Tariffa rifiuti gonfiata? Non a Biella

Tariffa rifiuti gonfiata? Non a Biella
13 Novembre 2017 ore 19:05

BIELLA – Il caso è scoppiato a livello nazionale negli ultimi giorni della settimana scorsa. E’ infatti emerso che negli ultimi cinque anni se non di più, molti Comuni italiani avrebbero sbagliato il calcolo della Tari, la tariffa sui rifiuti. Si tratterebbe principalmente di inesattezze legate al computo della quota variabile. Errore che avrebbe fatto salire a dismisura il costo del servizio, recando danno a milioni di famiglie che si sarebbero viste recapitare bollette anche fino al doppio del dovuto. A portare alla luce queste irregolarità è stato  il sottosegretario all’Economia Pier Paolo Baretta, nel corso di un question time a Montecitorio, rispondendo ad una interrogazione del deputato del Movimento 5 Stelle Giuseppe L’Abbate. 

Tutto regolare però nel Biellese, come spiega il vicesindaco e assessore all’ambiente del Comune di Biella, Diego Presa: «Premetto che con l’introduzione della Tarip al posto della Tari il problema è stato superato visto che non si calcola più l’importo dovuto in base ai metri quadrati bensì considerando il numero di persone che compongono il nucleo familiare. Detto questo, però, il problema poteva porsi per quanto concerne gli anni precedenti. Abbiamo verificato e già all’epoca c’era stato un confronto tra i vari segretari comunali per andare ad analizzare la normativa, per evitare eventuali errori che, evidentemente, da altre parti sono stati riscontrati. All’epoca era stato deciso di non far pagare sulle pertinenze, dunque nel caso della maggior parte dei Comuni del Biellese non dovrebbero esserci anomalie come avvenuto in altre parti della Penisola. Frutto di una lettura puntuale che è stata effettuata ai tempi. Ora, comunque, come spiegavo in precedenza, il problema non si pone più visto che non si paga in base ai metri quadrati ma al numero di persone che compongono la famiglia. Un sistema che, secondo il mio parere, risulta anche più equo rispetto al passato». 

Enzo Panelli

BIELLA – Il caso è scoppiato a livello nazionale negli ultimi giorni della settimana scorsa. E’ infatti emerso che negli ultimi cinque anni se non di più, molti Comuni italiani avrebbero sbagliato il calcolo della Tari, la tariffa sui rifiuti. Si tratterebbe principalmente di inesattezze legate al computo della quota variabile. Errore che avrebbe fatto salire a dismisura il costo del servizio, recando danno a milioni di famiglie che si sarebbero viste recapitare bollette anche fino al doppio del dovuto. A portare alla luce queste irregolarità è stato  il sottosegretario all’Economia Pier Paolo Baretta, nel corso di un question time a Montecitorio, rispondendo ad una interrogazione del deputato del Movimento 5 Stelle Giuseppe L’Abbate. 

Tutto regolare però nel Biellese, come spiega il vicesindaco e assessore all’ambiente del Comune di Biella, Diego Presa: «Premetto che con l’introduzione della Tarip al posto della Tari il problema è stato superato visto che non si calcola più l’importo dovuto in base ai metri quadrati bensì considerando il numero di persone che compongono il nucleo familiare. Detto questo, però, il problema poteva porsi per quanto concerne gli anni precedenti. Abbiamo verificato e già all’epoca c’era stato un confronto tra i vari segretari comunali per andare ad analizzare la normativa, per evitare eventuali errori che, evidentemente, da altre parti sono stati riscontrati. All’epoca era stato deciso di non far pagare sulle pertinenze, dunque nel caso della maggior parte dei Comuni del Biellese non dovrebbero esserci anomalie come avvenuto in altre parti della Penisola. Frutto di una lettura puntuale che è stata effettuata ai tempi. Ora, comunque, come spiegavo in precedenza, il problema non si pone più visto che non si paga in base ai metri quadrati ma al numero di persone che compongono la famiglia. Un sistema che, secondo il mio parere, risulta anche più equo rispetto al passato». 

Enzo Panelli

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