Un biellese tra i migliori “guardastelle”

Un biellese tra i migliori “guardastelle”
Altro 20 Marzo 2016 ore 09:43

Lui, Agostino Giampietro, è il professore che, per sé, ha scelto il soprannome di “Guardastelle”. E lui, Carmine Miceli, è lo studente che, da diversi dei suoi 16 anni, alterna lo sguardo: naso all’insù, proiettato verso il cielo, e naso all’ingiù, dritto sui calcoli. Perché, per dare spiegazione all’universo, non basta l’occhio: ci vogliono anche la matematica e la fisica. 

La loro comune passione si è quanto mai intrecciata, in questi mesi. E, oggi, continua in quella corsa che si chiama finale nazionale delle Olimpiadi di Astronomia 2016, iniziativa firmata dall’Istituto Nazionale di Astrofisica di Roma e dalla Società Astronomica Italiana di Firenze. Carmine Miceli, allievo della 2° V del liceo Scientifico - Iis del Cossatese e Vallestrona di Valle Mosso, diretto da Tiziana Tamburelli, ha infatti superato brillantemente la fase interregionale della competizione, tenutasi a Torino lo scorso 22 febbraio, ed è stato selezionato tra i 41, su 189 candidati iniziali, per l’ultima prova che si terrà a Milano tra il 19 e il 21 aprile prossimi. 

Ad accompagnarlo, per la finalissima, sarà proprio il suo professore Agostino Giampietro, docente di sostegno che ha tenuto un corso propedeutico di astronomia e discipline o argomenti correlati, per fornire le basi per affrontare queste speciali Olimpiadi. E non è stata impresa semplice, dal momento che Carmine è, scolasticamente, molto giovane per la materia: «Questo evento è rivolto agli studenti che frequentano il primo e secondo anno di superiori. Si tratta, però, di argomenti piuttosto complicati, se trattati ex-novo.

Questo perché, con la nuova riforma, astronomia, che una volta veniva affrontata al quinto anno, è passata a materia del primo anno», spiega Giampietro. Insomma, un po’ presto, ma tant’è: cosmologia, astrofisica e astronomia osservativa sono state condensate dal professore e, almeno alla fase interregionale, non hanno creato grossi problemi a Carmine, che dice: «La prova di Torino non era troppo difficile. Ho dovuto risolvere problemi e affrontare logaritmi che di solito di studiano in quarta, ma è andata bene». 

Impegno e talento naturale hanno portato i due biellesi alla finale: Carmine Miceli è uno dei tre ragazzi del Piemonte che si contenderà il titolo, tra i 21 della categoria “senior” (ndr. altri 20 appartengono al gruppo “junior”).  Ma in cosa ci cimenterà, in pratica? Ebbene, dovrà fornire risposte analizzando dati e ricavando leggi, mettendosi alla prova parlando di fasi lunari, levata e tramonto degli astri, leggi sulla luminosità delle stelle, moti dei corpi celesti, meccanica celeste in altre parole. 

Teoria e pratica, come - spiega il ragazzo - individuare anche le costellazioni con lenti e telescopio. Argomenti che lui, Carmine Miceli, vede nel suo futuro: «Mi piacerebbe studiare astronautica, lavorare nel settore aerospaziale», confessa. Intanto, la finale di Milano si avvicina. In palio, c’è la medaglia “Margherita Hack” e, per due dei cinque migliori giovani astronomi, la possibilità di partecipare a uno stage di formazione estivo di astrofisica, tra le strutture individuate dall’Inaf, al Telescopio Nazionale Galileo di La Palma, isole Canarie.  L’augurio e il tifo della loro scuola come del Biellese non può che essere: “Per aspera ad astra”. Perché, attraverso le avversità, si arriva sempre alle stelle. 

Giovanna Boglietti

Lui, Agostino Giampietro, è il professore che, per sé, ha scelto il soprannome di “Guardastelle”. E lui, Carmine Miceli, è lo studente che, da diversi dei suoi 16 anni, alterna lo sguardo: naso all’insù, proiettato verso il cielo, e naso all’ingiù, dritto sui calcoli. Perché, per dare spiegazione all’universo, non basta l’occhio: ci vogliono anche la matematica e la fisica. 

La loro comune passione si è quanto mai intrecciata, in questi mesi. E, oggi, continua in quella corsa che si chiama finale nazionale delle Olimpiadi di Astronomia 2016, iniziativa firmata dall’Istituto Nazionale di Astrofisica di Roma e dalla Società Astronomica Italiana di Firenze. Carmine Miceli, allievo della 2° V del liceo Scientifico - Iis del Cossatese e Vallestrona di Valle Mosso, diretto da Tiziana Tamburelli, ha infatti superato brillantemente la fase interregionale della competizione, tenutasi a Torino lo scorso 22 febbraio, ed è stato selezionato tra i 41, su 189 candidati iniziali, per l’ultima prova che si terrà a Milano tra il 19 e il 21 aprile prossimi. 

Ad accompagnarlo, per la finalissima, sarà proprio il suo professore Agostino Giampietro, docente di sostegno che ha tenuto un corso propedeutico di astronomia e discipline o argomenti correlati, per fornire le basi per affrontare queste speciali Olimpiadi. E non è stata impresa semplice, dal momento che Carmine è, scolasticamente, molto giovane per la materia: «Questo evento è rivolto agli studenti che frequentano il primo e secondo anno di superiori. Si tratta, però, di argomenti piuttosto complicati, se trattati ex-novo.

Questo perché, con la nuova riforma, astronomia, che una volta veniva affrontata al quinto anno, è passata a materia del primo anno», spiega Giampietro. Insomma, un po’ presto, ma tant’è: cosmologia, astrofisica e astronomia osservativa sono state condensate dal professore e, almeno alla fase interregionale, non hanno creato grossi problemi a Carmine, che dice: «La prova di Torino non era troppo difficile. Ho dovuto risolvere problemi e affrontare logaritmi che di solito di studiano in quarta, ma è andata bene». 

Impegno e talento naturale hanno portato i due biellesi alla finale: Carmine Miceli è uno dei tre ragazzi del Piemonte che si contenderà il titolo, tra i 21 della categoria “senior” (ndr. altri 20 appartengono al gruppo “junior”).  Ma in cosa ci cimenterà, in pratica? Ebbene, dovrà fornire risposte analizzando dati e ricavando leggi, mettendosi alla prova parlando di fasi lunari, levata e tramonto degli astri, leggi sulla luminosità delle stelle, moti dei corpi celesti, meccanica celeste in altre parole. 

Teoria e pratica, come - spiega il ragazzo - individuare anche le costellazioni con lenti e telescopio. Argomenti che lui, Carmine Miceli, vede nel suo futuro: «Mi piacerebbe studiare astronautica, lavorare nel settore aerospaziale», confessa. Intanto, la finale di Milano si avvicina. In palio, c’è la medaglia “Margherita Hack” e, per due dei cinque migliori giovani astronomi, la possibilità di partecipare a uno stage di formazione estivo di astrofisica, tra le strutture individuate dall’Inaf, al Telescopio Nazionale Galileo di La Palma, isole Canarie.  L’augurio e il tifo della loro scuola come del Biellese non può che essere: “Per aspera ad astra”. Perché, attraverso le avversità, si arriva sempre alle stelle. 

Giovanna Boglietti