«Snobbati dal Governo, ma andiamo avanti»

«Snobbati dal Governo, ma andiamo avanti»
Altro 16 Luglio 2015 ore 07:46

C’è una cosa che, prima di ogni altra, preme dire a Roberto Pella (foto). Sindaco di Valdengo, vicepresidente nazionale Anci con delega ai piccoli Comuni, lui se l’attendeva davvero, quella presenza annunciata nei programmi dell’assemblea nazionale dell’associazione che riunisce i Comuni italiani, venerdì scorso a Cagliari. Le locandine palavano del sottosegretario allo Sviluppo economico Antonello Giacomelli, ma anche del ministro dell’Interno Angelino Alfano. E invece, tra i sindaci delle municipalità italiane, del Governo non si è vista neppure l’ombra. Nessuno. Neppure un sostituto. Troppo, per un’associazione che riunisce oltre 8mila enti, che rappresenta tutto il Paese. E che nello specifico si ritrovava a parlare non di massimi sistemi, ma di “Autonomia e dignità per la rinascita dei Comuni e la tutela dei cittadini”.

Pella, brutto segnale da Renzi?

«Sì. Un segno di disattenzione verso di noi. E’ grave che nessuno abbia preso parte a un’assemblea estremamente puntuale nelle critiche e nelle osservazioni, studiata per dare il proprio contributo al miglioramento del quadro economico, ma anche tecnico, dei Comuni».

Eppure al Governo bisognerà pure far presenti le vostre istanze, in qualche modo. 

«L’ho detto io stesso all’assemblea quel che bisognerebbe fare. C’è un organo di confronto riconosciuto dalla Costituzione, la Conferenza Stato-Città, che bisognerebbe utilizzare come mezzo per un dialogo serio con l’esecutivo.  E’ necessario dedicare una riunione dell’organo a questi temi, alla presenza di tutti i Ministri interessati. Le nostre proposte, d’altro canto, sono emerse in modo chiaro. Ora serve un sì o no da Renzi. Serve conoscere chiaramente la posizione del Governo sul futuro dei piccoli Comuni».

Parliamo allora di proposte. Cosa serve ai Comuni per superare le difficoltà?

 «L’ho detto in modo molto forte: serve innanzitutto eliminare il patto di stabilità, dal primo gennaio 2015, per i Comuni fino a 3mila abitanti. Questo  significherebbe una perdita per lo Stato di 250 milioni di euro: irrisoria per un bilancio nazionale, soprattutto se si considera che , grazie al provvedimento, i Comuni potrebbero finalmente spendere i loro soldi, facendo rientrare lo Stato, tra Iva e tasse, di un importo maggiore di quello perso».

Oltre a Pella, all’assemblea nazionale dell’Anci a Cagliari hanno preso parte anche i sindaci di Bioglio Stefano Ceffa, il quale ha tenuto una relazione al mattino, di Andorno Davide Crovella e quello di Salussola Carlo Cabrio. «Credo che a questi colleghi vada un ringraziamento in quanto, seppure con responsabilità diverse, hanno contrbuito ad un momento importante nella vita dei nostri Comuni – afferma Stefano Ceffa -. Roberto Pella, è bene ricordarlo, in modo più organico e da anni, in ragione del suo ruolo dentro Anci e nel Comitato delle Regioni in seno all’Ue rappresenta plasticamente la non rassegnazione dei comuni italiani insieme alla determinazione del territorio biellese a continuare a dire la sua nell’interesse della sua gente. E i due colleghi di Andorno e Salussola con la loro presenza (i costi del viaggio e il sacrificio della distanza) hanno testimoniato il valore di un impegno e la fedeltà ad un mandato. Sarebbe molto interessante un approfondimento locale con i sindaci che non sono potuti intervenire a Cagliari per trasmettere prima di tutto lo spirito di Cagliari che non era quello del piagnisteo o della rivendicazione fine a se stessa ma della proposta».

