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Scuola: Tar boccia il Ministero

Scuola: Tar boccia il Ministero
Altro Grande Biella, 20 Novembre 2012 ore 14:11

Grazie a un ricorso vinto dal sindacato Anief il concorso per docenti dovrà tener conto della decisione del giudice e allargare il bacino d’utenza.  «Solo un mese fa - dice l’avvocato Giovanni Rinaldi - in  un articolo apparso su Eco di Biella, annunciavamo il ricorso contro le regole troppo restrittive del concorso. L’obiettivo,  principale, come avevo dichiarato, era far ammettere alle prove le centinaia di giovani neolaureati e i docenti già di ruolo. Così è stato, ed ancora una volta i giudici hanno dato ragione accogliendo la richiesta di partecipazione al concorso dei docenti laureati negli ultimi dieci anni che hanno presentato la domanda e sono stati esclusi dal Miur». 

Il presidente dell'Anief Marcello Pacifico dice: «Ora possono partecipare anche i giovani laureati esclusi. Migliaia di aspiranti si erano rivolti nei giorni scorsi al sindacato per ottenere tutela giudiziaria contro un atto amministrativo irragionevole che discrimina gli aspiranti candidati in base alla data di conseguimento della laurea. Nei prossimi giorni saranno discussi gli altri ricorsi. Ora si attende analogo accoglimento per i docenti di ruolo».

«Quando il Ministero assume posizioni cosi intransigenti nonostante la palese violazioni di norme di rango primario del nostro ordinamento non serve trattare o scioperare ma occorre agire per veder riconosciuti i diritti soggettivi» dice invece Giuseppe Faraci di Anief Piemonte che ribadisce e legittima l’azione del sindacato.

L’accoglimento della richiesta cautelare   è arrivata dal Tar del Lazio. Ora si  attende la stessa risposta per gli altri ricorsi che raccolgono tremila  docenti che potranno partecipare al concorso «Si apre la speranza per i prof laureati negli ultimi dieci anni - riferisce Rinaldi - che hanno presentato regolare domanda al concorso, così come suggerito dall’Anief. Prima erano rimasti esclusi dal Ministero dell’Istruzione perché questi ha introdotto un’incomprensibile soglia massima, come se i diplomi di laurea fossero di serie A e B. Dopo che nei giorni scorsi il Tar del Lazio ha concesso la sospensiva ad una ricorrente, laureata nel 2006, accordandogli la partecipazione al concorso a cattedra rimane davvero improbabile che nei confronti dei migliaia che si apprestano a chiedere di usufruire dello stesso diritto possa essere comminata una sentenza diversa».

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