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Senza stipendio, ma con la 13ª “beffa”

Senza stipendio, ma con la 13ª “beffa”
Altro 22 Dicembre 2015 ore 10:27

Senza stipendio, ma con la tredicesima. In certi casi, tredicesima del valore di un euro. Sono arrabbiati, arrabbiatissimi, gli insegnanti supplenti ai quali non sono ancora stati pagati i mesi di lavoro, alcuni a conto scoperto almeno da settembre. Sotto l’albero di Natale qualcuno ha, infatti, scartato la beffa, vedendosi recapitare una busta paga con la tredicesima del valore di un euro. Trovandosi senza stipendio, il calcolo è presto fatto. 

«Questo perché la tredicesima viene, per paradosso, calcolata in base alle mensilità retribuite che sono state percepite», è il commento di uno sgomento Marco Ramella Trotta di Flc Cgil, sindacato che già mesi fa aveva denunciato la situazione diffusa anche nel Biellese.

Situazione che è fatta di storie, di nomi, di progetti. Che non hanno scelta: ce la devono fare, ce l’hanno fatta sinora, senza percepire un soldo. Questa è la storia, ad esempio, della professoressa Carla Saldì, 37 anni da 10 precaria, insegnante di italiano alle medie passata al sostegno. Lei è una dei docenti esclusi dal piano straordinario di immissione del governo: «Sono tra i congelati in seconda fascia con abilitazione, in elenco aggiuntivo - racconta - Quest’anno, ho avuto una cattedra fino alla presa in carico dell’avente diritto. E il 12 dicembre sono state fatte altre nomine, con il rischio di perdere il posto di lavoro». 

Giovanna Boglietti

Leggi di più sull’Eco di Biella di lunedì 21 dicembre 2015 

Senza stipendio, ma con la tredicesima. In certi casi, tredicesima del valore di un euro. Sono arrabbiati, arrabbiatissimi, gli insegnanti supplenti ai quali non sono ancora stati pagati i mesi di lavoro, alcuni a conto scoperto almeno da settembre. Sotto l’albero di Natale qualcuno ha, infatti, scartato la beffa, vedendosi recapitare una busta paga con la tredicesima del valore di un euro. Trovandosi senza stipendio, il calcolo è presto fatto. 

«Questo perché la tredicesima viene, per paradosso, calcolata in base alle mensilità retribuite che sono state percepite», è il commento di uno sgomento Marco Ramella Trotta di Flc Cgil, sindacato che già mesi fa aveva denunciato la situazione diffusa anche nel Biellese.

Situazione che è fatta di storie, di nomi, di progetti. Che non hanno scelta: ce la devono fare, ce l’hanno fatta sinora, senza percepire un soldo. Questa è la storia, ad esempio, della professoressa Carla Saldì, 37 anni da 10 precaria, insegnante di italiano alle medie passata al sostegno. Lei è una dei docenti esclusi dal piano straordinario di immissione del governo: «Sono tra i congelati in seconda fascia con abilitazione, in elenco aggiuntivo - racconta - Quest’anno, ho avuto una cattedra fino alla presa in carico dell’avente diritto. E il 12 dicembre sono state fatte altre nomine, con il rischio di perdere il posto di lavoro». 

Giovanna Boglietti

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