Valledora, Sos al Parlamento Ue

Valledora, Sos al Parlamento Ue
03 Marzo 2017 ore 16:55

TRONZANO VERCELLESE – “Esercitare un controllo concreto e costante sul nostro territorio valutando quali misure assumere per rispondere in modo adeguato alle preoccupazioni degli abitanti dei territori limitrofi alla Valledora”. E’ quanto nei giorni scorsi il sindaco di Tronzano Vercellese, Andrea Chemello, ha chiesto al Parlamento Europeo, per il tramite della Commissione per le Petizioni, allo scopo di difendere il territorio della Valledora, terra martoriata dalla presenza di cave e discariche, oggi testimone anche dell’ampliamento – fortemente osteggiato da numerose istituzioni locali – della discarica di Cavaglià.  «Per la prima volta – afferma il primo cittadino di Tronzano – un Comune del Vercellese si fa ascoltare dal massimo organo rappresentativo d’Europa per tutelare il territorio». E il mezzo, consentito dalla Carta dei Diritti Fondamentali dell’Unione europea, è stato quello più diretto: la petizione, che il Parlamento Ue ha accolto e che oggi può essere sostenuta da tutti i cittadini italiani ed europei.«Tocca ora a tutti noi sostenere questo documento, affinchè gli organi di controllo europei possano intervenire per verificare l’applicazione della normativa ambientale europea», afferma Chimello. «Oggi in Valledora – puntualizza –  sono presenti questi impianti: sito in bonifica per inquinamento della falda denominato Alice 2, comprensivo di una discarica di rifiuti urbani da 500.000 metri cubi circa; discarica di rifiuti speciali assimilabili agli urbani da 500.000 metri cubi circa e un “ripristino ambientale” realizzato con nuovi 1.200.000 metri cubi di rifiuti; discarica per eternit esaurita; discarica per rifiuti speciali industriali da 800.000 metri cubi;  discarica di rifiuti urbani “trattati” da circa 500mila metri cubi (Asrab); discarica per rifiuti inerti e assimilati da 400.000 metri cubi». Ma «sempre in Valledora – aggiunge – sono inoltre presenti numerose cave ed il rischio che ne arrivino altri è sempre dietro l’angolo». Da qui, la decisione di presentare la petizione, per sostenere la quale è necessario connettersi al sito etiport.secure.europarl.europa.eu e seguire la procedura indicata sul sito del Comune di Tronzano. Di martedì, intanto, il primo risultato tangibile: la segreteria della Commissione delle Petizioni ha comunicato di aver  chiesto alla Commissione Europea di svolgere un’indagine preliminare sui vari aspetti del problema.     Veronica Balocco           Nella foto l’entrata alla cava Valledora 

TRONZANO VERCELLESE – “Esercitare un controllo concreto e costante sul nostro territorio valutando quali misure assumere per rispondere in modo adeguato alle preoccupazioni degli abitanti dei territori limitrofi alla Valledora”. E’ quanto nei giorni scorsi il sindaco di Tronzano Vercellese, Andrea Chemello, ha chiesto al Parlamento Europeo, per il tramite della Commissione per le Petizioni, allo scopo di difendere il territorio della Valledora, terra martoriata dalla presenza di cave e discariche, oggi testimone anche dell’ampliamento – fortemente osteggiato da numerose istituzioni locali – della discarica di Cavaglià.  «Per la prima volta – afferma il primo cittadino di Tronzano – un Comune del Vercellese si fa ascoltare dal massimo organo rappresentativo d’Europa per tutelare il territorio». E il mezzo, consentito dalla Carta dei Diritti Fondamentali dell’Unione europea, è stato quello più diretto: la petizione, che il Parlamento Ue ha accolto e che oggi può essere sostenuta da tutti i cittadini italiani ed europei.«Tocca ora a tutti noi sostenere questo documento, affinchè gli organi di controllo europei possano intervenire per verificare l’applicazione della normativa ambientale europea», afferma Chimello. «Oggi in Valledora – puntualizza –  sono presenti questi impianti: sito in bonifica per inquinamento della falda denominato Alice 2, comprensivo di una discarica di rifiuti urbani da 500.000 metri cubi circa; discarica di rifiuti speciali assimilabili agli urbani da 500.000 metri cubi circa e un “ripristino ambientale” realizzato con nuovi 1.200.000 metri cubi di rifiuti; discarica per eternit esaurita; discarica per rifiuti speciali industriali da 800.000 metri cubi;  discarica di rifiuti urbani “trattati” da circa 500mila metri cubi (Asrab); discarica per rifiuti inerti e assimilati da 400.000 metri cubi». Ma «sempre in Valledora – aggiunge – sono inoltre presenti numerose cave ed il rischio che ne arrivino altri è sempre dietro l’angolo». Da qui, la decisione di presentare la petizione, per sostenere la quale è necessario connettersi al sito etiport.secure.europarl.europa.eu e seguire la procedura indicata sul sito del Comune di Tronzano. Di martedì, intanto, il primo risultato tangibile: la segreteria della Commissione delle Petizioni ha comunicato di aver  chiesto alla Commissione Europea di svolgere un’indagine preliminare sui vari aspetti del problema.     

Veronica Balocco           

Nella foto l’entrata alla cava Valledora 

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