Sanità, scontro Pdl-Lega

Sanità, scontro Pdl-Lega
Altro 28 Febbraio 2012 ore 13:30

La situazione a livello politico si surriscalda attorno al nuovo piano sanitario regionale. La battaglia è aperta soprattutto in casa Pdl dove il consigliere Motta, uno dei relatori del provvedimento, ha annunciato una serie di proposte con le quali il Piano sociosanitario del centrodestra viene sostanzialmente azzoppato. Senza dimenticare poi le lamentele che, nel centrodestra esistono a seguito alla classificazione degli ospedali piemontesi presentata in commissione questa settimana dall’assessore alla sanità Monferino, dove gli ospedali di Vercelli e Borgosesia vengono considerati il primo Cardine e il secondo Territoriale, dopo che nell’originaria proposta erano stati individuati rispettivamente come ospedale di riferimento (al pari di Novara) e Cardine (al pari di Biella).

L’analisi. «Le prediche di Cota, che nei giorni scorsi aveva riunito la maggioranza minacciando le elezioni nel caso in cui il Piano venisse approvato così com’è proposto dal suo assessore - dice il consigliere del Pd, Wilmer Ronzani -, si sono trasformate in una bolla di sapone. Nella maggioranza, i contrasti rimangono profondi, a conferma di come il Piano abbia una gestazione lunga e difficile. Prima hanno lasciato che il provvedimento languisse in Commissione per mesi e mesi, poi hanno imposto un modello che prevedeva la separazione tra ospedale e territorio pretendendo che il Piano venisse approvato entro il 31 dicembre 2012; ma hanno dovuto fare marcia indietro e, infine, hanno presentato un progetto che solleva perplessità forti nella stessa maggioranza».

La controffensiva. Il Pd ha presentato in Commissione e ripresenterà in aula un pacchetto di emendamenti volti a modificare su punti qualificanti il provvedimento. «Contesteremo l’idea di gestire con lo strumento delle Federazioni le politiche su area vasta - svela Ronzani - e la proposta di istituire l’Azienda regionale del 118, chiederemo che la classificazione degli ospedali proposta in ultimo dall’assessore diventi parte integrante del Piano, e rivendicheremo norme chiare e precise per ciò che riguarda il ruolo dei sindaci e il futuro dei Consorzi socioassistenziali, non prima però di avere proposto alcune modifiche ed alcune integrazioni al Piano che contiene vuoti inspiegabili su moltissime questioni, per esempio sulle cure palliative».
Sempre secondo Ronzani «non sono convincenti, infatti, i ragionamenti dell’assessore Monferino sulle Federazioni, ed è incomprensibile che da una parte si propongano politiche su area vasta per realizzare attività federate in materia di acquisti, magazzino, sistemi informatici, nello stesso momento in cui la Giunta Regionale, per ragioni di potere, mantiene in capo alla Società di committenza regionale alcune di queste funzioni, non vedendo o fingendo di non vedere che l’idea, che noi non condividiamo, di istituire le cosiddette Federazioni confligge in maniera palese con la società di committenza».