Ztl a Occhieppo Superiore, diatriba finita: telecamere riaccese

Ztl a Occhieppo Superiore, diatriba finita: telecamere riaccese
Altro 31 Agosto 2016 ore 13:48

OCCHIEPPO SUPERIORE - Nel pieno dell'estate biellese, il 29 luglio scorso, il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti ha autorizzato, con una nota, l'istituzione della ztl in via Martiri della Libertà, a Occhieppo Superiore. Risultato: il 14 agosto - come deliberato dalla giunta comunale - le telecamere che delimitano la zona a traffico limitato sono state riaccese. Ponendo così fine (forse) a una diatriba che aveva surriscaldato il periodo estivo.

 

 

Tutto era cominciato quando, alcuni mesi fa, l'amministrazione comunale si era accorta che Occhieppo Superiore non figurava nell'elenco del ministero comprendente i Comuni con ztl. Dopo aver chiesto spiegazioni, si era scoperto che le integrazioni richieste da Roma per il rilascio dell'autorizzazione non risultavano essere pervenute agli uffici della capitale, nonostante il sindaco, Emanuele Ramella Pralungo, avesse ricevuto tramite pec (la posta elettronica certificata) la conferma dell'avvenuta ricezione. Da qui la necessità di rimandare le integrazioni, riperimetrando l'area della zona a traffico limitato.

Nel frattempo, però, il consigliere di minoranza Guido Dellarovere aveva sollevato dubbi circa la regolarità dell'operazione ztl in quanto, sosteneva, «istituita pur in assenza dell'autorizzazione del ministero» (Ramella Pralungo, dal canto suo, ha sempre dichiarato di aver agito correttamente e di essersi avvalso della regola del silenzio-assenso per accendere le telecamere), e si era spinto a chiedere la restituzione dei soldi delle multe pagate dagli automobilisti.

 

La prima risposta da Roma, giunta di lì a poco, obbligava il Comune a fornire ulteriori integrazioni, in quanto Dellarovere aveva nuovamente segnalato possibili irregolarità. In particolare, il ministero chiedeva di conoscere se “nella nuova perimetrazione della ztl, le strade in essa contenute sono di uso e proprietà privata e quindi non aperte al pubblico transito o sono strade del Comune o comunque a uso pubblico, tali per cui il divieto di transito su via Martiri della Libertà durante gli orari di vigenza della zona a traffico limitato preclude il transito anche su esse”.

 

«Abbiamo provveduto a inviare pure queste precisazioni - spiega il sindaco - e la risposta è stata quella che ci aspettavamo: il 29 luglio scorso il ministero ci ha dato l'ok. Il rilascio dell'autorizzazione dimostra che il Comune ha sempre agito correttamente». Ramella Pralungo non ha altro da aggiungere in merito alla vicenda, ma tiene a sottolineare che «in un paese normale ora sarebbe il momento delle scuse di chi, nel tentativo di ritornare in auge, ha sollevato un mare di illazioni e detto molte bugie; tuttavia, già so che non verranno poste».

 

«Sarò pronto, eventualmente, a presentare le mie scuse nel momento in cui avrò la certezza che tutto ciò che ha fatto l'amministrazione di Ramella Pralungo era ineccepibile e rispettoso delle norme vigenti. Al momento - è la replica di Guido Dellarovere - la nota del ministero testimonia come, in precedenza, mancasse del tutto l'autorizzazione per l'accensione delle telecamere: quindi, il Comune non era in regola.

 

«Un'ultima precisazione sulla riperimetrazione della ztl: se il sindaco vuole sostenere che le vie inserite nella zona a traffico limitato, escludendo via Martiri, sono pubbliche, e qualcuno (il ministero) gli crede, buon per lui. Per quanto mi riguarda, continuo a ritenerle strade di accesso a cortili e, in quanto tali, private. In ogni caso se ne riparlerà presto in altre sedi», conclude il consigliere di minoranza, annunciando la nascita di un comitato dei multati e l'interessamento di un legale, che «sta già studiando le carte».

