Tagli prefetture, Biella a rischio

Tagli prefetture, Biella a rischio
Altro 04 Maggio 2012 ore 20:37

L’obiettivo è quello di risparmiare 4,2 miliardi di euro da giugno a dicembre di quest’anno per scongiurare da ottobre l’aumento dell’Iva. Così il ministro Pietro Giarda ha annunciato una serie di provvedimenti che il Governo giudica “mirati”, che abbracciano parecchi ambiti della spesa pubblica. A partire dalle Prefetture, dalle Questure e dai comandi dei Vigili del fuoco. «Al momento - dice il senatore del Pdl, Gilberto Pichetto - conosciamo solamente i principi generali della riorganizzazione. Una Prefettura ogni 400mila abitanti, per gli altri territori solo sportelli ai cittadini». Le ricadute su Biella, però, al momento sono ancora sconosciute.

Con Vercelli? Una delle ipotesi che è stata avanzata, in base ai principi generali sanciti dal Governo, è quella di unire le prefetture di Biella e di Vercelli, con quest’ultima favorita a ospitare il presidio del governo sul territorio. Ma i conti non tornano perché la somma degli abitanti delle due realtà non raggiungono la soglia di sopravvivenza stabilita dal Governo. «E poi perché non Biella come sede?» dice Pichetto.

Quadrante.  Altra ipotesi è quella di accorpare a Novara le prefetture delle quattro province che compongono il quadrante: Biella, Verbania, Vercelli e Novara per un bacino complessivo che raggiungerebbe il milione di abitanti circa. L’unica cosa quasi certa, per ora, è il taglio della prefettura di Verbania che dovrebbe essere accorpata con Novara.

Palliativi?  Secondo il senatore del Pdl Pichetto questi tagli sono dei palliativi. «Per arrivare a una razionalizzazione della spesa pubblica - dice - bisogna interrogarsi su che modello di Stato vogliamo avere guardando al 2015-2020. Mi chiedo, ad esempio, che senso ha che in ogni Comune ci sia un’anagrafe aperta tutti i giorni e che, magari, certifica la nascita di una persona all’anno. Basterebbe cambiare la legge e creare strutture al servizio di più Comuni per ottenere dei risparmi più consistenti. Ma, ripeto, per arrivare a questo punto, è necessario chiedersi che organizzazione si vuole dare allo Stato nel lungo periodo».
Enzo Panelli