Torna a “fumare” la ciminiera

Torna a “fumare” la ciminiera
07 Novembre 2014 ore 21:17

Una centrale a cippato tecnologicamente avanzata, la più moderna che c’è attualmente sul mercato, come hanno rimarcato ieri Alberto Galizzi, titolare della Galizzi Impianti di Pray e Attilio Mello, il progettista. Una centrale da 400 megawatt in grado di scaldare le sei palazzine che l’Atc ha realizzato a Chiavazza, nell’ex cotonificio Bracco. 72 alloggi che, a detta del presidente Giovanni Femminis «a dicembre verranno consegnati alle famiglie dopo i ritardi causati dagli allacciamenti di Enel che martedì provvederà a piazzare i contatori».

L’impianto ha un’altra ottima peculiarità. Come camino è stata infatti recuperata l’ex ciminiera dei cotonifici. Un modo per dare un segnale importante al Biellese e per ridurre i costi. Che sono stati di circa 350mila euro per l’impianto e di 100mila per le opere murarie. «La filiera – ha sottolineato l’ingegner Mello – sarà corta e il legno che verrà bruciato, circa 6.500 quintali all’anno, verrà acquistato nel Biellese, nel raggio di 50 chilometri». La centrale a cippato realizzata a Chiavazza consentirà anche di abbattere le spese condominiali dei futuri inquilini dei 72 alloggi dell’Atc. «Tra acqua calda, riscaldamento e manutenzione verde e pulizia – sottolinea Femminis – arriveranno a pagare circa mille euro all’anno, circa la metà di quanto si paga invece nelle altre abitazioni di nostra proprietà». L’operazione è piaciuta molto in Atc, tanto che verrà riproposta ancora a Chiavazza, in via Coppa, e, successivamente, a Cossato. «Vogliamo arrivare al 10 per cento circa del nostro patrimonio abitativo – chiosa Femminis -, per dare un segnale importante in termini sia di risparmio economico sia di benefici ambientali».

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