Un paese video-sorvegliato

Altro 10 Dicembre 2011 ore 20:23

(10 dic) Il Biellese non è una zona con un alto grado di delinquenza, e meno ancora Bioglio. Ma non bisogna mai abbassare la guardia. Così l’amministrazione comunale ha disposto sei telecamere nei punti strategici del paese, così che nessuno possa uscire dai confini senza venire immortalato dall’occhio digitale.

In progetto dal 2009. L’idea nasce ormai due anni fa, come spiega il sindaco Stefano Ceffa: «Il progetto è nel bilancio del 2009, ma sono serviti i tempi tecnici per metterlo in atto. Sarà uno strumento che potrà sia presidiare il territorio, sia essere un disincentivo alla delinquenza. Non che a Bioglio avessimo particolari problemi, anche grazie alla caserma dei carabinieri che ospitiamo nel nostro territorio. Ma qualche furto c’è stato. Così abbiamo fatto una valutazione generale, a partire da questi piccoli fenomeni di delinquenza, e abbiamo progettato questo sistema. D’ora in poi queste sei telecamere potranno essere d’aiuto alle forze dell’ordine, e potrebbero tornare utili anche ai paesi limitrofi». Il Biellese non è una zona con un alto grado di delinquenza, e meno ancora Bioglio. Ma non bisogna mai abbassare la guardia. Così l’amministrazione comunale ha disposto sei telecamere nei punti strategici del paese, così che nessuno possa uscire dai confini senza venire immortalato dall’occhio digitale.

In progetto dal 2009. L’idea nasce ormai due anni fa, come spiega il sindaco Stefano Ceffa: «Il progetto è nel bilancio del 2009, ma sono serviti i tempi tecnici per metterlo in atto. Sarà uno strumento che potrà sia presidiare il territorio, sia essere un disincentivo alla delinquenza. Non che a Bioglio avessimo particolari problemi, anche grazie alla caserma dei carabinieri che ospitiamo nel nostro territorio. Ma qualche furto c’è stato. Così abbiamo fatto una valutazione generale, a partire da questi piccoli fenomeni di delinquenza, e abbiamo progettato questo sistema. D’ora in poi queste sei telecamere potranno essere d’aiuto alle forze dell’ordine, e potrebbero tornare utili anche ai paesi limitrofi».

Una rete di protezione. Per ora il sistema copre circa il 70% del territorio biogliese, andando a monitorare le vie d’accesso in punti di snodo strategici. «Ma è possibile completare la copertura, quando avremo fondi sufficienti. Ogni zona raggiungibile con un ponte radio può essere monitorata. Pensando più in grande, se anche altri paesi mettessero in piedi un progetto di questo tipo, si può anche immaginare una rete di protezione. Di certo abbasserebbe il tasso di delinquenza» aggiunge Ceffa.

I filmati saranno raccolti in un server, all’interno di una centrale operativa nel municipio, e saranno a disposizione delle forze dell’ordine prima di essere distrutti entro i termini previsti dalle legge sulla privacy. Il server prevede la possibilità di essere messo in rete, in modo da rendere disponibile l’accesso a tutte le stazioni delle forze dell’ordine. Il costo dell’operazione è stato di 18 mila euro, interamente coperto dall’amministrazione comunale.

10 dicembre 2011