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Giornate Fai d'Autunno, i gioielli da scoprire nel Biellese e in Piemonte

Sabato 16 e domenica 17 ottobre verranno aperti alle visite luoghi solitamente inaccessibili o poco noti.

Giornate Fai d'Autunno, i gioielli da scoprire nel Biellese e in Piemonte
Attualità Cervo, 13 Ottobre 2021 ore 13:57

Tornano le Giornate FAI d’Autunno, giunte quest’anno alle decima edizione: ecco i gioielli che si potranno visitare Torino e provincia, ma anche in Piemonte, sabato 16 e domenica 17 ottobre 2021.

Giornate Fai d'Autunno, i gioielli da scoprire a Torino (e in Piemonte)

Sabato 16 e domenica 17 ottobre 2021 verranno aperti alle visite luoghi solitamente inaccessibili o poco noti. Un’opportunità per godere delle bellezze d’Italia, attraverso itinerari culturali condotti in totale sicurezza. Tutti i visitatori potranno sostenere il FAI Fondo Ambiente Italiano, che da 46 anni è impegnato in attività di restauro, tutela, valorizzazione del patrimonio d’arte e naturale. Potranno farlo attraverso il contributo all’atto della prenotazione, con il contributo libero in loco e attraverso l’iscrizione al FAI, che per le Giornate verrà proposta con uno sconto di 10 euro.

Per garantire il pieno rispetto delle norme di sicurezza sanitaria, i gruppi di visita avranno posti limitati. E’ quindi consigliabile prenotare online su www.giornatefai.it, con le date e gli orari di visita di tutti i beni.

Al momento della prenotazione on line, sarà richiesto un contributo libero a partire da 3€ e sarà possibile scegliere l’orario di visita e avere assicurato l’ingresso ai beni in totale sicurezza. Per l’ingresso ai beni è obbligatorio il Green Pass, anche per i percorsi all’aperto.

I luoghi visitabili a Torino (e in Piemonte)

Ecco una selezione di itinerari e aperture in Piemonte. L'elenco completo dei luoghi aperti e modalità di partecipazione all’evento si possono trovano sul sito del Fondo Ambiente Fai.

TORINO

Scuola di Applicazione: apertura sabato 16 e domenica 17, dalle ore 10 alle 17

Durante le Giornate d’Autunno 2021 si potrà visitare eccezionalmente Palazzo Arsenale, sede del Comando per la Formazione e Scuola di Applicazione dell'Esercito, di solito chiuso in quanto luogo militare. Unica testimonianza del complesso del Regio Arsenale, edificato nella prima metà del Settecento su progetto di Filippo Juvarra per ospitare dal 1783 le Regie Scuole di Artiglieria e Fortificazione, il palazzo, tra i più imponenti di Torino, è caratterizzato da forme grandiose e profilo regolare: un fabbricato quadrangolare di tre piani e otto padiglioni che poggia su strutture binate, decorato da finestre rettangolari e quadrate, sollevato dal porticato, ornato da una torre barocca e uno scalone a doppia rampa. L'istituto provvede alla formazione degli ufficiali dell'Esercito e, con circa 1.000 ufficiali frequentatori, circa 100 studenti civili, 118 professori universitari e 30 docenti militari, rappresenta uno dei poli didattici di eccellenza nel panorama italiano e internazionale. La scuola vanta con orgoglio l'eredità dei grandi personaggi che l'hanno frequentata: illustri intellettuali e scienziati, come Lagrange, grandi politici come Cavour e Menabrea e generali che fecero la storia d'Italia, da Lamarmora a Cadorna a Diaz e Badoglio. Tra gli spazi che si potranno scoprire durante la visita ci saranno il salone delle armi, la biblioteca, la cappella e lo splendido cortile d’onore, lungo 66 metri, restaurato e valorizzato nel 2021 grazie al rifacimento della pavimentazione, riproposta in pietra di Luserna, e alla nuova illuminazione a LED delle facciate interne.

