“Rigenerare” con una rete di idee

“Rigenerare” con una  rete di idee
Altro 23 Settembre 2015 ore 09:34

Nella serata di presentazione di ‘015Biella’, il banchiere Pietro Sella si era soffermato sulla necessità di fare sistema. Per rivitalizzare il centro storico e rilanciare il territorio. Un concetto più volte ripreso nel secondo appuntamento di venerdì scorso alla presenza di un pubblico numeroso che ha confortato i  promotori e ha dissipato, dopo il successo e l’accoglienza della giornata inaugurale, i timori di un calo di interesse. Il tema: “Arte , patrimonio, paesaggio”  era accattivante ed i personaggi invitati a trattarlo non hanno deluso le aspettative. Sollecitati dalla giornalista di Vanity Fair Cristina Manfredi, i relatori Michelangelo Pistoletto, Ernesto Panza, Gelsomina Passatore e Mikaela Bandini, hanno raccontato le loro esperienze, manifestato l’apprezzamento per la nuova iniziativa e messo in evidenza le potenzialità del progetto. Troppo spesso i biellesi, ci hanno ricordato, tendono a sottovalutarsi e sono poco propensi ad osare e andare oltre le proprie competenze. Mettere insieme storie e personaggi diversi rappresenta dunque uno stimolo per superare diffidenze e timidezze del passato. 

Se “rigenerare” è stato il messaggio lanciato da Pistoletto per illustrare il Terzo Paradiso (la sede dell’opera sarà inaugurata il prossimo sabato, 26 settembre, in un ex edificio industriale di via Cernaia) e rivendicare il ruolo  dell’Arte, intesa non solo come momento creativo ma in grado di interagire con tutti gli ambiti della vita sociale,  Gelsomina Passatore, presidente dell’Ordine degli Architetti di Biella, ha ricordato le varie fasi che hanno caratterizzato l’espansione  verso sud della città: trasferimento della stazione ferroviaria;  dismissioni di fabbriche in centro; la strada Trossi; l’apertura della via Carso. Il centro commerciale “Gli Orsi” e il nuovo Ospedale hanno contribuito ad impoverire ulteriormente il centro storico e costretto tutti, istituzioni e privati, a correre ai ripari. Le idee non mancano, e Passatore le ha manifestate a nome della categoria: un documento direttore sulle cose da fare; la formulazione di un modello strategico per rivitalizzare il territorio; una cabina di regia per coordinare tutte le strategie; facilitazioni per chi recupera contenitori vuoti. Dopo arte e architettura, spetta a Ernesto Panza -  nipote di Vittorio Buratti (che acquistò la villa La Malpenga nel 1936) e Virginia Zanchi, promotore, con il fratello Emanuele, dell’evento “Gli Orti della Malpenga” - parlare di paesaggio. Trovato un “guru ispiratore” in Paolo Pejrone, notissimo architetto paesaggista, la tradizione rivive. Non occupando la villa ma riallacciandosi ai ricordi di gioventù dei proprietari. Alle semenze di insalate che nonno Vittorio acquistava nei suoi viaggi all’estero e che portava a Vigliano per coltivarle nell’orto della splendida dimora meta di migliaia di visitatori nel week end.  

L’intervento di Mikaela Bandini - sudafricana di nascita e italiana di adozione -, creatrice di itinerari di  architettura,  è stato per certi versi sorprendente, catturando l’attenzione dei presenti per l’originalità delle idee e per gli esempi che ha voluto portare a supporto delle sue proposte innovative. Da Júscar, un paesino spagnolo dell’Andalusia (223 abitanti e 175 edifici) colorato d’azzurro per esigenze cinematografiche (il film dei Puffi) - progetto straordinario, un po’ trash se vogliamo, che ha visto crescere enormemente il flusso turistico -, alla vendita a professionisti di viaggi di natura architettonica in 55 diversi Paesi del mondo.  Viaggiare, incontrare persone e domandare: perché. Con l’imperativo categorico di fare rete tra gli operatori privati e fare sistema tra le pubbliche amministrazioni. L’appello si ripete e la nostra città è uno dei rari casi in cui si potrebbe concretizzare.  “Non puoi andare nell’angolo della Foresta aspettando che gli altri vengano a te. Devi andare da loro qualche volta (Winnie  the Pooh)” è la sua massima preferita. E’ giunto il momento, anche per i biellesi, di uscire dal loro angolo. Nella speranza che in tanti vengano a trovarli. 

