Scontro Cgil-Comune sui supermercati

Scontro Cgil-Comune sui supermercati
Altro 10 Maggio 2016 ore 12:21

BIELLA - E’ scontro tra la Cgil di Biella e l’assessore al commercio di Palazzo Oropa Stefano La Malfa in merito alla gestione delle aperture di nuovi supermercati e di difesa dei negozi di vicinato. L’attacco a La Malfa arriva da Michele Racanelli, segretario Cgil della Filcams Biella. Che dice: «Il supermercato Esselunga di Biella allungherà ulteriormente gli orari di apertura al pubblico che sarà dalle 7,30 alle 22 dal lunedì alla domenica come orario estivo. Tale ulteriore prolungamento non prevede nessuna assunzione e peggiora ulteriormente la situazione dei lavoratori costretti alla totale mancanza delle più elementari norme di legge in tema di orario, riposi, tetto di ore straordinarie. Complice la “deregulation” dei contratti, i lavoratori del colosso di Caprotti si trovano in condizioni pressochè di schiavitù: impossibilitati a far sentire la propria voce, minacciati e derisi dalla dirigenza locale e centrale, non hanno più una vita famigliare e sociale al di fuori dal proprio stabilimento lavorativo, evidentemente tanto amato dalla amministrazione comunale di centro sinistra di Biella, succube della Grande distribuzione organizzata. Infatti, dopo aver distrutto il commercio locale con Esselunga e Orsi, approva il sorgere in città del 22° supermercato che posti di lavoro non porterà, ma che ne toglierà via al piccolo commercio (quel poco che ne rimane) a vantaggio di contratti sottopagati, lavoratori sfruttati e frustrati nella loro normale vita da domeniche lavorate, orari impossibili, vite spezzate e scardinate da una qualsiasi routine famigliare». Poi aggiunge: «L'assessore al commercio cittadino, Stefano La Malfa, sollecitato sui social network, sul fatto se non sia indispensabile affiancare alle aperture manifestazioni atte ad animare il centro, dopo che Ascom ha proposto aperture domenicali per rilanciare il commercio,  risponde che le manifestazioni costano e che il Comune non può garantirle. Ancora una volta favorisce così la Gdo a scapito del commercio piccolo e diffuso in maniera scientifica e voluta: una precisa volontà dell'assessore che da promotore del commercio equo e solidale in pochi mesi si è trasformato in armato sostenitore della grandi catene».

Una presa di posizione che a La Malfa non è proprio piaciuta. Tanto che ha replicato: «Ho il massimo rispetto della libertà di opinione altrui e della libertà di giudicare l'operato politico personale e della giunta di cui faccio parte, ma voglio fare un paio di precisazioni, dato che si tira in ballo anche la mia sfera lavorativa privata. In primo luogo non esiste alcuna volontà di favorire la Gdo a scapito del piccolo commercio da parte mia: non sono “armato sostenitore”, peraltro ripudio da sempre le armi in quanto obiettore di coscienza. Sono da sempre un sostenitore del piccolo commercio, non con le parole, a blaterare sono buoni tutti, ma coi fatti. Partecipo da venti anni a una esperienza imprenditoriale collettiva che ha gestito fino a otto negozi in tutto il Piemonte e che dà lavoro a più di 20 persone nell'ambito del commercio equo e solidale». Poi La Malfa, nella sua disamina aggiunge: «Rivendico con fierezza questa esperienza, che rappresenta il mio passato, il mio presente (con l'indennità di assessore del Comune di Biella non si vive, dato che ammonta a meno di 600 euro al mese) e anche il mio futuro quando questa esperienza sarà terminata. Nella mia cooperativa siamo tutti uguali: non esistono quadri e siamo tutti assunti a tempo indeterminato come operai IV livello del commercio, perché abbiamo voluto che un'ora di lavoro di un lavapiatti valesse quanto un'ora di lavoro del presidente. Ricordo una volta in cui, in qualità di coordinatore del personale, fui convocato in una sede sindacale qui a Biella e discussi di questo aspetto col rappresentante sindacale, che difendeva la richiesta di un lavoratore di essere inquadrato al I livello. “Non è ammissibile” mi disse il sindacalista “che voi siate tutti allo stesso livello: dovete avere livelli differenziati e quadri”. Gli risposi: “Io penso che questa scelta possa rientrare pienamente nella nostra sfera di libertà organizzativa, viceversa penso che quanto lei afferma sia contrario all'immagine che alberga alle sue spalle. Forse sarebbe meglio che staccasse quel quadro dalla parete”. Sul muro campeggiava il noto e splendido quadro di Pellizza da Volpedo. In conclusione la rassicuro: non sono il braccio armato della Gdo, anzi sono quanto di più vicino ci sia al piccolo commercio cittadino».