Polo teologico – Palazzo del Seminario Metropolitano di Torino: apertura sabato 16 e domenica 17, dalle ore 10 alle 17

Aprirà al pubblico il Palazzo del Seminario Metropolitano, oggi sede del Polo Teologico Torinese, fondazione nata nel 2013 dall’unione di tre realtà profondamente collegate: il Ciclo Istituzionale della Sezione parallela di Torino della Facoltà Teologica dell’Italia Settentrionale, università della Chiesa cattolica la cui sede è a Milano; l’Istituto Superiore di Scienze Religiose; la Biblioteca del Seminario Metropolitano. L’edificio è un grande complesso barocco costruito a partire dal 1711 per volere del rettore Pietro Costa e progettato da Pietro Paolo Cerutti, cui si devono il disegno del portale e delle ali di levante e di mezzanotte e da Carlo Ceroni per l’ala meridionale. Il palazzo è quasi sconosciuto al pubblico e l'attività svolta è nota perlopiù a coloro che intendono insegnare religione o assumere responsabilità pastorali specializzate. Durante le visite straordinarie delle Giornate d’Autunno 2021 si potranno scoprire il grandioso chiostro a doppio ordine, l’Aula Magna, dalle preziose sovraporte e la Cappella dell’Immacolata Concezione, completata nel 1774 e ampliata nel 1793, che custodisce numerose opere di autori vissuti tra l’inizio del Seicento e la metà dell’Ottocento e attivi in residenze sabaude e chiese piemontesi: dalle porte della sacrestia dipinte da Vittorio Amedeo Cignaroli, attivo per la corte sabauda alla Venaria, Stupinigi e Moncalieri, considerate suoi capolavori giovanili, alla statua dell’Immacolata Concezione eseguita dallo scultore toscano Giovanni Domenico Olivieri, presente a Torino tra il 1730 e il 1740; dalla volta della cappella affrescata dal modenese Giovanni Battista Alberoni, che tra il 1744 e il 1761 ebbe come committenti i Savoia per lavori nella palazzina di caccia di Stupinigi e nella reggia di Venaria; dai gradini lignei dell’altare maggiore, scolpiti nel 1766 dal piemontese Stefano Maria Clemente fino all’organo del celebre Francesco Concone. Infine, del monaco camaldolese di Orvieto, Gregorio Cartaro, in Piemonte all’inizio del Seicento, è il notevole ritratto del beato Ascanio da Ceva. Il percorso toccherà anche la Biblioteca, la più grande del Piemonte tra quelle ecclesiastiche, da sempre accessibile al pubblico, con la Sala Monumentale di Lettura.

Gran Loggia d’Italia degli Alam Regione Piemonte – Circolo Carignano: Ingresso dedicato agli iscritti FAI, apertura: sabato 16 e domenica 17, dalle ore 10 alle 17

Solitamente inaccessibile, aprirà in via eccezionale il Circolo Culturale Carignano, tempio massonico del ramo della Gran Loggia d’Italia degli Antichi Liberi Accettati Muratori, in Piazza Castello, nel piano nobile di un palazzo seicentesco il cui accesso è attiguo allo storico caffè Baratti&Milano. Gli ambienti occupati dalla sede della Gran Loggia d'Italia presentano pregevoli tracce artistiche e architettoniche, dal tardo Seicento ai primi del Novecento come tre soffitti lignei a passasotto con motivi decorativi di gusto rococò, quali nastri, ramages, pelacette, ripresi nella decorazione “in stile” di fine Ottocento di porte e pareti nell’attuale salone delle conferenze. Al primo piano una grande targa accoglierà i visitatori: “Associazione Culturale Carignano. Massoneria Universale di Rito Scozzese Antico Accettato. Comunione italiana. Obbedienza di piazza del Gesù. Sezione piemontese”. Dietro la porta, oltre alle sale pubbliche, ci sono quattro templi segreti, ricchi di simboli esoterici, filosofici e religiosi, figure mitologiche e rappresentazioni astronomiche: dai dodici segni zodiacali al baldacchino dello scranno del Maestro Venerabile, su cui sono inscritte sette lettere – l'acronimo di “A Gloria Del Grande Architetto Dell'Universo” – separate da tre punti, che rappresentano il triangolo, la sintesi del pensiero pitagorico, fino alle statue di Venere, Minerva e Ercole. Di particolare interesse è un fregio, risalente a fine Seicento, con immagini allegoriche allusive alla fortuna e alla virtù umana.

