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Il piano Asl per salvaguardare il Pronto

Più posti letto nei reparti per evitare il sovraffollamento. E dimissioni anche nel weekend. In sette mesi ben 26mila accessi. Soprattutto di anziani e immigrati. 

Il piano Asl per salvaguardare il Pronto
Attualità Biella Città, 08 Ottobre 2022 ore 07:00

Più posti letto nei reparti per evitare il sovraffollamento. E dimissioni anche nel weekend. In sette mesi ben 26mila accessi. Soprattutto di anziani e immigrati.

La situazione

Via libera da parte dei vertici dell’Asl di Biella al piano per evitare il sovraffollamento di pazienti al Pronto Soccorso. La delibera è stata firmata proprio in questi giorni dal direttore generale Mario Sanò, dopo che la Regione Piemonte ha chiesto alle varie Aziende sanitarie locali di intervenire sulla riorganizzazione dei servizi del Pronto Soccorso. Ad occuparsi dello studio di Biella e delle strategie da attuare sono stati Francesco D’Aloia, direttore di presidio facente funzioni, Antonella Croso, direttrice delle professioni sanitarie dell’Asl Bi, Aldo Tua, direttore della medicina d’urgenza dell’Asl Bi e Dino Stefano Di Massimo, infermiere specialista in ricerca e qualità.

«Il sovraffollamento dei Pronto soccorso - si legge nel documento - è un fenomeno abbastanza diffuso sia a livello nazionale sia a livello regionale. Tra le cause l’aumento della vita media e dei grandi anziani over 75 con bisogni socio-sanitari che accedono più numerosi al Pronto Soccorso, nonché l’aumento di accessi da parte degli immigrati. E poi l’insufficiente e inefficace gestione territoriale dei pazienti con patologie croniche con conseguente aumento del ricorso al Pronto Soccorso».

L’Asl di Biella serve un bacino d’utenza di 165mila persone, dei quali 43mila abitanti nel capoluogo. Il Pronto soccorso si trova in stretta contiguità con il reparto di Terapia intensiva e in vicinanza della Cardiologia Utic. Dispone di nove posti di osservazione breve, di otto box visita, di due stanze per il trattamento dei codici di alta gravità clinica, di una stanza per l’attività ortopedica/traumatologica e di ambulatori per il trattamento dei codici bianchi.

Gli accessi

Nei primi sette mesi del 2022 si sono registrati 661 accessi in codice rosso, 5.361 in codice arancione, 6.819 in codice azzurro, 13.101 in codice verde e 716 in codice bianco, per un totale di 26.658 accessi, con un tasso di ricovero del 16 per cento, pari a 1.157 persone poi ricoverate. Per quanto riguarda i tempi di risposta degli operatori, per i codici rossi non dovrebbe esserci attesa, mentre al Pronto di Biella i tempi sono di 8,4 minuti ma il dato prende in considerazione il primo verbale dopo la presa in carico. Per i codici arancioni il tempo stimato dovrebbe essere di 15 minuti, a Biella è di 56,6 minuti. Per i codici azzurri il tempo dovrebbe essere di 60 minuti, mentre a Biella è di 199, per i codici verdi si dovrebbe attendere al massimo 120 minuti, mentre a Biella i tempi sono di 108,3 minuti, mentre per i codici bianchi i tempi dovrebbero essere di 240 minuti massimi mentre a Biella sono inferiori, pari a 126,3 minuti.

Come migliorare la situazione

Il gruppo di studio ha deciso di portare avanti diverse linee per dare risposte migliori all’utenza. La prima è legata alla definizione dei tempi standard di esecuzione delle consulenze in Pronto soccorso, fissata in un massimo di 90 minuti. Poi c’è la definizione dei posti letto giornalieri valevole sette giorni su sette da destinare al Pronto Soccorso, con un incremento importante del numero di posti letto a seconda delle specialità. Per esempio Medicina interna deve garantire 5 posti letto giornalieri ai pazienti provenienti dal Pronto, l’Utic Cardiologia 2. Questo porterebbe a una diminuzione importante dei tempi di attesa in Pronto Soccorso. Altro punto importante è favorire le dimissioni dai reparti anche nel fine settimana, portando a liberare un numero maggiore di posti letto. E poi ancora un incremento del 10 per cento dei posti letto rispetto a quelli attuali. Il piano dovrà ora trovare attuazione, facendo sempre i conti con il budget a disposizione dell’Asl di Biella.

Enzo Panelli

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