Zubiena, sfollati di nuovo a casa, ma non è finita

Zubiena, sfollati di nuovo a casa, ma non è finita
15 Gennaio 2015 ore 10:41

Ha messo letteralmente l’interesse dei suoi concittadini davanti a tutto. Davanti alle maglie assurde della burocrazia, ai vincoli di legge, al rischio di sanzioni. Ma adesso Davide Basso (foto), sindaco di Zubiena, non ce la fa più: «Il Comune ha dato tutto quel che poteva per sistemare i danni causati dal maltempo di novembre, ha addirittura sforato il patto di stabilità, e alla fine il risultato più importante è stato ottenuto: le quattro famiglie sfollate sono tornate a casa. Ma adesso siamo costretti a fermarci: non possiamo concludere i lavori e dobbiamo attendere l’aiuto della Regione. Le casse del nostro piccolo Comune non potrebbero sopportare ulteriori spese».

A casa.  «Ho fatto tutto quel che ritenevo necessario – spiega il primo cittadino -. La situazione della famiglia di Casale Montano e dei tre nuclei di Casale Caporale era assolutamente prioritaria. Per tutte ho firmato già a suo tempo un’ordinanza di lavori di somma urgenza, e lo stesso ho fatto per la vecchia provinciale per Mongrando, perché la gente doveva tornare a casa e questo era il mio primo pensiero». Eppure, le cose non sono andate del tutto lisce. «A Casale Montano i lavori si sono svolti subito e la famiglia è rientrata in poco tempo, ma a Caporale la situazione si è fatta più complicata: in corso d’opera l’impresa si è imbattuta in una crepa del terreno, e questo ha fatto schizzare il preventivo totale dei lavori di somma urgenza a 115mila euro». Una somma notevole, troppo, per un piccolo paese. Ma Davide Basso  ha scelto comunque di fare la sua parte. «Abbiamo messo a bilancio, con approvazione del consiglio nella seduta di un paio di settimane fa, la somma che potevamo permetterci, certamente non sufficiente  a coprire tutta la spesa. Eppure più di così non era materialmente possibile fare: abbiamo sforato il patto di stabilità e questo potrebbe provocarmi delle pesanti conseguenze. Lo so perfettamente, ma non mi importa: io ragiono di somme urgente e di sfollate, lo Stato ragiona di patto di stabilità. E’ assurdo. In ogni caso più di così non si può: le casse comunali non sopporterebbero altri oneri». Risultato: con la somma stanziata sono stati effettuati i primi lavori, che hanno consentito, da inizio anno, di far rientrare a casa le tre famiglie di Cantone Caporale. «Ma il rischio dato dalla crepa permane – puntualizza il sindaco -, quindi le famiglie sono informate del fatto che, in caso di Allerta meteo rischio 1, dovranno nuovamente lasciare le loro abitazioni». Per completare i lavori, che al momento sono sospesi, è a questo punto fondamentale il contributo della Regione: «Mi auguro che arrivi al più presto e ci consenta di coprire le spese sostenute e di completare le opere, mettendo definitivamente in sicurezza Casale Caporale».
Veronica Balocco

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