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Ztl, guerra di numeri

Ztl, guerra di numeri
Altro 05 Aprile 2012 ore 13:59

E’ il caso del momento, in valle. Le contravvenzioni che stanno arrivando nelle case dei residenti, infatti, fanno discutere. Il tema è l’accesso vietato al centro del paese, il sabato e la domenica, che centinaia di persone pare non rispettino a dispetto di cartelli e di indicazioni varie. Secondo il consigliere comunale di minoranza Guido Dellarovere potrebbero anche essere di più, molte di più. Migliaia? Chissà. Dellarovere chiederà il numero preciso al sindaco attraverso un’interrogazione. Sindaco che intanto prova a fare i conti: «Abbiamo i numeri dei verbali fino a dicembre. E non risulta una cifra simile... E’ verosimile invece una cifra nell’ordine delle centinaia. Nel bilancio previsionale del 2012, inoltre, gli uffici mi parlano di dati che difficilmente possono arrivare a questa cifra mirabolante su cui si vocifera. Dopodiché bisogna capire di cosa parliamo. Io difendo una scelta, a norma di legge, fatta per tutelare i residenti, il commercio locale e il centro del paese, dopo la sciagurata idea del mio predecessore di realizzare una tangenziale che ci inchioda per decenni a pagare milioni di euro».

Polemica. Di pare opposto, ovviamente, Dellarovere: «Tranquillità del paese? Parliamo dello stesso sindaco che nei mesi estivi autorizza un baccano infernale con l’apertura di un locale notturno che determina un’invasione di giovani nel centro storico di Occhieppo? Un po’ di coerenza... Io ero favorevole alla Ztl. Ma non così. In questo modo è evidente l’intento di fare cassa sulla pelle dei cittadini».

Uno contro uno. Ramella quindi insiste: «Ho assistito ad automobilisti che si sono fermati, hanno letto i cartelli e poi hanno tirato diritto... Per piacere! Qui non siamo in presenza di semafori per i quali si può discutere di durata del giallo e robe simili. Ma di un accesso ad una zona a traffico limitato, con indicazioni chiare. Se una persona sistematicamente passa e trasgredisce per mancanza di senso civico la colpa su chi deve ricadere»? «Non credo alle favole - ribatte Dellarovere -. Se si voleva impedire l’accesso al centro, si potevano mettere dei  “funghi” sul modello del Piazzo a Biella. In consiglio chiederò conto di tutto». La polemica continua. Nel frattempo, sabato e domenica, occhi aperti.