"Sessera, danno da Procura"

"Sessera, danno da Procura"
Altro 07 Giugno 2012 ore 14:04

Un danno ambientale sul quale potrebbe indagare anche la Procura della Repubblica. Quello che in un primo momento sembrava un incidente facilmente risolvibile, s’è invece rivelato un vero e proprio disastro di proporzioni considerevoli. Il torrente Sessera infatti continua ad essere marrone per lunghi tratti, pure a distanza di giorni dall’incidente determinato dalla società che gestisce l’invaso.

Il punto. I guai sono stati creati dall’apertura della diga, che doveva abbassare il livello dell’acqua per dei lavori di manutenzione. La scelta di ridurre di oltre dieci metri l’acqua presente nell’invaso, ha fatto sì che  uno scarico di detriti e di fango provenienti dal fondale arrivassero direttamente nel torrente della valle. Che è così diventato di colore marrone. Ma non solo. Le lame presenti nella zona sono state completamente coperte di fango. In moltissime insenature dove l’acqua era profonda dai quattro ai cinque metri, ora, ci si può camminare. Senza contare il discorso ittico. Una certa moria di pesci era tata subito messa nel conto. Ora, invece, pare che non ce ne sia più neanche uno vivo.

La rabbia di Governato. Furibondo l’assessore provinciale all’ambiente, impegnato in prima persona nell’emergenza. «Eravamo preparati a dover gestire dei problemi, ma l’iniziale disponibilità della società Edison che gestisce la struttura ci aveva convinto ad un certo ottimismo - spiega l’amministratore, che giovedì in una conferenza stampa fornirà alcuni dettagli su quanto sta avvenendo in alta valle Sessera -. Invece troppe cose annunciate non sono state fatte o non nei tempi indicati. E questo non va bene. Anche la reale portata dei danni non ci è stata fornita in modo chiaro. L’abbiamo dovuto scoprire da soli, dopo una serie di perizie e di analisi con le nostre guardie e dei tecnici dell’Arpa. Un comportamento da parte dei vertici della Edison, inaccettabile. Adesso raccogliamo tutto il materiale possibile (fotografie e documenti tecnici) e poi porterò personalmente in Procura un ricco dossier sull’accaduto. Sarà così la magistratura a decidere se, come e chi dovrà rispondere di quanto è accaduto e di come è stata gestita la fase successiva alla scoperta del problema».