La sentenza 10/2026 della Corte costituzionale, le cui motivazioni sono state pubblicate lo scorso giovedì, interviene su uno dei passaggi più delicati e controversi della riforma del Codice della strada approvata nel 2024: la disciplina della guida dopo l’assunzione di sostanze stupefacenti. Il nodo riguarda l’articolo 187 del Codice della strada, modificato dalla legge 177 del 2024, voluta e promossa politicamente dal ministro Matteo Salvini, che aveva eliminato il riferimento allo «stato di alterazione psico-fisica», limitandosi a punire chiunque si metta alla guida dopo aver assunto droghe o sostanze psicotrope. Una formulazione che aveva reso possibile sanzionare anche chi guidasse quando gli effetti delle sostanze erano ormai del tutto svaniti, con conseguenze anche molto pesanti: arresto fino a un anno, ammenda, sospensione della patente e, nei casi più gravi o di recidiva, anche la revoca.
Droga e guida, torna il criterio del pericolo
La Corte della Costituzione ha messo in discussione questo provvedimento, con ricadute pratiche immediate e (soprattutto) retroattive, anche sul territorio biellese: solo nel primo mese del 2026 sarebbero almeno otto le persone fermate dalle varie forze dell’ordine mentre erano al volante sotto l’effetto, o comunque con tracce, di sostanze stupefacenti…
Su Eco di Biella l’articolo completo con l’intervista a un professore di diritto penale, oggi in edicola