Volontariato, un settore in crescita

Volontariato, un settore in crescita
Altro 01 Luglio 2016 ore 19:34

BIELLA - Come cambia il Terzo Settore? Nei giorni scorsi il senatore Stefano Lepri è stato ospite del Centro servizio volontariato di Biella per illustrare la nuova normativa. All’incontro hanno partecipato anche i senatori biellesi Nicoletta Favero e Gianluca Susta e il deputato Roberto Simonetti. Andrea Pistono, presidente di Ctv, ha sottolineato l'importanza della Riforma del Terzo Settore, che avrà ripercussioni molto profonde su una pluralità di soggetti. La parola è poi passata a Nicoletta Favero che ha illustrato alcune caratteristiche del mondo del Terzo Settore: «È' l'unico settore in costante espansione anche nel periodo di crisi. L’Istat rileva che nel decennio 2001-2011 c'è stato un incremento del 28% degli organismi e del 39,4% degli addetti. Sono 5 milioni i volontari che prestano servizio gratuito, ci sono 680 mila dipendenti, 270 mila collaboratori esterni, 6 mila lavoratori temporanei. Il Terzo Settore rappresenta una delle realtà economiche sociali e giuridiche più rilevanti e dinamiche del nostro paese. La Riforma che nei suoi passaggi di oltre 20 mesi tra Camera e Senato ha dato vita ad una disciplina più organica ed armonica, ha definito funzioni e campi, rafforzando il sistema delle agevolazioni e degli strumenti di sostegno, revisionando i sistemi di accreditamento e di controllo».

Ha proseguito poi l’intervento il senatore Stefano Lepri precisando che «condividiamo una legge, che per noi è sicuramente una buona legge. Negli ultimi 25 anni il Parlamento ha elaborato tante leggi, tutte molto buone, ma con un limite evidente: tutte queste normative si sono stratificate fra loro, a cominciare dalla fine dell'800. Questa pluralità di soggetti aveva bisogno di avere un denominatore comune. Questa legge riesce a farlo. Dobbiamo immaginare questa legge come la mano. Fino ad ora abbiamo regolato le dita, ora ci siamo focalizzati sulla mano, in modo tale da permettere a ciascun dito di potersi muovere al meglio, proprio perché appartiene e fa parte della stessa mano. Il lavoro che abbiamo portato avanti è stato quello di riconoscere il mondo del Terzo Settore da un punto di vista economico-giuridico. Questo percorso e finalmente diventato legge; ora ci troviamo di fronte ad un soggetto giuridico unitario. Nella legge sono state identificate le caratteristiche specifiche del Terzo Settore. E' una vera e propria Carta di Identità del Terzo Settore: così come in una comune Carta di Identità c'è una foto, un nome, un cognome, delle specifiche, allo stesso modo nella Carta di Identità del Terzo Settore sono riportate delle caratteristiche comuni a tutti i soggetti che popolano il Terzo Settore».

«Nella legge - ha illustrato Lepri - verrà definito un unico elenco di settori di attività; a fianco di ciascuna attività verranno indicati quei soggetti che possono svolgerla. Alcuni campi saranno destinati a specifici soggetti ed esclusi ad altri. I decreti attuativi dovranno anche definire forme di contabilità differenti a seconda della natura dei soggetti (si pensi ad esempio all'imposizione fiscale o al regime di tassazioni e agevolazioni)». 

Luca Bertolini

BIELLA - Come cambia il Terzo Settore? Nei giorni scorsi il senatore Stefano Lepri è stato ospite del Centro servizio volontariato di Biella per illustrare la nuova normativa. All’incontro hanno partecipato anche i senatori biellesi Nicoletta Favero e Gianluca Susta e il deputato Roberto Simonetti. Andrea Pistono, presidente di Ctv, ha sottolineato l'importanza della Riforma del Terzo Settore, che avrà ripercussioni molto profonde su una pluralità di soggetti. La parola è poi passata a Nicoletta Favero che ha illustrato alcune caratteristiche del mondo del Terzo Settore: «È' l'unico settore in costante espansione anche nel periodo di crisi. L’Istat rileva che nel decennio 2001-2011 c'è stato un incremento del 28% degli organismi e del 39,4% degli addetti. Sono 5 milioni i volontari che prestano servizio gratuito, ci sono 680 mila dipendenti, 270 mila collaboratori esterni, 6 mila lavoratori temporanei. Il Terzo Settore rappresenta una delle realtà economiche sociali e giuridiche più rilevanti e dinamiche del nostro paese. La Riforma che nei suoi passaggi di oltre 20 mesi tra Camera e Senato ha dato vita ad una disciplina più organica ed armonica, ha definito funzioni e campi, rafforzando il sistema delle agevolazioni e degli strumenti di sostegno, revisionando i sistemi di accreditamento e di controllo».

Ha proseguito poi l’intervento il senatore Stefano Lepri precisando che «condividiamo una legge, che per noi è sicuramente una buona legge. Negli ultimi 25 anni il Parlamento ha elaborato tante leggi, tutte molto buone, ma con un limite evidente: tutte queste normative si sono stratificate fra loro, a cominciare dalla fine dell'800. Questa pluralità di soggetti aveva bisogno di avere un denominatore comune. Questa legge riesce a farlo. Dobbiamo immaginare questa legge come la mano. Fino ad ora abbiamo regolato le dita, ora ci siamo focalizzati sulla mano, in modo tale da permettere a ciascun dito di potersi muovere al meglio, proprio perché appartiene e fa parte della stessa mano. Il lavoro che abbiamo portato avanti è stato quello di riconoscere il mondo del Terzo Settore da un punto di vista economico-giuridico. Questo percorso e finalmente diventato legge; ora ci troviamo di fronte ad un soggetto giuridico unitario. Nella legge sono state identificate le caratteristiche specifiche del Terzo Settore. E' una vera e propria Carta di Identità del Terzo Settore: così come in una comune Carta di Identità c'è una foto, un nome, un cognome, delle specifiche, allo stesso modo nella Carta di Identità del Terzo Settore sono riportate delle caratteristiche comuni a tutti i soggetti che popolano il Terzo Settore».

«Nella legge - ha illustrato Lepri - verrà definito un unico elenco di settori di attività; a fianco di ciascuna attività verranno indicati quei soggetti che possono svolgerla. Alcuni campi saranno destinati a specifici soggetti ed esclusi ad altri. I decreti attuativi dovranno anche definire forme di contabilità differenti a seconda della natura dei soggetti (si pensi ad esempio all'imposizione fiscale o al regime di tassazioni e agevolazioni)». 

Luca Bertolini