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Trattativa in corso per il toro Bruno

Trattativa in corso per il toro Bruno
Altro Grande Biella, 03 Ottobre 2015 ore 13:35

MONGRANDO  - I prossimi giorni potrebbero essere decisivi per la sorte del toro Bruno, ormai diventato una star, dopo la rocambolesca fuga dal macello di due settimane fa e l’altrettanto avventurosa cattura in un campo di mais, una decina di giorni più tardi, a Mongrando, poco distante dal confine con il Comune di Occhieppo Inferiore. Alla sua storia, complici anche il tam-tam e i mezzi di informazione, si sono appassionati un po’ tutti: animalisti in prima fila, ovviamente, ma anche semplici cittadini amanti degli animali. Compresi coloro che, tuttavia, non disdegnano un buon piatto di carne, a pranzo o a cena.

MONGRANDO  - I prossimi giorni potrebbero essere decisivi per la sorte del toro Bruno, ormai diventato una star, dopo la rocambolesca fuga dal macello di due settimane fa e l’altrettanto avventurosa cattura in un campo di mais, una decina di giorni più tardi, a Mongrando, poco distante dal confine con il Comune di Occhieppo Inferiore. Alla sua storia, complici anche il tam-tam e i mezzi di informazione, si sono appassionati un po’ tutti: animalisti in prima fila, ovviamente, ma anche semplici cittadini amanti degli animali. Compresi coloro che, tuttavia, non disdegnano un buon piatto di carne, a pranzo o a cena.

Trattative in corso. Attualmente il toro, due anni di vita per circa 600 chilogrammi di peso, per un valore sul mercato di circa duemila euro, si trova presso l’allevatore di Masserano, a cui era stato restituito subito dopo la cattura. Ma, a quanto pare, in quel luogo ci resterà ancora per poco.

Sarebbe infatti a buon punto la trattativa con una persona, forse un potenziale acquirente, che pare si sia fatta avanti per prendersi cura dell’animale (in ogni caso il bovino non potrebbe essere macellato prima che siano trascorsi 40 giorni dal momento della sua narcotizzazione per la cattura).

Intanto, dal canto loro, gli animalisti del Movimento etica tutela ambiente e animali (Meta), attraverso il loro portavoce, Valerio Vassallo, sostengono che «il toro Bruno non può essere venduto se si vuole che la vicenda si concluda serenamente» e dichiarano che «l’unica via percorribile è che Bruno ci venga consegnato gratuitamente e possa continuare la sua esistenza in pace in uno dei nostri centri attrezzati».

Lara Bertolazzi

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