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Il Piemonte contro i tumori: i più controllati sono quelli al seno e al colon

Nasce sei mesi fa la nuova Rete Oncologica del Piemonte e della VdA formata da Massimo Aglietta, Mario Airoldi e da Alessandro Comandone.

Il Piemonte contro i tumori: i più controllati sono quelli al seno e al colon
Attualità Biella Città, 04 Febbraio 2022 ore 18:19

Oggi, 4 febbraio, come ogni anno si celebra la Giornata Mondiale contro il cancro e, di conseguenza, Regione Piemonte ha reso noti i dati relativi agli screening e alle operazioni chirurgiche oncologiche degli ultimi 4 anni. Quello che salta subito all'occhio è il drastico calo di controlli e ricoveri portato dall'esplosione della pandemia nel 2020 e l'incoraggiante ripresa del 2021.

Gli interventi chirurgici

Per quanto riguarda i ricoveri, la maggior parte delle operazioni chirurigiche in Piemonte è stata effettuata per rimuovere tumori alla vescica, alla mammella e al colon. La frequenza di questi interventi, dal 2018 al 2021, è però in forte calo. Rimango costanti, a livello puramente statistico, le operazioni all'utero e al rene.

Un dato evidente è, inoltre, la forte diminuzione degli interventi chirurgici per la fascia d'età compresa fra i 70 ed i 79 anni, scesa di circa mille interventi annuali dal 2018. Le operazioni effettuate sugli ultra ottantenni, invece, sono le uniche rimaste stabili (escludendo la fascia dagli 0 ai 19) se confrontate con quelle che vanno dai 20 ai 70 anni.

Le operazioni chirurgiche per la rimozione di tumori sono in evidente calo dal 2018. Lo dimostrano specialmente i numeri relativi agli ospedali di Torino, calati, negli ultimi 4 anni, di circa 1000 ricoveri all'anno. A Biella, la differenza fra i numeri pre pandemici e quelli attuali è meno impattante: la diminuzione di interventi chirurgici di questo tipo è di appena 100 all'anno.

I controlli

Regione Piemonte ha reso noti anche i dati relativi agli screening di tre tipologie di tumore: quello al colon, all'utero e al seno. I grafici pubblicati, indicano il numero di controlli effettuati anno per anno, dal 2018, così da poter tracciare una curva dell'attenzione alla prevenzione del cancro.

Il dato più preoccupante riguarda le colonscopie, ancora al 51% in meno, rispetto al 2018, per controlli eseguiti ogni anno. Gli screening effettuati attraverso l'analisi delle feci, invece, sono in calo del solo 6%, mostrando una diminuzione più contenuta. La situazione relativa all'utero è meno negativa: gli screening di questo tipo sono il -25% di quelli del 2018. L'unico dato positivo riguardo le mammografie, aumentate dell'1% rispetto al sopraggiungere della pandemia.

Le dichiarazioni degli esperti

Nasce 6 mesi fa la nuova Rete Oncologica del Piemonte e della Valle d'Aosta, formata da un coordinatore, il professor Massimo Aglietta, che rappresenta e gestisce l'organismo ed il relativo Comitato scientifico; un coordinatore dell'area ospedaliera, il dottor Mario Airoldi e del neonato Molecular Tumor Board; ed un coordinatore dell'area territoriale, il dottor Alessandro Comandone, che si occupa dell’attuazione ed implementazione dell’oncologia di prossimità.

"Negli anni pre pandemia (2018 e 2019) – evidenzia Aglietta - il numero totale di ricoveri oncologici si aggirava intorno a 74.000 per anno, di cui circa 30.000 in Day Hospital e 44.000 in regime ordinario. Nel biennio 2020 e 2021 i ricoveri totali sono diminuiti di circa 16.000. In situazioni mediche non gravi, i programmi di telemedicina (a distanza) hanno consentito di ridurre l’impatto di un difficile accesso alle strutture sanitarie".

"L'assistenza domiciliare - commenta Comandone - è stata fondamentale per contenere i disagi per i nostri malati. La pandemia ci ha indotto ad attivare progetti di potenziamento dell’attività territoriale, come l'attivazione di corsi di formazione per i medici di medicina generale, farmacisti, infermieri e professioni sanitarie. Purtroppo la pandemia ha aggravato i problemi sociali. Era già attivo un progetto specifico per le Famiglie Fragili che con interventi mirati nelle situazioni critiche aiuta a sminuire l’impatto di problemi sociali preesistenti o conseguenti alla malattia tumorale".

La pandemia non ha bloccato la collaborazione fra le varie Regioni, grazie all’ampio utilizzo di strumenti telematici. L’attività della rete Piemonte – Valle d’Aosta è stata apprezzata al punto che nel 2022, per la prima volta, il Piemonte ospiterà l’assise delle reti oncologiche italiane, Cracking Cancer Forum.

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