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Si torna a pensare alla “Grande Biella”

Si torna a pensare alla “Grande Biella”
Altro Grande Biella, 20 Dicembre 2017 ore 10:15

CANDELO - Si torna a parlare di “Grande Biella”, il territorio omogeneo - e strutturato anche in termini di cooperazione istituzionale - incentrato sul capoluogo provinciale e comprensivo delle realtà comunali limitrofe. A risollevare il dibattito, alla luce della proposta della giunta Chiamparino di articolare i territori della regione in ambiti ottimali per l'esercizio in forma associata delle funzioni, è la città di Candelo, che - nel corso del consiglio comunale svoltosi la scorsa settimana - ha fatto presente la propria intenzione di chiedere l’inserimento nella sfera di influenza del capoluogo, entrando a far parte del relativo ambito.

Alla base del dibattito, l’inserimento di Candelo, nello studio Ires su cui si fonda l’attuazione del progetto, nella area ottimale 6.6, con i comuni di Benna, Cavaglià, Dorzano, Gaglianico, Massazza, Roppolo, Salussola, Villanova, Verrone con cui costituisce Unione. Una scelta che la città del Ricetto non ha condiviso e che presto chiederà di modificare: «Per Candelo - fa presente il sindaco Mariella Biollino - è molto più funzionale l’inserimento nell’area 6.4 insieme a Biella, in quanto numerosi sono gli elementi che potrebbero dar luogo a funzioni associate (vigili, protezione civile già collegata nel Com3, servizi sociali integrati nel Consorzio Iris...)». Un’ipotesi già formalizzata dallo stesso primo cittadino, il quale ora attende una risposta dalla Regione.

Alla richiesta di variazione hanno dato il loro assenso anche i consiglieri di minoranza di “Candelo città possibile”, che affermano: «Come Consiglio Comunale si è preso atto che l'Unione è presente solo sulla carta, e a nostro parere un po' per mancanza di coraggio da parte degli amministratori nel farla avanzare mettendo insieme le funzioni e un po' per un quadro normativo nazionale e regionale non sempre ben definito e in presenza di poche risorse. Pertanto come consiglio comunale, in modo unanime, abbiamo ribadito che l'Unione oggi rimane, sostanzialmente, un luogo di confronto amministrativo e contemporaneamente tracciato una prima novità, perché nell'ambito delle consultazioni territoriali svolte dalla Regione Piemonte per la definizione degli ambiti ottimali per ogni provincia, si chiederà alla Regione che Candelo possa essere inserita nell'ambito ottimale che ricade su Biella. In questo modo si torna, a nostro parere, a dare impulso alla "Grande Biella" anche da parte di Candelo e per noi questo è positivo in quanto abbiamo sempre sostenuto che questa sia la giusta direzione futura per il territorio candelese ed occorre avviare, come già prospettato dal Consiglio Comunale del capoluogo, il percorso di confronto per poter dare vita a questo progetto, che può essere importante per Biella e per i Comuni limitrofi, se si vuole pensare a un futuro che possa vantare maggiori servizi per i cittadini».

V.B.

CANDELO - Si torna a parlare di “Grande Biella”, il territorio omogeneo - e strutturato anche in termini di cooperazione istituzionale - incentrato sul capoluogo provinciale e comprensivo delle realtà comunali limitrofe. A risollevare il dibattito, alla luce della proposta della giunta Chiamparino di articolare i territori della regione in ambiti ottimali per l'esercizio in forma associata delle funzioni, è la città di Candelo, che - nel corso del consiglio comunale svoltosi la scorsa settimana - ha fatto presente la propria intenzione di chiedere l’inserimento nella sfera di influenza del capoluogo, entrando a far parte del relativo ambito.

Alla base del dibattito, l’inserimento di Candelo, nello studio Ires su cui si fonda l’attuazione del progetto, nella area ottimale 6.6, con i comuni di Benna, Cavaglià, Dorzano, Gaglianico, Massazza, Roppolo, Salussola, Villanova, Verrone con cui costituisce Unione. Una scelta che la città del Ricetto non ha condiviso e che presto chiederà di modificare: «Per Candelo - fa presente il sindaco Mariella Biollino - è molto più funzionale l’inserimento nell’area 6.4 insieme a Biella, in quanto numerosi sono gli elementi che potrebbero dar luogo a funzioni associate (vigili, protezione civile già collegata nel Com3, servizi sociali integrati nel Consorzio Iris...)». Un’ipotesi già formalizzata dallo stesso primo cittadino, il quale ora attende una risposta dalla Regione.

Alla richiesta di variazione hanno dato il loro assenso anche i consiglieri di minoranza di “Candelo città possibile”, che affermano: «Come Consiglio Comunale si è preso atto che l'Unione è presente solo sulla carta, e a nostro parere un po' per mancanza di coraggio da parte degli amministratori nel farla avanzare mettendo insieme le funzioni e un po' per un quadro normativo nazionale e regionale non sempre ben definito e in presenza di poche risorse. Pertanto come consiglio comunale, in modo unanime, abbiamo ribadito che l'Unione oggi rimane, sostanzialmente, un luogo di confronto amministrativo e contemporaneamente tracciato una prima novità, perché nell'ambito delle consultazioni territoriali svolte dalla Regione Piemonte per la definizione degli ambiti ottimali per ogni provincia, si chiederà alla Regione che Candelo possa essere inserita nell'ambito ottimale che ricade su Biella. In questo modo si torna, a nostro parere, a dare impulso alla "Grande Biella" anche da parte di Candelo e per noi questo è positivo in quanto abbiamo sempre sostenuto che questa sia la giusta direzione futura per il territorio candelese ed occorre avviare, come già prospettato dal Consiglio Comunale del capoluogo, il percorso di confronto per poter dare vita a questo progetto, che può essere importante per Biella e per i Comuni limitrofi, se si vuole pensare a un futuro che possa vantare maggiori servizi per i cittadini».

V.B.

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