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Slot, in vigore gli orari ridotti. Ma è protesta

Slot, in vigore gli orari ridotti. Ma è protesta
Altro 29 Luglio 2016 ore 11:35

BIELLA - Da mercoledì 27 luglio sono trascorse le due settimane dalla pubblicazione sull'albo pretorio ed entra dunque in vigore l'ordinanza del sindaco sulle limitazioni agli orari di funzionamento di slot machines e videopoker e sugli orari di apertura delle sale giochi con questo tipo di macchinari.

L'apertura e il funzionamento si limiteranno dalle 9 alle 12 e dalle 17 alle 23 con cinque ore di stop durante il pomeriggio. L'ordinanza adempie alle disposizioni della legge regionale approvata a maggio sulla limitazione e il contrasto al gioco d'azzardo. Il giro di vite annunciato è dunque arrivato e giocare, da mercoledì, è più complicato.

Secondo l’associazione Astro, le politiche di restrizione del gioco sono «inefficaci. Ovunque si sia agito “contro” l’apparecchio lecito, la problematica socio-sanitaria del gioco patologico si è aggravata, congiuntamente alla comparsa di congegni non autorizzati che “camuffano” la slot all’interno di postazioni self service per i servizi on line».  Come riporta Agipronews, è quanto sottolinea in una nota l’associazione Astro: oggi (ieri per chi legge, ndr) il consigliere Lorenzo Verona, responsabile per le questioni territoriali, incontrerà il sindaco di Biella dove, 15 giorni fa, è stata varata un’ordinanza limita gli orari di esercizio degli apparecchi da gioco lecito (dalle 9 alle 12 e dalle 17 alle 23).  «La consapevolezza circa l’inefficacia delle restrizione orarie, ai fini del contrasto al gioco patologico, impone alle imprese di non accettare passivamente le ordinanze di limitazione oraria, e di attivarsi per dimostrare alle amministrazioni comunali dell’erroneità del percorso intrapreso. - spiegano da Astro - Se uno spegnimento temporaneo delle apparecchiature da gioco garantisse la soluzione del problema, e quindi disinnescasse il conflitto coi territori, una normale imprenditoria assorbirebbe il sacrificio accettandolo nella sua accezione di costo aggiunto. A pagare lo scotto di questa “finzione” tuttavia - proseguono dall’associazione - sarebbero solo i cittadini, i più fragili soprattutto, che nel bar/tabacchi sotto casa non troverebbero più un congegno lecito e omologato, con posta massima da un euro, ma veri e propri collettori di azzardo incontrollato. A pagare - concludono - sarebbero i cittadini che hanno bisogno di “prevenzione” quotidiana al gioco patologico, che può essere realizzata solo in presenza di gioco lecito e accessibile, sempre fruibile in un locale ’responsabilizzato e formato’ dove l’acquisto del servizio-gioco coincide con una costante e qualificata percezione di messaggi preventivi».

E.P.

BIELLA - Da mercoledì 27 luglio sono trascorse le due settimane dalla pubblicazione sull'albo pretorio ed entra dunque in vigore l'ordinanza del sindaco sulle limitazioni agli orari di funzionamento di slot machines e videopoker e sugli orari di apertura delle sale giochi con questo tipo di macchinari.

L'apertura e il funzionamento si limiteranno dalle 9 alle 12 e dalle 17 alle 23 con cinque ore di stop durante il pomeriggio. L'ordinanza adempie alle disposizioni della legge regionale approvata a maggio sulla limitazione e il contrasto al gioco d'azzardo. Il giro di vite annunciato è dunque arrivato e giocare, da mercoledì, è più complicato.

Secondo l’associazione Astro, le politiche di restrizione del gioco sono «inefficaci. Ovunque si sia agito “contro” l’apparecchio lecito, la problematica socio-sanitaria del gioco patologico si è aggravata, congiuntamente alla comparsa di congegni non autorizzati che “camuffano” la slot all’interno di postazioni self service per i servizi on line».  Come riporta Agipronews, è quanto sottolinea in una nota l’associazione Astro: oggi (ieri per chi legge, ndr) il consigliere Lorenzo Verona, responsabile per le questioni territoriali, incontrerà il sindaco di Biella dove, 15 giorni fa, è stata varata un’ordinanza limita gli orari di esercizio degli apparecchi da gioco lecito (dalle 9 alle 12 e dalle 17 alle 23).  «La consapevolezza circa l’inefficacia delle restrizione orarie, ai fini del contrasto al gioco patologico, impone alle imprese di non accettare passivamente le ordinanze di limitazione oraria, e di attivarsi per dimostrare alle amministrazioni comunali dell’erroneità del percorso intrapreso. - spiegano da Astro - Se uno spegnimento temporaneo delle apparecchiature da gioco garantisse la soluzione del problema, e quindi disinnescasse il conflitto coi territori, una normale imprenditoria assorbirebbe il sacrificio accettandolo nella sua accezione di costo aggiunto. A pagare lo scotto di questa “finzione” tuttavia - proseguono dall’associazione - sarebbero solo i cittadini, i più fragili soprattutto, che nel bar/tabacchi sotto casa non troverebbero più un congegno lecito e omologato, con posta massima da un euro, ma veri e propri collettori di azzardo incontrollato. A pagare - concludono - sarebbero i cittadini che hanno bisogno di “prevenzione” quotidiana al gioco patologico, che può essere realizzata solo in presenza di gioco lecito e accessibile, sempre fruibile in un locale ’responsabilizzato e formato’ dove l’acquisto del servizio-gioco coincide con una costante e qualificata percezione di messaggi preventivi».

E.P.