"Valorizziamo le risorse umane e promuoviamo la cultura"

"Valorizziamo le risorse umane e promuoviamo la cultura"
Altro 15 Maggio 2012 ore 13:27

Da tempo Biella attraversa una crisi profonda; dalla chiusura di parecchie manifatture tessili nei primi anni Novanta la città non è riuscita a risollevarsi completamente e non ha individuato un nuovo settore strategico in grado di trainare l’economia locale.

Da tempo Biella attraversa una crisi profonda; dalla chiusura di parecchie manifatture tessili nei primi anni Novanta la città non è riuscita a risollevarsi completamente e non ha individuato un nuovo settore strategico in grado di trainare l’economia locale. Un’eccezione al trend negativo è rappresentata da quelle aziende che per prime hanno compreso come produrre in Italia significhi specializzarsi sull’alta o altissima qualità piuttosto che sulla quantità. Possibile, allora, citare attività di recente apertura che coraggiosamente sfidano la crisi, in primis le aziende della così detta “Green Economy”, ossia del settore delle energie rinnovabili. È vero, peraltro che su ogni attività grava anche l’insufficienza delle infrastrutture: la linea ferroviaria non è sfruttata al massimo e l’assenza di una rete autostradale rende i trasporti su gomma molto meno efficienti.
Ammettendo però che il futuro della città non risieda nell’industria, in che direzione deve procedere lo sviluppo? Forse in quella della valorizzazione delle risorse umane della zona e dello sviluppo della cultura. Positivo in questo senso è che le scuole superiori biellesi, secondo un’indagine condotta dall’autorevole Fondazione Agnelli, ormai da anni siano tra le migliori della regione; e quale migliore via per uscire dalla crisi economica se non rendere le nuove generazioni capaci di affrontare un domani sempre più fosco tramite un’istruzione il più approfondita possibile? Questi giovani dovranno però avere in futuro le possibilità per esprimere le loro potenzialità, possibilità che potranno essere garantite solo dalla classe dirigente: quella biellese sarà tanto lungimirante?
Edoardo Caldera