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Biella non è un'isola felice per i gatti

Anche i felini vittime della pandemia: aumenta il fenomeno del randagismo

Biella non è un'isola felice per i gatti
Attualità Biella Città, 19 Dicembre 2021 ore 08:40

Biella non è un'isola felice per i gatti

La Provincia di Biella non è un’isola felice sul fronte del randagismo felino. A sottolinearlo è Gattopoli, associazione locale che si occupa di salvaguardare i gatti senza una casa. Oltre ai cani, di cui ci eravamo occupati alcuni mesi fa, anche i felini sono stati tra le “vittime” della pandemia e troppi sono stati abbandonati a loro stessi.

I numeri

Per “Gattopoli made in Biella” il territorio, sotto questo punto di vista, è al collasso: «Non ci vengono forniti gli aiuti necessari da molte Amministrazioni che hanno la responsabilità delle colonie feline, di cui alcune sono oltre il limite della decenza con ben 40 gatti presenti. Noi, nel 2021, ne abbiamo recuperati 256, sterilizzate 87 mentre ne abbiamo ricollocati cinquanta seguiti da “gattare” o residenti del luogo a cui si fornisce cibo. Sono stati 192 i gatti adottati».
Le otto volontarie che si adoperano a tempo pieno, impegnate sia per la raccolta dei fondi che per la gestione e il recupero degli animali, sono preoccupate dal ruolo dei comuni che non sempre viene svolto in base alle norme in vigore.

Le linee guida

«Lo Stato ha dato delle linee guida per regolarizzare un po’ la situazione, offrendo la possibilità di creare le colonie feline cioè punti di raccolta dei gatti, che vengono nutriti grazie all’aiuto dei volontari, in cui se ne tiene sotto controllo la presenza, lo stato sanitario e anche le nascite, per evitare che il problema del randagismo dilaghi - sottolineano le volontarie - occorre perciò precisare che è importante che i cittadini si rechino negli appositi uffici comunali di residenza, e che segnalino le varie situazioni di randagismo, perché sensibilizzare le Amministrazioni è fondamentale soprattutto affinché si assumano la loro responsabilità».
Una questione, secondo Gattopoli, è chiara: «Si parte dal presupposto che tutti i gatti randagi del Comune sono di proprietà del sindaco. Si, proprio così, il proprietario è lui, e nonostante il gestore della colonia felina sia sicuramente una persona diversa. Inoltre il responsabile deve catturare i gatti, per quanto possibile, per portarli a sterilizzare dai veterinari Asl o convenzionati e segnalare la presenza di eventuali malattie. Inoltre la colonia felina è stanziale e nessuno può chiedere di spostarla o di togliere i gatti, se non, unico caso, se i gatti sono un problema di sanità pubblica, ma allora è necessario l’accertamento sanitario».

L.L.

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