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Sanità, lavoro e infrastrutture priorità regionali

Sanità, lavoro e infrastrutture priorità regionali
Altro Biella Città, 11 Luglio 2014 ore 12:09

 Lavoro, infrastrutture e trasporti, sanità. Sono questi i punti cardine su cui punta il neo presidente della Regione, Sergio Chiamparino, che martedì in aula ha illustrato le sue linee programmatiche.

«Il lavoro - ha sottolineato il neo governatore - sarà l’alfa e l’omega di questa legislatura. E’ la speranza, il futuro, la base di ogni cittadinanza. Nella Regione che ha guidato la rivoluzione manifatturiera italiana deve compiersi una nuova rivoluzione. Per sostenerla, punteremo su azioni specifiche e su altre più generali. Vogliamo creare un ambiente amico del lavoro e dell’impresa, stabilire con le imprese e le parti sociali un rapporto di ascolto reciproco e di decisioni condivise, nello spirito di una grande comunità del lavoro. Ma per far ripartire il Piemonte occorre per prima cosa rendere più efficiente e più giusta la macchina regionale. Vogliamo ridurre i costi della politica, allineando le indennità dei consiglieri a quelle del sindaco di un capoluogo. E far nascere un nuovo strumento per la legalità, che dopo i passaggi previsti possa collaborare con esperti esterni. Una maggiore trasparenza si ottiene anche semplificando le procedure e riducendo la burocrazia, utilizzando i Fondi europei per digitalizzare e rendere accessibili in rete tutti i dati sugli appalti e le gare».  Il discorso è poi scivolato su due temi fondamentali per il Biellese: i trasporti e le infrastrutture. Chiamparino ha prima confermato la realizzazione della Pedemontana piemontese, nel tratto da Rolino a Ghemme, per poi parlare dei trasporti, annunciando la gara. «Sono di questi giorni le cronache di “ordinari” episodi di cattivo funzionamento - ha spiegato Chiamparino - , che ci dicono quali sfide e quali impegni abbiamo davanti. I nostri obiettivi principali sono la programmazione integrata del trasporto gomma/rotaia, attraverso lo sviluppo del progetto di Metropolitana regionale; la liberalizzazione (che non significa privatizzazione) attraverso gare per lotti funzionali e la revisione del contratto di servizio con Trenitalia, che già a partire dal 2016 ha l’obbligo di consentire e agevolare l’ingresso di eventuali altri gestori. Vogliamo ottenere un contratto di servizio anche con Rfi, corresponsabile con Trenitalia di ritardi e disservizi. Attraverso le gare, sarà possibile ottenere risparmi importanti (da una media di 13 euro treno/chilometro a una di 10 euro, come è già avvenuto nelle Regioni che le hanno affrontate), da destinare al miglioramento e al prolungamento serale e festivo del servizio. Le gare consentiranno anche l’introduzione di nuovi convogli, più moderni e confortevoli, e il ripristino di alcune delle tratte cancellate negli ultimi anni. Infine, vogliamo fermare l’aumento delle tariffe (+ 34 per cento in soli due anni), sia rinnovando la carta tutto treno a 120 euro sia creando un bonus famiglia sulla base del reddito».

La sanità.  Ambito fondamentale, che assorbe l’80 per cento delle risorse regionali, la sanità andrà rivista. Chiamparino ha dato il suo modello, anche per ridurre i ticket alla popolazione. «Occorre - ha sottolineato - un esame attento della situazione edilizia dei nostri ospedali, che valuti i costi e i rischi connessi alla vetustà di molti di loro e alle possibilità di riammodernamento e ristrutturazione. Le Città della Salute di Torino, nell’area del Lingotto, e di Novara e il decollo dei nuovi ospedali di Biella e di Alba-Bra sono al centro di questo progetto, che prevede anche il rilancio di un tavolo di programma con l’Università e la progettazione di un sistema di finanziamento pubblico-privato».

Le reazioni.  Gilberto Pichetto, capogruppo di Forza Italia, ha così replicato: «Richiamo la giunta alla responsabilità di guidare la maggiore azienda regionale che produce un fatturato pari al 10% del Pil regionale». Ribadendo che il precedente esecutivo ha consegnato una sanità ed una Regione in buone condizioni e con i conti in ordine, ha rilevato «che si dovrà aver la capacità di scegliere gli investimenti da portare avanti non essendo più tutto sostenibile. In merito alla modifica del Titolo V, possiamo offrire il nostro appoggio per lo studio delle riforme istituzionali e per uscire da questa situazione economica, cercando nuove risorse senza eccessive velleità». Pichetto ha concluso promettendo «una opposizione nei fatti, concreta, critica e vigile ma assolutamente leale». Vittorio Barazzotto, consigliere del Pd, nel suo intervento ha richiamato la difficile situazione delle Province piemontesi, aggiungendo: «Bisogna lavorare responsabilmente per un Piemonte che deve avere una piena consapevolezza di sè. La Regione non deve essere percepita come un mostro elefantiaco che blocca lo sviluppo».

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