Tragedia del freddo, Muore nella neve: trovato tre ore dopo

02 Febbraio 2009 ore 17:45
Tragedia del freddo
Muore nella neve
trovato tre ore dopo

Un pensionato di Cavaglià, sepolto ieri
(29 dic.) E’ morto all’alba del giorno di Santo Stefano, mentre ancora scendeva qualche fiocco della nevicata iniziata nella notte, dopo che le famiglie che avevano assistito alla tradizionale messa di Natale erano già al sicuro nelle loro case. Il corpo è rimasto tre ore nella neve, al gelo, prima che un passante lo notasse. Luciano Camelin, 75 anni, pensionato di Cavaglià, è stato stroncato da un infarto davanti al cancello del rustico che affittava in frazione Cascina Lovizzo, dove curava un piccolo orto e dove teneva galline e conigli. E’ stato sepolto ieri. 

Tragedia del freddo
Muore nella neve
trovato tre ore dopo
Pensionato di Cavaglià, aveva 75 anni  

E’ morto all’alba del giorno di Santo Stefano, mentre ancora scendeva qualche fiocco della nevicata iniziata nella notte, dopo che le famiglie che avevano assistito alla tradizionale messa di Natale erano già al sicuro nelle loro case. Il corpo è rimasto tre ore nella neve, al gelo, prima che un passante lo notasse. Luciano Camelin, 75 anni, pensionato di Cavaglià, è stato stroncato da un infarto davanti al cancello del rustico che affittava in frazione Cascina Lovizzo, dove curava un piccolo orto e dove teneva galline e conigli. Non poteva non recarsi anche quel giorno a dare da mangiare ai suoi animali. Tetti, strade, campi e le vigne di quella frazione, tutti imbiancati dai fiocchi che continuavano a scendere, non gli hanno impedito di uscire lo stesso, come d’abitudine, alle 5 di mattina, dalla sua abitazione di via Vercellone. Si è recato ancora una volta in quella ridente frazione, sulle rive del laghetto per la pesca sportiva che, nei giorni scorsi, si è alzato di livello ed è esondato  nei campi adiacenti.
Per raggiungere il rustico, c’è da percorrere una strada in leggera pendenza. Luciano Camelin ha dato da mangiare a galline e conigli. Poi è risalito in macchina con l’intenzione di tornare a casa. Ha provato a ripercorrere a ritroso quella strada che, nel frattempo, la neve aveva trasformato in un nastro viscido. Le ruote hanno cominciato a slittare, a girare a vuoto. Niente da fare. Il pensionato ha provato una, due, tre volte. Tutto inutile. «Ero a letto. Sentivo il rumore del motore che andava fuori giri e quello provocato dalle ruote che non riuscivano a trovare la giusta presa. Ho capito che era Luciano, ma non pensavo potesse accadere una simile tragedia…», ha poi raccontato un vicino ai carabinieri di Salussola  che, scattato l’allarme, hanno raggiunto la zona grazie al fuoristrada 4×4 in dotazione. Dopo vari e vani tentativi, Luciano Camelin è sceso dall’auto e si è diretto verso il cascinotto, forse con l’intenzione di accendere la stufa e di riscaldarsi un po’ prima di riprovare a percorrere quella salita. L’ansia, la tensione di quel momento, devono aver contribuito in modo determinante a causare il malore che, poco dopo, ha colpito il pensionato sulla soglia del cancello di quella proprietà. Per lui non c’è stato più niente da fare: l’infarto fulminante lo ha ucciso sul colpo. Il corpo è stato trovato intorno alle 8, in parte coperto dalla neve. Sono poi arrivati un’ambulanza del “118”, il medico legale e i carabinieri. La piccola frazione Cascina Lovizzo, con le sue viti imbiancate e il suo laghetto ghiacciato, si è quindi svegliata con la notizia della tragedia in un giorno di festa. «Sono molto dispiaciuta di quanto è accaduto, mi sento vicina alla famiglia Camelin in questo triste momento…», è stato il laconico commento del sindaco, Augusta Bortolotto.
Molto conosciuto in paese, Luciano Camelin era originario di Brusnengo. Era sposato con Laura Pietta. Lascia nel dolore anche una figlia. I funerali si sono svolti ieri  alle 15 a Cavaglià.
Valter Caneparo

29 dicembre 2008

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