Lara Bertolazzi

 

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Valentina Sarmenghi 

Skype valentina.sarmenghi 

OCCHIEPPO SUPERIORE - Nel pieno dell'estate biellese, il 29 luglio scorso, il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti ha autorizzato, con una nota, l'istituzione della ztl in via Martiri della Libertà, a Occhieppo Superiore. Risultato: il 14 agosto - come deliberato dalla giunta comunale - le telecamere che delimitano la zona a traffico limitato sono state riaccese. Ponendo così fine (forse) a una diatriba che aveva surriscaldato il periodo estivo.

Tutto era cominciato quando, alcuni mesi fa, l'amministrazione comunale si era accorta che Occhieppo Superiore non figurava nell'elenco del ministero comprendente i Comuni con ztl. Dopo aver chiesto spiegazioni, si era scoperto che le integrazioni richieste da Roma per il rilascio dell'autorizzazione non risultavano essere pervenute agli uffici della capitale, nonostante il sindaco, Emanuele Ramella Pralungo, avesse ricevuto tramite pec (la posta elettronica certificata) la conferma dell'avvenuta ricezione. Da qui la necessità di rimandare le integrazioni, riperimetrando l'area della zona a traffico limitato.

Nel frattempo, però, il consigliere di minoranza Guido Dellarovere aveva sollevato dubbi circa la regolarità dell'operazione ztl in quanto, sosteneva, «istituita pur in assenza dell'autorizzazione del ministero» (Ramella Pralungo, dal canto suo, ha sempre dichiarato di aver agito correttamente e di essersi avvalso della regola del silenzio-assenso per accendere le telecamere), e si era spinto a chiedere la restituzione dei soldi delle multe pagate dagli automobilisti.

La prima risposta da Roma, giunta di lì a poco, obbligava il Comune a fornire ulteriori integrazioni, in quanto Dellarovere aveva nuovamente segnalato possibili irregolarità. In particolare, il ministero chiedeva di conoscere se “nella nuova perimetrazione della ztl, le strade in essa contenute sono di uso e proprietà privata e quindi non aperte al pubblico transito o sono strade del Comune o comunque a uso pubblico, tali per cui il divieto di transito su via Martiri della Libertà durante gli orari di vigenza della zona a traffico limitato preclude il transito anche su esse”.

«Abbiamo provveduto a inviare pure queste precisazioni - spiega il sindaco - e la risposta è stata quella che ci aspettavamo: il 29 luglio scorso il ministero ci ha dato l'ok. Il rilascio dell'autorizzazione dimostra che il Comune ha sempre agito correttamente». Ramella Pralungo non ha altro da aggiungere in merito alla vicenda, ma tiene a sottolineare che «in un paese normale ora sarebbe il momento delle scuse di chi, nel tentativo di ritornare in auge, ha sollevato un mare di illazioni e detto molte bugie; tuttavia, già so che non verranno poste».

«Sarò pronto, eventualmente, a presentare le mie scuse nel momento in cui avrò la certezza che tutto ciò che ha fatto l'amministrazione di Ramella Pralungo era ineccepibile e rispettoso delle norme vigenti. Al momento - è la replica di Guido Dellarovere - la nota del ministero testimonia come, in precedenza, mancasse del tutto l'autorizzazione per l'accensione delle telecamere: quindi, il Comune non era in regola.

«Un'ultima precisazione sulla riperimetrazione della ztl: se il sindaco vuole sostenere che le vie inserite nella zona a traffico limitato, escludendo via Martiri, sono pubbliche, e qualcuno (il ministero) gli crede, buon per lui. Per quanto mi riguarda, continuo a ritenerle strade di accesso a cortili e, in quanto tali, private. In ogni caso se ne riparlerà presto in altre sedi», conclude il consigliere di minoranza, annunciando la nascita di un comitato dei multati e l'interessamento di un legale, che «sta già studiando le carte».

Lara Bertolazzi