Vandalismo in centro

Vandalismo in centro
Altro 15 Marzo 2012 ore 13:21

Nuovo ennesimo atto teppistico in centro città, dopo che si era verificato in via Chiesa, non molto tempo fa. Lo scorso fine settimana, infatti, un episodio analogo è accaduto in via Mercato. L’incendio ad un cassonetto si è sviluppato sabato, intorno alle 23, in via Mercato, angolo Banca Intesa San Paolo, e sul posto sono prontamente intervenuti i vigili del fuoco ed i carabinieri di Cossato, ma il teppista non è stato rintracciato.

Il racconto. «Mentre, domenica mattina, passeggiavo con i miei bambini - racconta Adriano Scalise, un cittadino cossatese - mi sono imbattuto, in un bidone per la raccolta dei rifiuti, accanto a quello della carta che era andato completamente distrutto. Si  è trattato dell’ennesimo atto di vandalismo che mi sembrano in costante aumento. Mi chiedo: si tratta  di ragazzate stupide, o di un segnale di insofferenza, sempre più evidente, verso le istituzioni e l’amministrazione locale? Qualche tempo fa, inoltre, erano comparse delle scritte offensive nei confronti delle forze dell’ordine, ancora presenti (e, onestamente, non capisco cosa si aspetta a cancellarle!), in via Ranzoni, sulla parete a fianco della parafarmacia del dottor Braschi». «Credo che sia ora - conclude, giustamente molto amareggiato, Adriano Scalise - che sia necessario intensificare i controlli e bloccare, al più presto, i responsabili di questi atti incivili, che non fanno proprio bene akll’immagine di una città come Cossato».
 
“Primo cittadino”. Sull’episodio di via Mercato, il sindaco Claudio Corradino si è così espresso: «Le forze dell’ordine fanno già tanto, ma, di fronte a questi fatti isolati, pur con tutta la vigilanza e la prevenzione già in fatto, non si può fare di più. Del resto, nemmeno il Comune  può risolvere il problema dei teppisti nella società. Le famiglie e la scuola potrebbero, senz’altro, darci una grossa mano per far presa sui ragazzi, per sensibilizzarli e far loro comprendere che non è così che si risolvono le situazioni di disagio e di protesta. Si sta già  facendo tanto, ma occorre,a mio giudizio, un ulteriore sforzo in questa direzione, specie il un momento così difficile e delicato come quello attuale. Infatti, se non  si interviene tutti insieme questo problema rischia di restare insoluto».