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Trivero, il Municipio non ospiterà i migranti

Trivero, il Municipio non ospiterà i migranti
Altro 08 Marzo 2017 ore 12:04

TRIVERO – Niente appartamento all’interno dello stabile che ospita il Municipio, in frazione Ronco, per i migranti che giungeranno in paese nei prossimi giorni, in virtù dell’adesione del Comune al bando Sprar. L’idea di riservare agli stranieri un alloggio al piano superiore del Comune era stata avanzata dall’amministrazione, ma non era piaciuta alla minoranza consigliare, che aveva anche posto la questione della sicurezza, e aveva suscitato qualche polemica. Da qui la scelta, assunta nell’ambito dei lavori dell’apposita commissione, di optare per una soluzione alternativa: a disposizione dei migranti saranno così messi a disposizione i già noti appartamenti di Ponzone e Pratrivero, ai quali si affiancherà – e qui sta la novità – un alloggio di frazione Cereie.

Ancora nessuna notizia, intanto, è data sapere in merito alla data di arrivo dei dodici stranieri in paese. Quel che comunque è noto è che, a tutti i paesi aderenti al bando Sprar (nel Biellese, per ora, oltre a Trivero, solo Mosso e Valle Mosso) saranno affidati migranti “di secondo livello”, ovvero già beneficiari di un primo riconoscimento dello status di rifugiato (a differenza dei richiedenti asilo ospitati nei Cas, i quali mancano ancora di qualunque tipo di responso in merito alla loro richiesta).

Verso gli arrivi. Intanto, mentre Trivero si prepara all’accoglienza lanciando anche un appello alla popolazione e alle associazioni per la raccolta di coperte, stoviglie, utensili da cucina, asciugamani (iniziativa che ha già destato qualche malumore, ad esempio per voce dell’ex consigliere Piero Casula, che ha chiesto se «la sistemazione dei locali dove arriveranno i migranti» non sia «compito della cooperativa che ha vinto l’appalto»), Mosso è già ai blocchi di partenza in vista dell’arrivo dei sette migranti previsti, che saranno ospitati in tre appartamenti, due del Comune, in centro paese, e uno di un privato, in via per Pistolesa. «Secondo le previsioni – spiega il sindaco Carlo Grosso – gli arrivi sono imminenti. Probabilmente saremo il primo paese, tra gli aderenti allo Sprar, ad accogliere i nuovi arrivati». Per fare ancora una volta il punto della situazione con i residenti, anche allo scopo di sciogliere eventuali motivi di preoccupazione, il primo cittadino sabato mattina ha incontrato gli abitanti della zona in cui sono situati gli alloggi del centro. Con lui, don Giovanni Perini della Caritas.

Veronica Baloccov

TRIVERO – Niente appartamento all’interno dello stabile che ospita il Municipio, in frazione Ronco, per i migranti che giungeranno in paese nei prossimi giorni, in virtù dell’adesione del Comune al bando Sprar. L’idea di riservare agli stranieri un alloggio al piano superiore del Comune era stata avanzata dall’amministrazione, ma non era piaciuta alla minoranza consigliare, che aveva anche posto la questione della sicurezza, e aveva suscitato qualche polemica. Da qui la scelta, assunta nell’ambito dei lavori dell’apposita commissione, di optare per una soluzione alternativa: a disposizione dei migranti saranno così messi a disposizione i già noti appartamenti di Ponzone e Pratrivero, ai quali si affiancherà – e qui sta la novità – un alloggio di frazione Cereie.

Ancora nessuna notizia, intanto, è data sapere in merito alla data di arrivo dei dodici stranieri in paese. Quel che comunque è noto è che, a tutti i paesi aderenti al bando Sprar (nel Biellese, per ora, oltre a Trivero, solo Mosso e Valle Mosso) saranno affidati migranti “di secondo livello”, ovvero già beneficiari di un primo riconoscimento dello status di rifugiato (a differenza dei richiedenti asilo ospitati nei Cas, i quali mancano ancora di qualunque tipo di responso in merito alla loro richiesta).

Verso gli arrivi. Intanto, mentre Trivero si prepara all’accoglienza lanciando anche un appello alla popolazione e alle associazioni per la raccolta di coperte, stoviglie, utensili da cucina, asciugamani (iniziativa che ha già destato qualche malumore, ad esempio per voce dell’ex consigliere Piero Casula, che ha chiesto se «la sistemazione dei locali dove arriveranno i migranti» non sia «compito della cooperativa che ha vinto l’appalto»), Mosso è già ai blocchi di partenza in vista dell’arrivo dei sette migranti previsti, che saranno ospitati in tre appartamenti, due del Comune, in centro paese, e uno di un privato, in via per Pistolesa. «Secondo le previsioni – spiega il sindaco Carlo Grosso – gli arrivi sono imminenti. Probabilmente saremo il primo paese, tra gli aderenti allo Sprar, ad accogliere i nuovi arrivati». Per fare ancora una volta il punto della situazione con i residenti, anche allo scopo di sciogliere eventuali motivi di preoccupazione, il primo cittadino sabato mattina ha incontrato gli abitanti della zona in cui sono situati gli alloggi del centro. Con lui, don Giovanni Perini della Caritas.

Veronica Balocco

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