Ordine pubblico

Divieto di avvicinarsi ai locali per tre biellesi

Tre forti provvedimenti contro chi si è reso protagonista di violenze.

Divieto di avvicinarsi ai locali per tre biellesi
Attualità Biella Città, 23 Luglio 2021 ore 13:49

Si legge in una nota della Polizia: «Il questore Gianni Triolo ha adottato nei giorni scorsi tre distinti provvedimenti che impongono il divieto di accedere a locali pubblici a carico di altrettante persone resesi protagoniste, nelle recenti serate, di episodi di intemperanza sfociati in atti di violenza.

È la prima volta che viene applicata nella provincia di Biella la nuova normativa, recentemente introdotta nell'ordinamento, in seguito al tragico episodio verificatosi nel settembre 2020 a Colleferro, nel quale aveva trovato la morte il giovane Willy Montero Duarte.

In particolare, il divieto è stato disposto in un primo caso nei confronti di un giovane biellese di 26 anni che, dopo aver dato vita a un animato litigio all'interno di un pubblico esercizio di via Cavour, aveva poi aggredito i poliziotti della Squadra Volante intervenuti sul posto nel tentativo di sottrarsi all'identificazione.

Nel secondo caso, il divieto ha riguardato un uomo ed una donna, identificati dagli operatori della Squadra Volante della Polizia di Stato all'interno di una pizzeria del centro di Biella in stato di palese ubriachezza, dopo essere stati protagonisti di un violento alterco con altre persone avvenuto poco distante, entrambi responsabili di aver successivamente usato violenza, in momenti distinti, nei confronti degli agenti intervenuti.

Per tutti e tre i destinatari dei provvedimenti è stato disposto, per la durata di sei mesi, il divieto di accedere, dalle ore 21 alle ore 6, all'interno di tutti i pubblici esercizi esistenti nel raggio di due chilometri di distanza da quelli all'interno dei quali gli stessi sono stati identificati dalla polizia.

Il divieto si estende per legge anche alle immediate vicinanze dei locali stessi, e la sua violazione è punita con la reclusione da sei mesi a due anni, oltre alla multa da 8.000 a 20.000 euro».