Veronica Balocco

Leggi di più sull’Eco di Biella di lunedì 13 luglio 2015 

C’è una cosa che, prima di ogni altra, preme dire a Roberto Pella (foto). Sindaco di Valdengo, vicepresidente nazionale Anci con delega ai piccoli Comuni, lui se l’attendeva davvero, quella presenza annunciata nei programmi dell’assemblea nazionale dell’associazione che riunisce i Comuni italiani, venerdì scorso a Cagliari. Le locandine palavano del sottosegretario allo Sviluppo economico Antonello Giacomelli, ma anche del ministro dell’Interno Angelino Alfano. E invece, tra i sindaci delle municipalità italiane, del Governo non si è vista neppure l’ombra. Nessuno. Neppure un sostituto. Troppo, per un’associazione che riunisce oltre 8mila enti, che rappresenta tutto il Paese. E che nello specifico si ritrovava a parlare non di massimi sistemi, ma di “Autonomia e dignità per la rinascita dei Comuni e la tutela dei cittadini”.

Pella, brutto segnale da Renzi?

«Sì. Un segno di disattenzione verso di noi. E’ grave che nessuno abbia preso parte a un’assemblea estremamente puntuale nelle critiche e nelle osservazioni, studiata per dare il proprio contributo al miglioramento del quadro economico, ma anche tecnico, dei Comuni».

Eppure al Governo bisognerà pure far presenti le vostre istanze, in qualche modo. 

«L’ho detto io stesso all’assemblea quel che bisognerebbe fare. C’è un organo di confronto riconosciuto dalla Costituzione, la Conferenza Stato-Città, che bisognerebbe utilizzare come mezzo per un dialogo serio con l’esecutivo.  E’ necessario dedicare una riunione dell’organo a questi temi, alla presenza di tutti i Ministri interessati. Le nostre proposte, d’altro canto, sono emerse in modo chiaro. Ora serve un sì o no da Renzi. Serve conoscere chiaramente la posizione del Governo sul futuro dei piccoli Comuni».

Parliamo allora di proposte. Cosa serve ai Comuni per superare le difficoltà?

 «L’ho detto in modo molto forte: serve innanzitutto eliminare il patto di stabilità, dal primo gennaio 2015, per i Comuni fino a 3mila abitanti. Questo  significherebbe una perdita per lo Stato di 250 milioni di euro: irrisoria per un bilancio nazionale, soprattutto se si considera che , grazie al provvedimento, i Comuni potrebbero finalmente spendere i loro soldi, facendo rientrare lo Stato, tra Iva e tasse, di un importo maggiore di quello perso».

Oltre a Pella, all’assemblea nazionale dell’Anci a Cagliari hanno preso parte anche i sindaci di Bioglio Stefano Ceffa, il quale ha tenuto una relazione al mattino, di Andorno Davide Crovella e quello di Salussola Carlo Cabrio. «Credo che a questi colleghi vada un ringraziamento in quanto, seppure con responsabilità diverse, hanno contrbuito ad un momento importante nella vita dei nostri Comuni – afferma Stefano Ceffa -. Roberto Pella, è bene ricordarlo, in modo più organico e da anni, in ragione del suo ruolo dentro Anci e nel Comitato delle Regioni in seno all’Ue rappresenta plasticamente la non rassegnazione dei comuni italiani insieme alla determinazione del territorio biellese a continuare a dire la sua nell’interesse della sua gente. E i due colleghi di Andorno e Salussola con la loro presenza (i costi del viaggio e il sacrificio della distanza) hanno testimoniato il valore di un impegno e la fedeltà ad un mandato. Sarebbe molto interessante un approfondimento locale con i sindaci che non sono potuti intervenire a Cagliari per trasmettere prima di tutto lo spirito di Cagliari che non era quello del piagnisteo o della rivendicazione fine a se stessa ma della proposta».

Veronica Balocco

Leggi di più sull’Eco di Biella di lunedì 13 luglio 2015 

 

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