Una “cordata” per Palazzo Ferrero

Una “cordata” per Palazzo Ferrero
Altro 19 Ottobre 2016 ore 16:42

BIELLA - La parola d’ordine degli Stati Generali della Cultura, che - giovedì e venerdì scorsi, a Vercelli - hanno mobilitato circa novanta tra operatori, professionisti e amministratori di Biellese e Vercellese, è stata “rete”. Ma, certo, alcuni degli attori locali che vi hanno preso parte sono legati da una intesa che potrebbe essere definita con un’altra parola: “cordata”. E che, in un certo senso, risponde esattamente a quanto richiesto dalla Regione Piemonte, nel corso dell’evento indetto per dare nuove prospettive al settore cultura, partendo dal «valorizzare del capitale umano presente, disponibile e di valore, ma non sempre capace di esprimersi da solo».

“Cordata” è l’espressione utile a definire, infatti, il gruppo di soggetti diversificato, per vocazione e caratteristiche, pronti a prendere in gestione Palazzo Ferrero, dopo l’uscita di scena di Stalker Teatro di Torino. Soggetti biellesi di natura mista che hanno risposto all’avviso di interesse avanzato dal Comune di Biella e la cui proposta, nei prossimi giorni, sarà al vaglio dell’assessorato alle Politiche Giovanili in collaborazione con quello alla Cultura. Conferma, al riguardo, Francesca Salivotti: «Abbiamo ricevuto una sola proposta, da parte di questi soggetti. Procederemo con un’audizione, per valutare se ci sono le condizioni per andare avanti. In settimana, prenderò visione, l’intenzione è quella di cominciare con la gestione dall’inizio del prossimo anno».

Ma da chi è composta? Il gruppo è diviso su un due livelli: il primo comprende Università Popolare Biellese; Centro Studi Generazioni e Luoghi - Archivi Alberti La Marmora e Accademia “Perosi” (questi ultimi presenti a Vercelli); associazione giovanile “Bi young” e Anteo. Il secondo comprende altri soggetti di supporto anche non biellesi. Il tutto nella logica di una commistione di arti e cultura che andrà, certo, a definire il triangolo dei palazzi del borgo storico di Biella, ognuno con una propria programmazione. Nei prossimi giorni, si saprà se la “cordata” sarà un primo esempio di realizzazione, pur apertosi indipendentemente, degli Stati generali della Cultura.

Giovanna Boglietti       

BIELLA - La parola d’ordine degli Stati Generali della Cultura, che - giovedì e venerdì scorsi, a Vercelli - hanno mobilitato circa novanta tra operatori, professionisti e amministratori di Biellese e Vercellese, è stata “rete”. Ma, certo, alcuni degli attori locali che vi hanno preso parte sono legati da una intesa che potrebbe essere definita con un’altra parola: “cordata”. E che, in un certo senso, risponde esattamente a quanto richiesto dalla Regione Piemonte, nel corso dell’evento indetto per dare nuove prospettive al settore cultura, partendo dal «valorizzare del capitale umano presente, disponibile e di valore, ma non sempre capace di esprimersi da solo».

“Cordata” è l’espressione utile a definire, infatti, il gruppo di soggetti diversificato, per vocazione e caratteristiche, pronti a prendere in gestione Palazzo Ferrero, dopo l’uscita di scena di Stalker Teatro di Torino. Soggetti biellesi di natura mista che hanno risposto all’avviso di interesse avanzato dal Comune di Biella e la cui proposta, nei prossimi giorni, sarà al vaglio dell’assessorato alle Politiche Giovanili in collaborazione con quello alla Cultura. Conferma, al riguardo, Francesca Salivotti: «Abbiamo ricevuto una sola proposta, da parte di questi soggetti. Procederemo con un’audizione, per valutare se ci sono le condizioni per andare avanti. In settimana, prenderò visione, l’intenzione è quella di cominciare con la gestione dall’inizio del prossimo anno».

Ma da chi è composta? Il gruppo è diviso su un due livelli: il primo comprende Università Popolare Biellese; Centro Studi Generazioni e Luoghi - Archivi Alberti La Marmora e Accademia “Perosi” (questi ultimi presenti a Vercelli); associazione giovanile “Bi young” e Anteo. Il secondo comprende altri soggetti di supporto anche non biellesi. Il tutto nella logica di una commistione di arti e cultura che andrà, certo, a definire il triangolo dei palazzi del borgo storico di Biella, ognuno con una propria programmazione. Nei prossimi giorni, si saprà se la “cordata” sarà un primo esempio di realizzazione, pur apertosi indipendentemente, degli Stati generali della Cultura.

Giovanna Boglietti