Sicurezza, le regole

Sicurezza, le regole
Altro 22 Marzo 2012 ore 13:06

Sono arrivati l’uno dopo l’altro: alcuni insieme, altri accompagnati dall’inseparabile bastone. Tutti pronti a parlare di sicurezza, quella che il territorio sta mettendo a punto in un piano articolato, anche e in particolare per loro. Sono una ventina gli anziani che hanno partecipato all’incontro su ordine e sicurezza, organizzato dall’amministrazione comunale e che si è tenuto martedì nel palazzo ex Aquila, in centro paese. Una sorta di lezione che si lega all’attività del Comitato Provinciale per l’Ordine e la Sicurezza Pubblica e all’iniziativa “Città sicure”, finanziata dalla Provincia di Biella.
 

Sicurezza ma soprattutto precauzione. Questo il messaggio lanciato ai cittadini meno giovani dal sindaco, Giancarlo Borsoi, con l’assessore provinciale Michele Mosca; dal luogotenente comandante della stazione locale dei Carabinieri, Marco Filippi, e dagli agenti di Polizia municipale, Daniela Gillio e Antonio Imvesi. Precauzione contro truffe, furti e raggiri, che in un periodo di crisi tendono a moltiplicarsi nella zona e a prendere forme inaspettate. «Le forze dell’ordine ci sono vicine, ma spetta ai cittadini applicare misure che possano prevenire episodi sgradevoli, tutelandosi in prima persona», si è raccomandato il sindaco.

 
La cronaca come esempio. Ecco perché dagli errori di alcuni è possibile imparare. Il luogotenente Filippi ha così presentato le trappole più frequenti, nelle quali sono cadute persone anziane residenti nelle vicinanze, tra Cavaglià, Viverone e Roppolo, ma che potrebbero coinvolgere anche adulti e giovani.

Problemi e soluzioni.«Per prima cosa attenzione a persone che dicono di conoscervi, fingendosi vecchi amici o parenti dimenticati - ha raccontato Filippi -. Adesso i malintenzionati abbracciano la loro vittima, per portarle via la borsa o il portafogli. Quando uscite, tenete con voi pochi soldi e, se usate il bancomat, notate se la carta entra con difficoltà nella fessura dell’apparecchio o se esce troppo lentamente; se sì, potrebbe esser stato installato un dispositivo per visualizzare il vostro codice di accesso durante le operazioni. Ricordatevi, inoltre, che nessun agente si presenta in borghese, né pretende di entrare in casa. E non fidatevi di chi vi porta a domicilio un rimborso. Per togliersi il dubbio, è meglio chiamare i Carabinieri o i Vigili urbani. Infine, non appoggiate la borsa in giro, tantomeno in macchina, e fate un investimento per rendere più sicura l’abitazione: una porta blindata, le inferriate alle finestre, l’allarme collegato direttamente al 112».