Viverone, giro di vite del Comune sulla movida

Viverone, giro di vite del Comune sulla movida
01 Maggio 2015 ore 10:35

VIVERONE – «Qui non si tratta di essere particolarmente severi, nè di voler far la parte del sindaco dal pugno di ferro. Io voglio semplicemente far rispettare le regole e consentire la convivenza civile di tutti. D’altro canto, il primo punto del mio programma elettorale era molto chiaro: legalità. Ora non sto facendo altro che mettere in pratica quanto avevo annunciato e promesso ai miei concittadini». Il sindaco Renzo Carisio non ci sta a fare la parte del “duro”. Le svariate ordinanze che nelle scorse settimane ha firmato allo scopo – spiega lui – di «fare in modo che tutti rispettino tutti» non hanno reso Viverone, come qualcuno ha detto, il paese dei divieti. «Qui semplicemente ho rimesso al centro il senso civico», afferma il primo cittadino, che difende le sue scelte con grande concretezza.
Certe letture avevano parlato di un lungolago ormai a tolleranza zero, sul quale sarebbe stato sufficiente buttare una cicca per vedersi rifilare una multa fino a 300 euro. In realtà la vicenda è un po’ più complessa. Il sindaco, questi sono i fatti, ha firmato più ordinanze: una qualche tempo fa, con la quale imponeva ai padroni dei cani di pulire i bisogni dei loro amici a quattro zampe, con pene piuttosto salate per chi non avesse rispettato l’obbligo. Quindi una seconda, pubblicata qualche giorno fa, destinata invece a titolari e gestori dei pubblici esercizi, nella quale viene richiesto a tutti di dotarsi di posaceneri esterni per la raccolta dei mozziconi di sigaretta, e viene imposto l’obbligo di rimuovere i rifiuti e curare la pulizia degli spazi in un raggio di almeno 20 metri dal locale stesso. Le pene non sono di poco conto: contro i trasgressori l’ordinanza prevede infatti un’ammenda da 50 a 300 euro, quanto certamente basta a imporre l’acquisto di posaceneri di posizionare presso l’ingresso. Per Renzo Carisio non ci sarebbe nulla di strano: «Sui cani c’è poco da dire – afferma -. Non è giusto che chi porta a spasso il suo animale non pulisca le strade e le aiuole pubbliche. E lo stesso vale per noi uomini: non è corretto e rispettoso lasciare per terra tappeti di sigarette spente». A tutti queste ordinanze, sempre qualche giorno fa, se n’è unita una terza, questa volta destinata ai proprietari dei fabbricati che si affacciano sulle vie pubbliche: «Chiedo semplicemente loro di provvedere alla manutenzione dei tetti e delle grondaie, eliminando gli inconvenienti che possano causare caduta di acqua sulle strade». Anche qui, la pena va da 50 a 300 euro, «ma ci sono 30 giorni per adeguarsi», fa notare il primo cittadino. Che poi aggiunge: «Su tutte le disposizioni daremo un po’ di tempo per consentire che tutti abbiano modo di rispettare la regola. Poi scatteranno i controlli dei nostri due vigili».

Veronica Balocco

VIVERONE – «Qui non si tratta di essere particolarmente severi, nè di voler far la parte del sindaco dal pugno di ferro. Io voglio semplicemente far rispettare le regole e consentire la convivenza civile di tutti. D’altro canto, il primo punto del mio programma elettorale era molto chiaro: legalità. Ora non sto facendo altro che mettere in pratica quanto avevo annunciato e promesso ai miei concittadini». Il sindaco Renzo Carisio non ci sta a fare la parte del “duro”. Le svariate ordinanze che nelle scorse settimane ha firmato allo scopo – spiega lui – di «fare in modo che tutti rispettino tutti» non hanno reso Viverone, come qualcuno ha detto, il paese dei divieti. «Qui semplicemente ho rimesso al centro il senso civico», afferma il primo cittadino, che difende le sue scelte con grande concretezza.
Certe letture avevano parlato di un lungolago ormai a tolleranza zero, sul quale sarebbe stato sufficiente buttare una cicca per vedersi rifilare una multa fino a 300 euro. In realtà la vicenda è un po’ più complessa. Il sindaco, questi sono i fatti, ha firmato più ordinanze: una qualche tempo fa, con la quale imponeva ai padroni dei cani di pulire i bisogni dei loro amici a quattro zampe, con pene piuttosto salate per chi non avesse rispettato l’obbligo. Quindi una seconda, pubblicata qualche giorno fa, destinata invece a titolari e gestori dei pubblici esercizi, nella quale viene richiesto a tutti di dotarsi di posaceneri esterni per la raccolta dei mozziconi di sigaretta, e viene imposto l’obbligo di rimuovere i rifiuti e curare la pulizia degli spazi in un raggio di almeno 20 metri dal locale stesso. Le pene non sono di poco conto: contro i trasgressori l’ordinanza prevede infatti un’ammenda da 50 a 300 euro, quanto certamente basta a imporre l’acquisto di posaceneri di posizionare presso l’ingresso. Per Renzo Carisio non ci sarebbe nulla di strano: «Sui cani c’è poco da dire – afferma -. Non è giusto che chi porta a spasso il suo animale non pulisca le strade e le aiuole pubbliche. E lo stesso vale per noi uomini: non è corretto e rispettoso lasciare per terra tappeti di sigarette spente». A tutti queste ordinanze, sempre qualche giorno fa, se n’è unita una terza, questa volta destinata ai proprietari dei fabbricati che si affacciano sulle vie pubbliche: «Chiedo semplicemente loro di provvedere alla manutenzione dei tetti e delle grondaie, eliminando gli inconvenienti che possano causare caduta di acqua sulle strade». Anche qui, la pena va da 50 a 300 euro, «ma ci sono 30 giorni per adeguarsi», fa notare il primo cittadino. Che poi aggiunge: «Su tutte le disposizioni daremo un po’ di tempo per consentire che tutti abbiano modo di rispettare la regola. Poi scatteranno i controlli dei nostri due vigili».

Veronica Balocco

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