E.P.

BIELLA - E’ scontro tra la Cgil di Biella e l’assessore al commercio di Palazzo Oropa Stefano La Malfa in merito alla gestione delle aperture di nuovi supermercati e di difesa dei negozi di vicinato. L’attacco a La Malfa arriva da Michele Racanelli, segretario Cgil della Filcams Biella. Che dice: «Il supermercato Esselunga di Biella allungherà ulteriormente gli orari di apertura al pubblico che sarà dalle 7,30 alle 22 dal lunedì alla domenica come orario estivo. Tale ulteriore prolungamento non prevede nessuna assunzione e peggiora ulteriormente la situazione dei lavoratori costretti alla totale mancanza delle più elementari norme di legge in tema di orario, riposi, tetto di ore straordinarie. Complice la “deregulation” dei contratti, i lavoratori del colosso di Caprotti si trovano in condizioni pressochè di schiavitù: impossibilitati a far sentire la propria voce, minacciati e derisi dalla dirigenza locale e centrale, non hanno più una vita famigliare e sociale al di fuori dal proprio stabilimento lavorativo, evidentemente tanto amato dalla amministrazione comunale di centro sinistra di Biella, succube della Grande distribuzione organizzata. Infatti, dopo aver distrutto il commercio locale con Esselunga e Orsi, approva il sorgere in città del 22° supermercato che posti di lavoro non porterà, ma che ne toglierà via al piccolo commercio (quel poco che ne rimane) a vantaggio di contratti sottopagati, lavoratori sfruttati e frustrati nella loro normale vita da domeniche lavorate, orari impossibili, vite spezzate e scardinate da una qualsiasi routine famigliare». Poi aggiunge: «L'assessore al commercio cittadino, Stefano La Malfa, sollecitato sui social network, sul fatto se non sia indispensabile affiancare alle aperture manifestazioni atte ad animare il centro, dopo che Ascom ha proposto aperture domenicali per rilanciare il commercio,  risponde che le manifestazioni costano e che il Comune non può garantirle. Ancora una volta favorisce così la Gdo a scapito del commercio piccolo e diffuso in maniera scientifica e voluta: una precisa volontà dell'assessore che da promotore del commercio equo e solidale in pochi mesi si è trasformato in armato sostenitore della grandi catene».

Una presa di posizione che a La Malfa non è proprio piaciuta. Tanto che ha replicato: «Ho il massimo rispetto della libertà di opinione altrui e della libertà di giudicare l'operato politico personale e della giunta di cui faccio parte, ma voglio fare un paio di precisazioni, dato che si tira in ballo anche la mia sfera lavorativa privata. In primo luogo non esiste alcuna volontà di favorire la Gdo a scapito del piccolo commercio da parte mia: non sono “armato sostenitore”, peraltro ripudio da sempre le armi in quanto obiettore di coscienza. Sono da sempre un sostenitore del piccolo commercio, non con le parole, a blaterare sono buoni tutti, ma coi fatti. Partecipo da venti anni a una esperienza imprenditoriale collettiva che ha gestito fino a otto negozi in tutto il Piemonte e che dà lavoro a più di 20 persone nell'ambito del commercio equo e solidale». Poi La Malfa, nella sua disamina aggiunge: «Rivendico con fierezza questa esperienza, che rappresenta il mio passato, il mio presente (con l'indennità di assessore del Comune di Biella non si vive, dato che ammonta a meno di 600 euro al mese) e anche il mio futuro quando questa esperienza sarà terminata. Nella mia cooperativa siamo tutti uguali: non esistono quadri e siamo tutti assunti a tempo indeterminato come operai IV livello del commercio, perché abbiamo voluto che un'ora di lavoro di un lavapiatti valesse quanto un'ora di lavoro del presidente. Ricordo una volta in cui, in qualità di coordinatore del personale, fui convocato in una sede sindacale qui a Biella e discussi di questo aspetto col rappresentante sindacale, che difendeva la richiesta di un lavoratore di essere inquadrato al I livello. “Non è ammissibile” mi disse il sindacalista “che voi siate tutti allo stesso livello: dovete avere livelli differenziati e quadri”. Gli risposi: “Io penso che questa scelta possa rientrare pienamente nella nostra sfera di libertà organizzativa, viceversa penso che quanto lei afferma sia contrario all'immagine che alberga alle sue spalle. Forse sarebbe meglio che staccasse quel quadro dalla parete”. Sul muro campeggiava il noto e splendido quadro di Pellizza da Volpedo. In conclusione la rassicuro: non sono il braccio armato della Gdo, anzi sono quanto di più vicino ci sia al piccolo commercio cittadino».

E.P.