CHIVASSO (TO)

Regia Mandria: apertura sabato 16 e domenica 17, dalle ore 10 alle 17.30

Durante le Giornate d’Autunno si potrà scoprire la storia della Mandria, a circa 30 chilometri da Torino, creata tra il 1760 e il 1770 per volere del re di Sardegna Carlo Emanuele III di Savoia: un tenimento dipendente dalla Venaria Reale, dedicato all’allevamento dei cavalli, in particolare di cavalle e puledre destinate alla riproduzione per coprire i fabbisogni della Corte e dell'esercito. A questo scopo furono acquistati 767 ettari di terreno nella zona di Chivasso, Mazzè, Rondissone e Verolengo e fu costruita una nuova fabbrica progettata da Giuseppe Giacinto Bays; i terreni erano attraversati da viali alberati che si intersecavano nella corte d'onore. Le cascine che circondavano il fabbricato centrale vennero raccordate con un’ordinata rete di strade. Gli edifici furono realizzati in mattoni a vista e con coperture lignee “alla piemontese” con manto in coppi. Le scuderie erano collocate sotto ordinate e magnifiche sequenze di archi: quella delle femmine e delle fattrici con puledri era collocata a nord, circondata da pascoli più nutrienti, e quella degli stalloni a sud, in modo da non disturbarsi a vicenda. Il cortile centrale, vera e propria corte d'onore con funzione di rappresentanza, presentava una forma quadrata ed era pavimentato con “sternito di pietra riccia”: al centro fu realizzato, su disegno del regio machinista Mathej, un grande abbeveratoio circolare per i cavalli (del diametro di 17,5 metri circa e altezza di 1,54 metri). Per avere l'acqua, che serviva anche per irrigare i pascoli della tenuta, venne prolungata e allargata la bialera di Caluso, a una decina di chilometri dalla Mandria. Al centro del lato di ponente vi era il cosiddetto "castello", destinato alla direzione del tenimento – direttore fu Giovanni Brugnone, che nel 1969 fondò la Scuola di Veterinaria di Torino – a cui fa pendant sul lato opposto un analogo edificio per ospitare il personale di servizio. A est, la chiesetta dedicata a Sant'Eligio, patrono dei maniscalchi, ha un delizioso interno ad aula unica, ornato nella volta di elegantissimi vasi e bracieri in stucco di gusto rocaille. Nel dicembre 1919 – dopo aver ospitato un campo destinato ad accogliere i volontari dell'esercito polacco, in via di formazione, arruolati tra i prigionieri dell'esercito austro-ungarico – la Mandria fu lottizzata e venduta a privati; attualmente una porzione di essa appartiene al Comune di Chivasso, mentre un'altra è di proprietà della Regione.

ROBILANTE (CN): Apertura: sabato 16 e domenica 17, dalle ore 10 alle 12 e dalle ore 14 alle 18

Robilante si trova in una vasta conca pianeggiante circondata da castagneti, sulla sinistra del torrente Vermenagna, a circa 15 chilometri da Cuneo, raggiungibile in 9 minuti di treno attraverso un tratto della “Ferrovia delle Meraviglie”, vincitore dell’edizione 2020 del censimento FAI “I Luoghi del Cuore”. Durante le Giornate d’Autunno sarà proposto un articolato itinerario alla scoperta del territorio. Tra le tappe ci sarà il Museo permanente dedicato alla linea ferroviaria Cuneo-Ventimiglia (ingresso esclusivo per gli iscritti FAI), ospitato nei locali inutilizzati della stazione del paese, curato dall’associazione Ferroclub e inaugurato nel 2017: un museo dinamico in cui c’è spazio non solo per cimeli e fotografie d'epoca, ma anche per un vero passaggio a livello ancora attivo e una sala dedicata agli apparati di manovra e segnalamento ripristinati elettricamente. Aprirà, inoltre, il Museo della Fisarmonica, che racconta la storia di questo strumento in riferimento alla Valle Vermenagna e a Robilante, dove la musica e i balli – detti curenta e balet di ispirazione occitana – rappresentano elementi tradizionali molto sentiti. Sarà visitabile anche il Museo del Suono e della Comunicazione (ingresso esclusivo per gli iscritti FAI), con una collezione privata dal Settecento ai giorni nostri, tra cui fonografi del XVIII secolo, la radio galena con circuito OUDIN nel 1923, con bobina di rame e cuffia per ascoltare, e alcuni esemplari di radio rurale. Il percorso includerà anche una passeggiata alla Cascata delle Balme (dalle ore 10 alle 13, dalle ore 14 alle 17) tra i boschi di castagni che in autunno si vestono con i colori più belli del foliage, toccando una fra le tante cappelle di montagna che punteggiano il territorio, unendo così la natura all’arte popolare.