Marziano Magliola

Nella serata di presentazione di ‘015Biella’, il banchiere Pietro Sella si era soffermato sulla necessità di fare sistema. Per rivitalizzare il centro storico e rilanciare il territorio. Un concetto più volte ripreso nel secondo appuntamento di venerdì scorso alla presenza di un pubblico numeroso che ha confortato i  promotori e ha dissipato, dopo il successo e l’accoglienza della giornata inaugurale, i timori di un calo di interesse. Il tema: “Arte , patrimonio, paesaggio”  era accattivante ed i personaggi invitati a trattarlo non hanno deluso le aspettative. Sollecitati dalla giornalista di Vanity Fair Cristina Manfredi, i relatori Michelangelo Pistoletto, Ernesto Panza, Gelsomina Passatore e Mikaela Bandini, hanno raccontato le loro esperienze, manifestato l’apprezzamento per la nuova iniziativa e messo in evidenza le potenzialità del progetto. Troppo spesso i biellesi, ci hanno ricordato, tendono a sottovalutarsi e sono poco propensi ad osare e andare oltre le proprie competenze. Mettere insieme storie e personaggi diversi rappresenta dunque uno stimolo per superare diffidenze e timidezze del passato. 

Se “rigenerare” è stato il messaggio lanciato da Pistoletto per illustrare il Terzo Paradiso (la sede dell’opera sarà inaugurata il prossimo sabato, 26 settembre, in un ex edificio industriale di via Cernaia) e rivendicare il ruolo  dell’Arte, intesa non solo come momento creativo ma in grado di interagire con tutti gli ambiti della vita sociale,  Gelsomina Passatore, presidente dell’Ordine degli Architetti di Biella, ha ricordato le varie fasi che hanno caratterizzato l’espansione  verso sud della città: trasferimento della stazione ferroviaria;  dismissioni di fabbriche in centro; la strada Trossi; l’apertura della via Carso. Il centro commerciale “Gli Orsi” e il nuovo Ospedale hanno contribuito ad impoverire ulteriormente il centro storico e costretto tutti, istituzioni e privati, a correre ai ripari. Le idee non mancano, e Passatore le ha manifestate a nome della categoria: un documento direttore sulle cose da fare; la formulazione di un modello strategico per rivitalizzare il territorio; una cabina di regia per coordinare tutte le strategie; facilitazioni per chi recupera contenitori vuoti. Dopo arte e architettura, spetta a Ernesto Panza -  nipote di Vittorio Buratti (che acquistò la villa La Malpenga nel 1936) e Virginia Zanchi, promotore, con il fratello Emanuele, dell’evento “Gli Orti della Malpenga” - parlare di paesaggio. Trovato un “guru ispiratore” in Paolo Pejrone, notissimo architetto paesaggista, la tradizione rivive. Non occupando la villa ma riallacciandosi ai ricordi di gioventù dei proprietari. Alle semenze di insalate che nonno Vittorio acquistava nei suoi viaggi all’estero e che portava a Vigliano per coltivarle nell’orto della splendida dimora meta di migliaia di visitatori nel week end.  

L’intervento di Mikaela Bandini - sudafricana di nascita e italiana di adozione -, creatrice di itinerari di  architettura,  è stato per certi versi sorprendente, catturando l’attenzione dei presenti per l’originalità delle idee e per gli esempi che ha voluto portare a supporto delle sue proposte innovative. Da Júscar, un paesino spagnolo dell’Andalusia (223 abitanti e 175 edifici) colorato d’azzurro per esigenze cinematografiche (il film dei Puffi) - progetto straordinario, un po’ trash se vogliamo, che ha visto crescere enormemente il flusso turistico -, alla vendita a professionisti di viaggi di natura architettonica in 55 diversi Paesi del mondo.  Viaggiare, incontrare persone e domandare: perché. Con l’imperativo categorico di fare rete tra gli operatori privati e fare sistema tra le pubbliche amministrazioni. L’appello si ripete e la nostra città è uno dei rari casi in cui si potrebbe concretizzare.  “Non puoi andare nell’angolo della Foresta aspettando che gli altri vengano a te. Devi andare da loro qualche volta (Winnie  the Pooh)” è la sua massima preferita. E’ giunto il momento, anche per i biellesi, di uscire dal loro angolo. Nella speranza che in tanti vengano a trovarli. 

Marziano Magliola