Scuola innovativa, è caos Provincia-Regione

Scuola innovativa, è caos Provincia-Regione
Altro 09 Maggio 2016 ore 12:47

BIELLA - Sulla cartina, l’Italia è disseminata di punti blu, 47 in tutto, che indicano le località, indicate al Ministero dalle rispettive Regioni, dove sorgeranno le “scuole innovative”, per le quali il governo Renzi, attraverso la legge sulla «Buona Scuola», ha stanziato un totale di 350 milioni di euro. Ma sulla cartina è ben visibile un’area, a nord ovest, rimasta scoperta. Che di punti blu, zone in cui sorgerà una scuola innovativa, non ne ha nessuno. È il Piemonte.

Questo “buco” grafico è l’espressione di una  situazione che si va facendo sempre più complessa. Che solo pochi giorni fa ha portato a un confronto tra l’assessore regionale Gianna Pentenero e tutti i presidenti delle Province piemontesi. E che oggi, lunedì, come richiesto dal presidente della Provincia di Biella Emanuele Ramella Pralungo, vedrà  confrontarsi Pentenero con il vicepresidente della Regione, Aldo Reschigna. Sì perché il Biellese, in questa situazione, ha molto da perdere: la sua scuola innovativa, progettata nell’ex sede Atap, che - come annunciato da Ramella Pralungo - ha ottenuto il punteggio più alto tra tutti i progetti presentati a livello regionale, posizionandosi prima di Vercelli (due i progetti ammissibili, rispettivamente per 11 e 8 milioni di euro) e prima di Asti, in terza posizione.
«Esiste una graduatoria - spiega Emanuele Ramella Pralungo -  I tre presidenti delle province di Biella, Vercelli e Asti hanno comunicato all’assessore Pentenero che non accetteranno nessuna azione se non quella di seguire la graduatoria. E se questa graduatoria è sbagliata, premesso che la Regione non può permettersi di ribaltare una graduatoria da lei stilata, chi si assumerà questa responsabilità?».
La frizione, tra i soggetti in campo, sorge infatti proprio dal ricorso della Città Metropolitana di Torino (quinta in classifica) e, in tutta risposta, dall’approdo al Tar da parte della Provincia di Biella. Ramella Pralungo non accetta altre interpretazioni: «Le altre province Di Vercelli e Asti non si sono mosse giuridicamente contro di noi, anzi tengono la nostra stessa linea. Ma noi presidenti di Provincia non possiamo essere lasciati soli così, trovo assordante il silenzio che abbiamo attorno. Di fronte a una gara, un bando per il quale siamo arrivati primi, l’arbitro sentenzia i risultati e poi non gli piacciono? C’è una graduatoria, la si rispetti».
Giovanna Boglietti

BIELLA - Sulla cartina, l’Italia è disseminata di punti blu, 47 in tutto, che indicano le località, indicate al Ministero dalle rispettive Regioni, dove sorgeranno le “scuole innovative”, per le quali il governo Renzi, attraverso la legge sulla «Buona Scuola», ha stanziato un totale di 350 milioni di euro. Ma sulla cartina è ben visibile un’area, a nord ovest, rimasta scoperta. Che di punti blu, zone in cui sorgerà una scuola innovativa, non ne ha nessuno. È il Piemonte.

Questo “buco” grafico è l’espressione di una  situazione che si va facendo sempre più complessa. Che solo pochi giorni fa ha portato a un confronto tra l’assessore regionale Gianna Pentenero e tutti i presidenti delle Province piemontesi. E che oggi, lunedì, come richiesto dal presidente della Provincia di Biella Emanuele Ramella Pralungo, vedrà  confrontarsi Pentenero con il vicepresidente della Regione, Aldo Reschigna. Sì perché il Biellese, in questa situazione, ha molto da perdere: la sua scuola innovativa, progettata nell’ex sede Atap, che - come annunciato da Ramella Pralungo - ha ottenuto il punteggio più alto tra tutti i progetti presentati a livello regionale, posizionandosi prima di Vercelli (due i progetti ammissibili, rispettivamente per 11 e 8 milioni di euro) e prima di Asti, in terza posizione.
«Esiste una graduatoria - spiega Emanuele Ramella Pralungo -  I tre presidenti delle province di Biella, Vercelli e Asti hanno comunicato all’assessore Pentenero che non accetteranno nessuna azione se non quella di seguire la graduatoria. E se questa graduatoria è sbagliata, premesso che la Regione non può permettersi di ribaltare una graduatoria da lei stilata, chi si assumerà questa responsabilità?».
La frizione, tra i soggetti in campo, sorge infatti proprio dal ricorso della Città Metropolitana di Torino (quinta in classifica) e, in tutta risposta, dall’approdo al Tar da parte della Provincia di Biella. Ramella Pralungo non accetta altre interpretazioni: «Le altre province Di Vercelli e Asti non si sono mosse giuridicamente contro di noi, anzi tengono la nostra stessa linea. Ma noi presidenti di Provincia non possiamo essere lasciati soli così, trovo assordante il silenzio che abbiamo attorno. Di fronte a una gara, un bando per il quale siamo arrivati primi, l’arbitro sentenzia i risultati e poi non gli piacciono? C’è una graduatoria, la si rispetti».
Giovanna Boglietti