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Smettere di fumare, l’Asl segue 98 pazienti

Smettere di fumare, l’Asl segue 98 pazienti
Altro 31 Maggio 2015 ore 15:33

Oggi, domenica 31 maggio, ricorre la “Giornata mondiale senza tabacco”, indetta dall’Organizzazione mondiale della sanità. E’ questa l’occasione per ricordare le attività, i progetti e le iniziative che l’Asl Bi ha realizzato e continua a promuovere nell’ambito della lotta al fumo, proprio in linea con gli obiettivi dell’Oms. Il consumo di tabacco è il principale rischio evitabile per la salute, eppure ogni anno circa 700.000 persone in Europa muoiono per le conseguenze del fumo (dato 2014 del ministero della Salute). L’Asl di Biella offre numerose possibilità a chi intende smettere di fumare, sia grazie alla convenzione con associazioni no profit, quali la Fondazione Edo ed Elvo Tempia e Lilt-Biella, sia attraverso l’Ambulatorio tabagismo che l’Azienda ha attivato nel 2004 al Sert di Cossato. Nel 2014, 98 pazienti sono stati trattati in questo ambulatorio per un disturbo da uso di tabacco (53 uomini e 43 donne). Nel 2013, i pazienti erano stati 84. Cornelia De Marchi, dirigente medico del Sert di Cossato e responsabile dell’ambulatorio, spiega: «Generalmente, rimangono molto a lungo in trattamento, anche per più di un anno, i pazienti gravati da patologie in comorbilità, soprattutto respiratorie e/o psicopatologiche. I dati epidemiologici confermano che soprattutto queste patologie determinano la maggiore gravità del disturbo da uso di tabacco e la maggiore resistenza ai diversi trattamenti di cui il servizio sanitario dispone per la cessazione del fumo». Nei primi mesi del 2015 è stato osservato un incremento delle richieste di intervento, tanto che nel solo mese di aprile scorso sono stati valutati in prima visita ben 12 nuovi pazienti. «L'impressione, che si ricava dai dati epidemiologici del nostro territorio, è che i cittadini stanno diventando sempre più consapevoli della gravità del proprio disturbo da uso di tabacco e, conseguentemente, si pongono di fronte al Servizio sanitario come soggetti bisognosi di cure per la patologia cronica da cui sono afflitti», conclude De Marchi. 

E.P.

Oggi, domenica 31 maggio, ricorre la “Giornata mondiale senza tabacco”, indetta dall’Organizzazione mondiale della sanità. E’ questa l’occasione per ricordare le attività, i progetti e le iniziative che l’Asl Bi ha realizzato e continua a promuovere nell’ambito della lotta al fumo, proprio in linea con gli obiettivi dell’Oms. Il consumo di tabacco è il principale rischio evitabile per la salute, eppure ogni anno circa 700.000 persone in Europa muoiono per le conseguenze del fumo (dato 2014 del ministero della Salute). L’Asl di Biella offre numerose possibilità a chi intende smettere di fumare, sia grazie alla convenzione con associazioni no profit, quali la Fondazione Edo ed Elvo Tempia e Lilt-Biella, sia attraverso l’Ambulatorio tabagismo che l’Azienda ha attivato nel 2004 al Sert di Cossato. Nel 2014, 98 pazienti sono stati trattati in questo ambulatorio per un disturbo da uso di tabacco (53 uomini e 43 donne). Nel 2013, i pazienti erano stati 84. Cornelia De Marchi, dirigente medico del Sert di Cossato e responsabile dell’ambulatorio, spiega: «Generalmente, rimangono molto a lungo in trattamento, anche per più di un anno, i pazienti gravati da patologie in comorbilità, soprattutto respiratorie e/o psicopatologiche. I dati epidemiologici confermano che soprattutto queste patologie determinano la maggiore gravità del disturbo da uso di tabacco e la maggiore resistenza ai diversi trattamenti di cui il servizio sanitario dispone per la cessazione del fumo». Nei primi mesi del 2015 è stato osservato un incremento delle richieste di intervento, tanto che nel solo mese di aprile scorso sono stati valutati in prima visita ben 12 nuovi pazienti. «L'impressione, che si ricava dai dati epidemiologici del nostro territorio, è che i cittadini stanno diventando sempre più consapevoli della gravità del proprio disturbo da uso di tabacco e, conseguentemente, si pongono di fronte al Servizio sanitario come soggetti bisognosi di cure per la patologia cronica da cui sono afflitti», conclude De Marchi. 

E.P.