Siccità: la pesca resta chiusa fino al 14 aprile

Torrenti asciutti e frega delle trote in ritardo: la decisione dell'Ufficio caccia e pesca della Provincia.

Siccità: la pesca resta chiusa fino al 14 aprile
Biella Città, 29 Marzo 2019 ore 12:49

Siccità: la pesca resta chiusa fino al 14 aprile.

La decisione

Le canne da pesca resteranno nel fodero o appese ai chiodi ancora per due settimane. L’Ufficio Caccia e pesca ha concordato, unitamente al consigliere delegato alla pesca, Emanuele Ramella Pralungo (vicepresidente della provincia), di mantenere chiusa la pesca nelle zone salmonicole almeno fino al prossimo 13 aprile compreso. Da un’ora prima dell’alba di domenica 14 aprile, quindi, sempre che la pioggia abbia ridato dignità ai torrenti sempre più asciutti, i pescatori potranno finalmente aprire la stagione di pesca nelle acque pregiate alla ricerca di trote fario, iridee, rare marmorate e rari salmerini. “Questa disposizione – riporta il comunicato della Provincia – è stata adottata in quanto proseguono le condizioni di eccezionale siccità e al fine di tutelare l’equilibrio biologico del patrimonio ittico. L’assenza di precipitazioni pluviometriche nelle ultime settimane con il protrarsi del periodo siccitoso, mettono sempre più a rischio le specie salmonicole (…). Confidiamo che il mondo piscatorio comprenda le ragioni di questa scelta che rimanda solo di poco un’attività che raggruppa tanti appassionati”.

E’ record

E’ la prima volta nella storia della nostra provincia che, per colpa della siccità, viene decisa una proroga dell’apertura così prolungata nel tempo considerato che il via alla pesca era previsto per l’ultima domenica di febbraio e chiuderà la prima domenica di ottobre. Si tratta di una decisione di buon senso, da rispettare, presa da chi – come l’apposito ufficio della Provincia con i dirigenti Giorgio Mosca e Paolo Amico in prima linea – dimostra ancora una volta di tenere al territorio, tanto bello quanto bistrattato da parecchi suoi abitanti.

Frega in ritardo

Senza contare che – come ha di recente postato sui social network uno dei gestori della riserva dell’alta Valle Cervo, Luigi Oneto – la frega delle trote è parecchio in ritardo per colpa di questo folle periodo stagionale e quindi l’apertura della pesca, con il livello dell’acqua peraltro più basso che mai, avrebbe stressato in  modo eccessivo i pesci e danneggiato uno dei tanti miracoli della natura che si ripetono ogni anno nei tratti sabbiosi delle lame dei torrenti.

Valter Caneparo

TORNA ALLA HOME PER LEGGERE LE ALTRE NOTIZIE

CLICCA SULLA PAGINA FACEBOOK DI ECO

Top news
Glocal News
Foto più viste
Video più visti
Il mondo che vorrei
Gite in treno
Curiosità