ALESSANDRIA

Ospedale SS. Antonio e Biagio, Ingresso dedicato agli iscritti FAI: aperura sabato 16 e domenica 17, dalle ore 10.30 alle 18

L'ospedale civile di Alessandria, detto ancora oggi dei Santi Antonio e Biagio, nasce dalla fusione, avvenuta per volere di papa Pio V intorno al 1567, di due ospedali preesistenti – l'Ospedale di Sant'Antonio, situato nel quartiere Gamondio, e l'Ospedale di San Biagio, situato nel quartiere Rovereto – e prese il nome di Spedal grande. Nel 1782 iniziò la costruzione della nuova sede dell'ospedale, tuttora in uso, che venne inaugurata nel 1790. Durante le Giornat d’Autunno si potrà ammirare la Quadreria dell’Ospedale SS Antonio e Biagio, costituita da una serie di ritratti dei benefattori dell'ente ospedaliero e da altre raccolte, attualmente collocata presso i locali della Direzione Generale: un interessante spaccato nella storia della moda e del costume piemontese dei secoli passati per l'eterogeneità di estrazione sociale e ruolo professionale dei personaggi raffigurati. Tra le “chicche” del patrimonio artistico dell'azienda ospedaliera: Le nozze di Cana, dipinto di Guglielmo Caccia detto Il Moncalvo (1568-1625) e i seicenteschi vasi di maiolica dell'antica farmacia dell'ospedale.

MIAGLIANO (BI)

Centrale idroelettrica: apertura sabato 16 e domenica 17, dalle ore 9 alle 18

Durante le Giornate d’Autunno sarà visitabile la Centrale idroelettrica, esempio di archeologia industriale recuperata e funzionante, che adotta una derivazione di acqua effettuata sulla sponda destra del torrente Cervo mediante una traversa fissa in pietrame e calcestruzzo, con longherine in ferro nel greto del torrente e con tavole in legno poste sul ciglio della traversa. L'acqua accede alla vasca di carico della centrale che viene immessa in una condotta in ferro per poi entrare nello stabilimento, scendere con un salto di 21.45m dalla vasca di carico allo scarico e alimentare due turbine tipo Francis ad asse verticale con potenza totale di 700 kW e portata massima totale turbinabile di circa 4 m3/s. Le turbine sono a 21m circa al di sotto dall'asse di carico. La turbina Francis è un particolare tipo di turbina composta da una voluta, da una girante e da un distributore. Nel distributore l'acqua incontra sezioni decrescenti, che servono per trasformare parte dell'energia di pressione in energia cinetica. L'acqua poi viene deviata dalle pale mobili della girante, su cui esercita una certa forza, che genera quindi potenza. Sullo stesso albero della girante della turbina è calettato un trasformatore, che trasforma l'energia meccanica in energia elettrica. Dopo la turbina, l'acqua viene convogliata all'interno del canale inferiore: il canale porta l'acqua a Tollegno alimentando le successive derivazioni della ditta Gima immobiliare s.r.l., dell'Idroelettrica del Cervo, della Filatura di Tollegno e del Lanificio di Tollegno.

ROBELLA (AT)

Castello: apertura sabato 16, dalle ore 14.30 alle 17.30; domenica 17, dalle ore 10.30 alle 12.30 e dalle 14.30 alle 17.30

Il Castello dei Conti di Robilant, circondato da un ampio parco con olmi, ippocastani, tigli, aceri, ailanti, alberi di Giuda, ciliegi, cipressi, noci, pini, querce e tassi, sorge sulla sommità del colle dove è insediato l’antico abitato di Robella, da cui si gode un'ampia visuale su tutto il Monferrato. È uno dei castelli della Contea di Cocconato, feudo fin dall'alto Medioevo, dei Conti Radicati: titolarità mantenuta per diversi secoli finché, morto il conte Eustachio Radicati, passò per eredità ai Nicolis di Robilant e agli attuali eredi in linea femminile.

