Che un biellese, a soli 34 anni per di più, si appresti a dirigere un gruppo di ricerca al prestigioso Istituto “Max Planck”, polo di Magonza dedicato alla Polymer Research, significa una sola cosa: che il territorio può fregiarsi di una rappresentanza nella ricerca di calibro mondiale. Basti pensare che il “Max Planck” ha prodotto decine di vincitori del Premio Nobel nelle discipline scientifiche, in primis lo stesso Planck insignito del Nobel per la Fisica nel 1918. Il nome che interessa ora al Biellese è quello di Andrea Belluati (nella foto), che, dopo dieci anni di ricerca all’estero, ha appena raggiunto un traguardo professionale insolito per la sua età.
Da Biella al Max Planck, fucina di Nobel
Ma cominciamo dall’inizio. Originario di Biella, diplomato al liceo Scientifico “Avogadro”, Andrea Belluati ha proseguito gli studi all’Università di Torino, prima conseguendo la laurea triennale in Biotecnologie e quella magistrale poi in Biotecnologie industriali. Nello stesso periodo, ha contato una prima esperienza all’estero, per la tesi, precisamente in Francia, a Tolosa, e, subito dopo la laurea, è volato in Svizzera, a Basilea, per il dottorato in Chimica, esperienza con una forte componente biologica. Lì, è rimasto dal 2016 al 2020, quando – racconta a “Eco di Biella” – «ho deciso di proseguire con la carriera accademica e ho avuto un primo contratto post-dottorato a Praga». Un nuovo Paese, però, lo stava attendendo, la Scozia: «Ho vinto la borsa “Marie Curie” e mi sono trasferito a Glasgow nel 2021, ma il mio supervisore si è a sua volta spostato in Germania, così l’ho seguito».
Una posizione da oltre 2 milione di euro per sviluppare materiali biologici innovativi
Era il 2022: in Germania – dove si trova attualmente – è arrivato da ricercatore. La sua posizione è cambiata quando ha vinto l’Athene Young Investigator Programme della Technische Universität di Darmstadt, programma destinato a ricercatori emergenti eccezionalmente qualificati, grazie al quale è diventato capogruppo con il diritto di supervisionare i dottorandi e, da febbraio, gli conferirà l’onore di insegnare. «Si tratta di una posizione che mi affida la gestione di un budget di oltre 2 milioni di euro, tramite il premio d’eccellenza “Emmy Noether”, per sviluppare materiali biologici innovativi», spiega Belluati.
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