di Biella per il mese di settembre: dieci in meno rospetto al settembre 2021. Le entrate previste sono, invece, 3.700 in totale entro fine novembre prossimo ossia 190 in più rispetto allo stesso periodo 2021. Il dato è stato elaborato dalle consuete rilevazioni Excelsior di Unioncamere Piemonte che sotolinea come siano 37.350 i lavoratori ricercati dalle imprese piemontesi per il mese di settembre 2022 e 100.920 per l’intero trimestre settembre-novembre. Rispetto a un anno fa le previsioni delle imprese piemontesi appaiono debolmente in crescita a livello mensile, le assunzioni previste a settembre 2022 superano di 320 unità quelle di settembre 2021.

Le proiezioni

Purtroppo, il precariato continua a essere la cifra del lavoro regionale e locale. Le proiezioni Excelsior sono chiare: solo nel 23% dei casi le entrate previste nel Biellese saranno stabili, ossia con un contratto a tempo indeterminato (18%) o di apprendistato (5%), mentre nel 77% saranno a termine (a tempo determinato o altri contratti con durata predefinita: 22% somministrazione, 0,43% Co.co.co, 45% tempo determinato, 3% altri contratti dipendenti e 7% altri contratti non dipendenti). Anche a livello regionale, il precariato è forte: la domanda di lavoro piemontese è trainata dai contratti a tempo determinato con il 63% delle entrate programmate, seguiti da quelli a tempo indeterminato con il 24% dei casi e dai contratti di apprendistato con l’8% Nonostante Biella sia una realtà eminentemente industriale e il suo manifatturiero sia uno dei più rappresentativi a livello regionale, nel 57% dei casi i nuovi posti di lavoro si concentreranno nei Servizi. Non solo, per il 58% si concentrerà nelle imprese con meno di 50 dipendenti, ma questo è un dato poco sorprendente, se si considera la dimensione demografica media delle aziende locali. Non solo: ma, mentre i posti disponibili nell’industria crescono su base tendenziale (90 in più rispetto a settembre 2021), quelli nei servizi diminuiscono (100 in meno su base tendenziale). Ma quali sono i profili che caratterizzano queste nuove entrate? Per il 19% esse saranno costituite da dirigenti, specialisti e tecnici (percentuale, peraltro, più bassa della quota nazionale che è pari al 26%); il 40% sarà costituito da operai specializzati e conduttori di impianti, il 24% riguarderà le professioni commerciali e dei servizi, il 10% profili generici e il 7% impiegati.

Le qualifiche

La maggioranza delle imprese biellesi (51%) dichiara una difficoltà a reperire le figure cercate che, per una quota pari al 34%, interesseranno giovani con meno di 30 anni. Il mismatch arriva però al 61,9% per le aree tecniche e di progettazione e al 55,3% per l’area produzione beni e erogazione di servizi. L’area amministrativa, con un mismatch del 31,1%, sembra essere quella dove il reperimento di figure risulta meno complicato. Non solo: il 17% delle entrate previste sarà destinato a personale laureato, il 31% a personale con diploma superiore, il 18% a personale con qualifica professionale e il 34% a personale per il quale non è richiesta qualifica. A conti fatti, per una quota pari al 64% delle entrate viene richiesta esperienza professionale specifica o nello stesso settore.

I settori

Per il mese di settembre 2022, il settore tessile-abbigliamento-calzature biellese assorbirà 260 nuove entrate (640 quelle previste a fine novembre); quello dei servizi alle persone, altre 260 (570 a fine novembre); il commercio 160 (530 a fine novembre); i servizi di alloggio, ristorazione e turismo 150 (390 a fine novembre) e le costruzioni 100 (300 a fine novembre).

Giovanni Orso

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