Sequestrati accessori Gucci contraffatti

09 Marzo 2009 ore 12:19
Sequestrati prodotti "Gucci" contraffatti
Blitz della Guardia di finanza in tre negozi gestiti
da cinesi a Biella e in un magazzino di Milano
 
 

(20 feb) Oltre diecimila accessori e capi di abbigliamento, in particolare cinture, fibbie, giubbotti e scarpe, recanti marchio contraffatto prevalentemente di “Gucci”, sono stati sequestati ieri mattina dal Nucleo di Polizia tributaria della Guardia di finanza nel corso di una attività di iniziativa finalizzata alla prevenzione e repressione di fenomeni legati alla introduzione, detenzione e commercializzazione di prodotti recanti marchi e segni distintivi contraffatti, alterati e ingannevoli. Le operazioni hanno comportato perquisizioni d’iniziativa in esercizi commerciali di proprietà di tre distinti cittadini cinesi, nel caso specifico collegati tra loro, il cui riferimento commerciale in Biella, si trova al numero 38 di via Cavour (lo Star Planet).
 

Sequestrati prodotti "Gucci" contraffatti
Blitz della Guardia di finanza in tre negozi gestiti
da cinesi a Biella e in un magazzino di Milano



(20 feb) Oltre diecimila accessori e capi di abbigliamento, in particolare cinture, fibbie, giubbotti e scarpe, recanti marchio contraffatto prevalentemente di “Gucci”, sono stati sequestati ieri mattina dal Nucleo di Polizia tributaria della Guardia di finanza nel corso di una attività di iniziativa finalizzata alla prevenzione e repressione di fenomeni legati alla introduzione, detenzione e commercializzazione di prodotti recanti marchi e segni distintivi contraffatti, alterati e ingannevoli. Le operazioni hanno comportato perquisizioni d’iniziativa in esercizi commerciali di proprietà di tre distinti cittadini cinesi, nel caso specifico collegati tra loro, il cui riferimento commerciale in Biella, si trova al numero 38 di via Cavour (lo Star Planet). Nello specifico sono stati sottoposti a sequestro: 8.673 cinture recanti marchio Gucci presumibilmente contraffatto, 550 fibbie recanti marchio Gucci presumibilmente contraffatto, 550 cinture sprovviste di fibbia destinate all’assemblaggio con le citate borchie, una scatola contenente 25 fibbie unitamente alle minuterie metalliche e di pelletteria utilizzate per l’assemblaggio delle cinture, 7 cinture recanti marchio D&G presumibilmente contraffatto, 162 cinture recanti marchio Walt Disney presumibilmente contraffatto, 55 scarpe e 31 giubbotti recanti ancora il marchio Gucci che si presume sia contraffatto.
I tre cittadini cinesi sono stati denunciati per i reati di: introduzione nello Stato e commercio di prodotti con segni falsi, frode nell’esercizio del commercio, vendita di prodotti industriali con segni mendaci, ricettazione. La merce contraffatta, se fosse stata immessa sul mercato, avrebbe prodotto introiti per oltre duecentomila euro.
“Le operazioni di ricerca – spiegano dal comando dela Guardia di finanza -, precedute da un’intensa attività di intelligence sul territorio, sono state particolarmente impegnative, atteso che parte rilevante della merce è stata rinvenuta in un magazzino sotterraneo, occultato abilmente ed il cui accesso, non agevole, era garantito attraverso una botola…”. Il magazzino si trovava a Milano ed era comunque la diretta  fonte di approvvigionamento della piazza biellese.
“Si segnala -spiegano ancora i finanzieri – la particolare qualità della falsificazione, abilmente  idonea a trarre in inganno il consumatore…”.
Il comandante provinciale della Guardia di finanza, colonnello Salvatore Barca, ha dichiarato:  “Il fenomeno della contraffazione dei marchi di qualità made in Italy continua ad essere una preoccupante realtà a cui la Guardia di Finanza guarda con sempre crescente attenzione. Infatti, il nocumento che le associazioni di categoria lamentano in relazione al citato sistema di frode ammonta, a livello nazionale a svariate decine di miliardi di euro ed è evidente come il fenomeno possa apportare distonie al mercato produttivo, considerato il pregiudizio in danno alle produzioni italiane, consentendo un indebito vantaggio ad operatori spregiudicati di settore, spesso di etnia cinese. Ovviamente i segnali della questione, evidenziati dai continui sequestri di prodotti contraffatti operati dalle Forze dell’ordine e dalla Guardia di finanza in particolare, dimostrano che, nonostante la vigilanza continua e la costante repressione,  la  redditività tratta dalla criminalità nello specifico settore continua a  giustificarne la sussistenza…”.

20 febraio 2009

 

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