Il primo nucleo duecentesco del castello si presentava in forma di rocca poligonale e corte al centro, mura a scarpa e torre quadrata coronata da merlatura guelfa. Di questo primo edificio sono ancora riconoscibili, nella facciata principale e nelle imponenti cantine, la muratura originale e, in una parete del cortile interno, le aperture ad arco bicromo, mentre la torre fu distrutta tra il Cinquecento e il Seicento. A partire dal XVI secolo la fortezza ha subito ampliamenti e importanti trasformazioni, assumendo sempre più l'aspetto di residenza signorie dalla pianta irregolare. Di questo periodo è la realizzazione della “sala magna” al piano terra, caratterizzata da un imponente soffitto a cassettoni. Nella seconda metà del XVIII secolo con la costruzione del corpo a nord, su progetto dell'architetto Filippo Castelli, l'edificio assume le sue dimensioni attuali. Castelli conferisce al complesso un carattere signorile, sul modello dei palazzi di città; la facciata “a mezzanotte” è caratterizzata da finestre disposte simmetricamente e sormontate da lunette aggettanti, mentre la terrazza nasconde l'accesso carrabile alle cantine. L'apertura nelle Giornate d’Autunno prevede la visita attraverso le sale al piano terreno della dimora privata che comprendono l'ingresso, la biblioteca con l'archivio e alcuni salotti fino alla sala da pranzo, ambienti eccezionali finemente decorati e arricchiti da arredi e ritratti. Gli iscritti FAI avranno l’opportunità di salire sulla terrazza della specola, alta 436 metri, voluta dal conte Eustachio Radicati nei primi decenni del XIX secolo e progettata dall'ingegner Carlo Bernardo Mosca, e potranno godere dell'immenso panorama a 360° sull’arco alpino, dal Monte Rosa al Monviso.

NOVARA

Conservatorio “Guido Cantelli”: apertura sabato 16 e domenica 17 ottobre, dalle ore 10 alle 12.30 e dalle ore 14 alle 17.30

Il Conservatorio “Guido Cantelli”, intitolato al direttore d'orchestra novarese prematuramente scomparso, si trova nella sede che ospitava il Collegio Gallarini, struttura settecentesca che, dopo essere stata un ospedale, legò le sue vicende a quelle della famiglia Gallarini, grazie a Francesco Antonio e a suo padre Antonio Maria, generoso benefattore che rese possibile la nuova destinazione dell’edificio a istituto di istruzione per giovani. Nel 1831 venne presentato un piano di ristrutturazione dell'edificio al consiglio comunale; le opere di rimodernamento, su progetto dell'ingegnere Stefano Ignazio Melchioni, furono molteplici e si conclusero nel 1844. L'edificio è a pianta quadrata con una corte interna suddivisa da una bassa manica longitudinale e da un corpo che si sviluppa verso ovest; la facciata è abbellita da un timpano e da lesene. In altezza si sviluppa su due piani con grandi ambienti coperti da volte in muratura. Durante il rettorato di don Ercole Marietti (dal 1854 al 1905), estroso sacerdote di Galliate che si dilettava di architettura, vennero realizzate le decorazioni in cotto sulle facciate, furono poste le tegole colorate, oltre all'aggiunta di innumerevoli elementi architettonici come le balconate, le edicole con statuette, i pinnacoli a cuspide, gli steli con grifoni, tanto piacevoli quanto fragili e quindi in parte successivamente rimossi. Nel 1880 fu costruito un ampio dormitorio sul lato di ponente, sede dell'attuale auditorium. Nel 1883 si allungò il refettorio e si costruì un locale adiacente all'abitazione del rettore provvisto di finestrelle da cui egli poteva comodamente controllare tutti gli accessi dai cortili interni stando seduto alla scrivania. Dal 1915 al 1920 il collegio fu utilizzato come ospedale militare, mentre nel 1945, su decreto prefettizio, fu requisito e occupato dai partigiani, che ai tempi avevano l'incarico di polizia ausiliaria. Dopo un periodo di decadenza, tra il 1982 e il 1986 fu ristrutturato e oggi all'interno dei suoi locali risuonano le note degli allievi del Conservatorio “Guido Cantelli”. Durante le Giornate d’Autunno si potranno scoprire ambienti solitamente inaccessibili e conoscere le trasformazioni dell’edificio nel corso dei secoli.