Terremoto, dai Comuni l'invio di personale specializzato

Terremoto, dai Comuni l'invio di personale specializzato
Altro 31 Agosto 2016 ore 12:55

BIELLA - Si è parlato di invio di personale specializzato, di raccolta fondi e di un'eventuale colletta di materiale nella riunione che si è svolta nel tardo pomeriggio di lunedì 29 agosto nella sede della Protezione civile in corso Rivetti. Sono queste le linee di azione per la seconda fase dell'emergenza dopo il terremoto che ha colpito il centro Italia il 24 agosto (e con numerose scosse anche nei giorni seguenti). Hanno partecipato i rappresentanti dei 27 Comuni del coordinamento che fa capo a Biella con il sindaco Marco Cavicchioli. 

Il vicesindaco Diego Presa, in particolare, ha chiesto ai Comuni di raccogliere la disponibilità dei propri dipendenti perché possano essere inviati in missione nelle zone terremotate. Serviranno tecnici specializzati, ovvero architetti, ingegneri e geometri, per il censimento e la quantificazione dei danni e la certificazione delle case che possono essere di nuovo abitate, ma anche personale amministrativo, per avviare le pratiche e per le richieste di contributo, e agenti della polizia municipale per il controllo delle “zone rosse”, che devono restare inaccessibili a chiunque. «La richiesta è già partita dall'Anci, l'associazione dei Comuni italiani - ha aggiunto Maurizio Lometti, responsabile della Protezione Civile cittadina che ha già compiuto simili interventi a L'Aquila e in Emilia - I dipendenti saranno chiamati a turni massimi di otto giorni e dormiranno nelle tendopoli. Dovranno essere il più possibile autosufficienti per non gravare sulla macchina dei soccorsi». Queste trasferte sono a carico della Protezione Civile, escluse le spese di viaggio che vengono invece coperte dal Comune d'origine.

Al coordinamento è stato chiesto anche uno sforzo per stimolare la raccolta fondi dei cittadini proponendo di convogliarla, almeno in questa prima fase, sui canali ufficiali di Protezione Civile (sms solidale al 45500), Croce Rossa e Anci, sull'esempio dell'appello lanciato venerdì dal Patto del Battistero. «L'obiettivo - ha sottolineato Diego Presa - è garantire a chi versa che le risorse saranno utili. Valuteremo, anche in questo caso quando avremo notizie più precise dalle zone colpite, se sarà possibile convogliare i nostri sforzi su un progetto specifico». Ogni iniziativa è benvenuta, come quella del gruppo comunale della Protezione Civile di Tollegno che sabato alla festa del paese servirà pasta all'amatriciana in cambio di una donazione.

Non è ancora il momento invece di avviare una raccolta di beni materiali. L'ex sede dell'Atap di viale Macallé è pronta in caso di necessità «ma dalle zone colpite - ha precisato Diego Presa - ci è stato ribadito che al momento non c'è bisogno di nulla. Inviare colonne di aiuti rischia di essere controproducente: che ragione c'è di inviare, per esempio, casse di acqua minerale che arrivano da 800 chilometri di distanza, quando a dieci chilometri dall'epicentro ci sono centri commerciali aperti e ben forniti, dove gli uomini della Protezione Civile possono fare scorta in pochi minuti?». Un contatto che Maurizio Lometti e il comandante della polizia municipale Massimo Migliorini hanno attivato con un assessore di Amatrice consentirà di sapere in tempo reale e in diretta se e quando questa situazione cambierà.

BIELLA - Si è parlato di invio di personale specializzato, di raccolta fondi e di un'eventuale colletta di materiale nella riunione che si è svolta nel tardo pomeriggio di lunedì 29 agosto nella sede della Protezione civile in corso Rivetti. Sono queste le linee di azione per la seconda fase dell'emergenza dopo il terremoto che ha colpito il centro Italia il 24 agosto (e con numerose scosse anche nei giorni seguenti). Hanno partecipato i rappresentanti dei 27 Comuni del coordinamento che fa capo a Biella con il sindaco Marco Cavicchioli. 

Il vicesindaco Diego Presa, in particolare, ha chiesto ai Comuni di raccogliere la disponibilità dei propri dipendenti perché possano essere inviati in missione nelle zone terremotate. Serviranno tecnici specializzati, ovvero architetti, ingegneri e geometri, per il censimento e la quantificazione dei danni e la certificazione delle case che possono essere di nuovo abitate, ma anche personale amministrativo, per avviare le pratiche e per le richieste di contributo, e agenti della polizia municipale per il controllo delle “zone rosse”, che devono restare inaccessibili a chiunque. «La richiesta è già partita dall'Anci, l'associazione dei Comuni italiani - ha aggiunto Maurizio Lometti, responsabile della Protezione Civile cittadina che ha già compiuto simili interventi a L'Aquila e in Emilia - I dipendenti saranno chiamati a turni massimi di otto giorni e dormiranno nelle tendopoli. Dovranno essere il più possibile autosufficienti per non gravare sulla macchina dei soccorsi». Queste trasferte sono a carico della Protezione Civile, escluse le spese di viaggio che vengono invece coperte dal Comune d'origine.

Al coordinamento è stato chiesto anche uno sforzo per stimolare la raccolta fondi dei cittadini proponendo di convogliarla, almeno in questa prima fase, sui canali ufficiali di Protezione Civile (sms solidale al 45500), Croce Rossa e Anci, sull'esempio dell'appello lanciato venerdì dal Patto del Battistero. «L'obiettivo - ha sottolineato Diego Presa - è garantire a chi versa che le risorse saranno utili. Valuteremo, anche in questo caso quando avremo notizie più precise dalle zone colpite, se sarà possibile convogliare i nostri sforzi su un progetto specifico». Ogni iniziativa è benvenuta, come quella del gruppo comunale della Protezione Civile di Tollegno che sabato alla festa del paese servirà pasta all'amatriciana in cambio di una donazione.

Non è ancora il momento invece di avviare una raccolta di beni materiali. L'ex sede dell'Atap di viale Macallé è pronta in caso di necessità «ma dalle zone colpite - ha precisato Diego Presa - ci è stato ribadito che al momento non c'è bisogno di nulla. Inviare colonne di aiuti rischia di essere controproducente: che ragione c'è di inviare, per esempio, casse di acqua minerale che arrivano da 800 chilometri di distanza, quando a dieci chilometri dall'epicentro ci sono centri commerciali aperti e ben forniti, dove gli uomini della Protezione Civile possono fare scorta in pochi minuti?». Un contatto che Maurizio Lometti e il comandante della polizia municipale Massimo Migliorini hanno attivato con un assessore di Amatrice consentirà di sapere in tempo reale e in diretta se e quando questa situazione cambierà.