Nativi digitali

Il 73,4% dei giovani crea un profilo social fake per controllare il partner/la partner

Al via una campagna di sensibilizzazione del Movimento Giovani per Save the Children contro la violenza di genere online tra adolescenti

Il 73,4% dei giovani crea un profilo social fake per controllare il partner/la partner
Pubblicato:

Lo hai mai fatto? Hai mai diffuso foto intime di qualcuno senza il suo consenso o inviato le tue anche se non richieste? Hai mai creato un profilo social falso, usato la geolocalizzazione per controllare il/la tuo/a partner? Hai mai impedito contatti social al tuo/a partner o minacciato di diffondere le sue foto intime?  Queste alcune delle domande scomode lanciate oggi - venerdì 3 febbraio - in rete dalla campagna di sensibilizzazione "Lo hai mai fatto?" del Movimento Giovani per Save the Children, ispirata al gioco sociale “Hai mai (Never Have I Ever)” molto diffuso tra gli adolescenti.

Su Instagram, Facebook e TikTok

La campagna sarà attiva sui canali social Istagram e Facebook, e su TikTok, dove darà vita a una sfida virtuale partecipata (“this or that challenge”) che contrappone i comportamenti violenti di genere comunemente agiti on-line tra gli adolescenti ad opzioni alternative in positivo.

Come emerge da una recente consultazione online promossa per esplorare questo tema dal Movimento Giovani per Save the Children, che ha coinvolto quasi 902 ragazzi e ragazze tra i 14 e i 25 anni in Italia, sebbene la gran parte dei partecipanti associ i rapporti di coppia a valori come comprensione, sincerità, complicità, rispetto e fiducia, il 42,2% del totale dei partecipanti riferisce di avere avuto un’amica/o che ha vissuto una qualche forma di violenza on-line nella relazione, soprattutto rispetto alla sfera del controllo personale.

Tra i comportamenti ritenuti più frequenti ci sono la creazione di un profilo social fake per controllare il/la partner (73,4%), le telefonate/invio di messaggi insistenti per sapere dove si trova e con chi è (62,5%), il controllo degli spostamenti e delle persone con cui si trova (57%), l’impedire al/alla partner di accettare delle persone tra le amicizie sui social (56,2%), ma anche il fare pressioni affinché il/la partner invii sue foto sessualmente esplicite (55,1%) o minacciare la diffusione di informazioni, foto o video imbarazzanti (40,6%). Infatti, oltre alla sfera del controllo, le situazioni di abuso o violenza online all’interno di una coppia possono riguardare anche i comportamenti volti a danneggiare la reputazione o violare la privacy del/della partner, o quelli aggressivi, che includono minacce e umiliazioni, o pressioni per ottenere forzosamente il consenso ad attività sessuali indesiderate.

Il ruolo di genitori e insegnanti

Come ha dichiarato Raffaela Milano, direttrice dei Programmi Italia-Europa di Save the Children Italia:

"Con questa campagna le ragazze e i ragazzi si rendono protagonisti di un’azione di sensibilizzazione sull’importanza di riconoscere la violenza insita in alcuni comportamenti che possono altrimenti apparire “normali” o tipici del mondo online, ma non lo sono affatto. La pretesa di controllare in ogni momento spostamenti, abbigliamento, contatti e amicizie, o la violazione della privacy e il ricatto delle immagini intime sono forme di violenza che colpiscono soprattutto le ragazze. È necessario che gli adulti così come gli adolescenti acquisiscano piena consapevolezza di questi comportamenti, senza minimizzarli. Per questo motivo è importante promuovere percorsi di sensibilizzazione rivolti ai genitori, così come integrare nei programmi scolastici l’educazione all’affettività e una formazione specifica per docenti e studenti sull’utilizzo responsabile ed etico degli strumenti digitali anche nelle relazioni di coppia. Ogni scuola dovrebbe poi coinvolgere gli studenti nella costruzione attiva di procedure interne per proteggere ragazzi e ragazze dalla violenza di genere agita sia nel mondo reale che in quello on-line".

Seguici sui nostri canali