Scuola, la protesta va in Prefettura

Scuola, la protesta va in Prefettura
Altro 12 Febbraio 2016 ore 01:15

BIELLA - Il mondo della scuola torna in piazza. Ma, questa volta, la protesta si farà tangibile anche a Biella. Per oggi, venerdì 12 febbraio, è infatti stata indetta in tutta Italia una “giornata di mobilitazione in difesa dei diritti dei precari”, azione che, a livello locale, verrà concretizzata con un presidio in via Repubblica, davanti alla Prefettura. 

A firmare l’iniziativa sono le sigle sindacali Flc Cgil, Cisl Scuola, Uil Scuola, Snals Confsal e Gilda Unams, che - fanno sapere - hanno deciso di promuovere e sostenere l’iniziativa «per la totale assenza di confronto tra il Ministero e le organizzazioni sindacali sul tema del precariato, rappresentato da migliaia di lavoratori ai quali la legge 107 non ha dato le risposte che il governo aveva assunto come suo preciso impegno».

I motivi della protesta, rivendicano scendendo nel dettaglio i sindacati, rimandano alla sentenza della Corte Europea, emessa nel novembre 2014, che ha ribadito il diritto alla stabilizzazione dei lavoratori assunti a tempo determinato per più di tre anni, «ma nonostante ciò si lascia ad essi come unica opportunità quella di partecipare a un concorso in cui peraltro non viene adeguatamente riconosciuto il valore del servizio svolto», sostiene il fronte del “no” alla Buona Scuola. 

«Che dire, poi, di docenti della scuola dell’infanzia, vincitrici di concorso e/o inserite nelle Graduatorie a esaurimento, ingiustamente estromesse dal piano nazionale di assunzioni col pretesto di dovere attendere l’attuazione del percorso 0-6, smentito dalla legge di stabilità? - chiede Marco Ramella Trotta di Flc Cgil - O di docenti cui è stata preclusa dal Miur la possibilità di conseguire abilitazioni per percorsi formativi (i cosiddetti Tfa) non attivati?». 

Flc Cgil, Cisl Scuola, Uil Scuola, Snals Confsal e Gilda Unams chiedono, pertanto  al governo, «l’immediata apertura di un tavolo di confronto, per portare sul tavolo delle trattative un intervento sulle modalità di svolgimento delle prove concorsuali (facoltatività di alcune di esse a determinate condizioni, giusto bilanciamento nella valutazione dei titoli, ad esempio), sia la proposta di un’articolazione dei piani assunzionali, volta ad agevolare la stabilizzazione delle residue aree di precariato». 

Questo l’obiettivo della giornata di oggi, che porterà, appunto, a più manifestazioni, indette davanti alle Prefetture di tutti i capoluoghi di provincia d’Italia. A Biella, il presidio si svolgerà dalle ore 15.30 alle 17 e sarà l’occasione, per i rappresentanti delle segreterie territoriali dei sindacati, di consegnare in Prefettura un documento unitario da trasmettere al Ministro dell’Istruzione, Stefania Giannini, in cui sono illustrati i motivi della protesta. 

Giovanna Boglietti

BIELLA - Il mondo della scuola torna in piazza. Ma, questa volta, la protesta si farà tangibile anche a Biella. Per oggi, venerdì 12 febbraio, è infatti stata indetta in tutta Italia una “giornata di mobilitazione in difesa dei diritti dei precari”, azione che, a livello locale, verrà concretizzata con un presidio in via Repubblica, davanti alla Prefettura. 

A firmare l’iniziativa sono le sigle sindacali Flc Cgil, Cisl Scuola, Uil Scuola, Snals Confsal e Gilda Unams, che - fanno sapere - hanno deciso di promuovere e sostenere l’iniziativa «per la totale assenza di confronto tra il Ministero e le organizzazioni sindacali sul tema del precariato, rappresentato da migliaia di lavoratori ai quali la legge 107 non ha dato le risposte che il governo aveva assunto come suo preciso impegno».

I motivi della protesta, rivendicano scendendo nel dettaglio i sindacati, rimandano alla sentenza della Corte Europea, emessa nel novembre 2014, che ha ribadito il diritto alla stabilizzazione dei lavoratori assunti a tempo determinato per più di tre anni, «ma nonostante ciò si lascia ad essi come unica opportunità quella di partecipare a un concorso in cui peraltro non viene adeguatamente riconosciuto il valore del servizio svolto», sostiene il fronte del “no” alla Buona Scuola. 

«Che dire, poi, di docenti della scuola dell’infanzia, vincitrici di concorso e/o inserite nelle Graduatorie a esaurimento, ingiustamente estromesse dal piano nazionale di assunzioni col pretesto di dovere attendere l’attuazione del percorso 0-6, smentito dalla legge di stabilità? - chiede Marco Ramella Trotta di Flc Cgil - O di docenti cui è stata preclusa dal Miur la possibilità di conseguire abilitazioni per percorsi formativi (i cosiddetti Tfa) non attivati?». 

Flc Cgil, Cisl Scuola, Uil Scuola, Snals Confsal e Gilda Unams chiedono, pertanto  al governo, «l’immediata apertura di un tavolo di confronto, per portare sul tavolo delle trattative un intervento sulle modalità di svolgimento delle prove concorsuali (facoltatività di alcune di esse a determinate condizioni, giusto bilanciamento nella valutazione dei titoli, ad esempio), sia la proposta di un’articolazione dei piani assunzionali, volta ad agevolare la stabilizzazione delle residue aree di precariato». 

Questo l’obiettivo della giornata di oggi, che porterà, appunto, a più manifestazioni, indette davanti alle Prefetture di tutti i capoluoghi di provincia d’Italia. A Biella, il presidio si svolgerà dalle ore 15.30 alle 17 e sarà l’occasione, per i rappresentanti delle segreterie territoriali dei sindacati, di consegnare in Prefettura un documento unitario da trasmettere al Ministro dell’Istruzione, Stefania Giannini, in cui sono illustrati i motivi della protesta. 

Giovanna Boglietti