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Tangenziale, lavori di nuovo in stallo

Tangenziale, lavori di nuovo in stallo
Altro Grande Biella, 01 Luglio 2015 ore 15:39

MONGRANDO - L’ennesima vicenda all’italiana ha reso protagonista uno dei paesi del Biellese. Dopo la ormai famosa tangenziale di Graglia, un altro tratto stradale sta facendo parlare, la tangenziale di Mongrando, che collegherà la provinciale 338 al Maghetto. Ad aprile sembrava che tutto procedesse per il meglio e che la ditta appaltatrice avrebbe rispettato i tempi di consegna, previsti per giugno 2015, invece, i lavori ad oggi sono fermi con le quattro frecce.

La vicenda è complicata, la tangenziale è divisa in due. Una parte di proprietà del Comune doveva essere ultimata a breve e l’altra di competenza provinciale era già ferma in partenza, dato che all’epoca dell’appalto la ditta vincitrice non aveva consegnato il certificato antimafia, e nonostante la copertura finanziaria, la Provincia era stata costretta ad interrompere i lavori. La legge, comunque, permette all’ente pubblico di procedere con la messa a punto della strada in accordo con l’amministrazione comunale di Mongrando, ma è ancora tutto fermo. Il sindaco Tony Filoni, che aveva già espresso chiaramente il suo disappunto con la scelta dell’amministrazione precedente di costruire la tangenziale e che se fosse dipeso da lui non avrebbe fatto questi lavori, è sempre più amareggiato: «Mancano ancora i pannelli sonori per bloccare i rumori, allora hanno rimandato tutto ad agosto o settembre. Hanno iniziato il 18 giugno 2014, dovevano finire tutto entro febbraio, poi a giugno e adesso a settembre. Come dice il proverbio cinese, mi siedo sul fiume e aspetto, non posso fare altro». «Mi rendo conto che ci siano stati dei problemi – continua il primo cittadino – ma parliamo di una strada di 600 metri. La ditta deve prendere ancora 40mila euro, degli 80mila, che vedrà a lavoro finito. Non nascondo che con quei soldi io avrei fatto altro, anche perché siamo con le mani legate finché non finiscono anche il tratto provinciale. Non è così semplice dirottare il traffico dei mezzi pesanti, perché arrivati sul Maghetto è un po’ impegnativo svoltare a destra con un tir. Ad oggi ci ritroviamo senza strada e con i camion che transitano sulla rotonda nelle vicinanze del lago Pistino, danneggiandola. Ovviamente gli autisti fanno fatica a passare e la strada ormai è piena di buche ed è pericolosa per tutti».

Ramona Bellotto

MONGRANDO - L’ennesima vicenda all’italiana ha reso protagonista uno dei paesi del Biellese. Dopo la ormai famosa tangenziale di Graglia, un altro tratto stradale sta facendo parlare, la tangenziale di Mongrando, che collegherà la provinciale 338 al Maghetto. Ad aprile sembrava che tutto procedesse per il meglio e che la ditta appaltatrice avrebbe rispettato i tempi di consegna, previsti per giugno 2015, invece, i lavori ad oggi sono fermi con le quattro frecce.

La vicenda è complicata, la tangenziale è divisa in due. Una parte di proprietà del Comune doveva essere ultimata a breve e l’altra di competenza provinciale era già ferma in partenza, dato che all’epoca dell’appalto la ditta vincitrice non aveva consegnato il certificato antimafia, e nonostante la copertura finanziaria, la Provincia era stata costretta ad interrompere i lavori. La legge, comunque, permette all’ente pubblico di procedere con la messa a punto della strada in accordo con l’amministrazione comunale di Mongrando, ma è ancora tutto fermo. Il sindaco Tony Filoni, che aveva già espresso chiaramente il suo disappunto con la scelta dell’amministrazione precedente di costruire la tangenziale e che se fosse dipeso da lui non avrebbe fatto questi lavori, è sempre più amareggiato: «Mancano ancora i pannelli sonori per bloccare i rumori, allora hanno rimandato tutto ad agosto o settembre. Hanno iniziato il 18 giugno 2014, dovevano finire tutto entro febbraio, poi a giugno e adesso a settembre. Come dice il proverbio cinese, mi siedo sul fiume e aspetto, non posso fare altro». «Mi rendo conto che ci siano stati dei problemi – continua il primo cittadino – ma parliamo di una strada di 600 metri. La ditta deve prendere ancora 40mila euro, degli 80mila, che vedrà a lavoro finito. Non nascondo che con quei soldi io avrei fatto altro, anche perché siamo con le mani legate finché non finiscono anche il tratto provinciale. Non è così semplice dirottare il traffico dei mezzi pesanti, perché arrivati sul Maghetto è un po’ impegnativo svoltare a destra con un tir. Ad oggi ci ritroviamo senza strada e con i camion che transitano sulla rotonda nelle vicinanze del lago Pistino, danneggiandola. Ovviamente gli autisti fanno fatica a passare e la strada ormai è piena di buche ed è pericolosa per tutti».

Ramona Bellotto

 

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